Nella notte più fitta un ritorno alle radici: all’emporio frutta e verdura di oltre cento produttori locali

Le notti più fitte tendono la mano alla creatività, esortano a immaginare nuovi modi di abitare il mondo. I tempi più scuri, se ascoltati nel profondo, possono tramutarsi in sentiero. Don Mario Merotta è direttore della Caritas Diocesana da settembre 2019. Da quando è scoppiata l’emergenza sanitaria è anche responsabile dell’Emporio della Solidarietà, struttura che distribuisce generi alimentari a persone in temporanea difficoltà economica. In questo momento storico in cui la fatica sociale ed economica si allarga, il tentativo di Don Mario è stato quello di allestire una nuova filosofia di pensiero e azione. Un’impostazione non basata soltanto sul “dare” aiuti concreti, ma sul “vedere” chi altrimenti sarebbe invisibile, immaginando insieme a lui una possibilità di futuro e costruendo in modo congiunto la strada dell’autonomia.

Dichiara Merotta: “La Caritas fin dalle origini ha una funzione di tipo educativo e lavora per lo sviluppo integrale dell’uomo. L’obiettivo oggi è ritornare a queste radici. Il nostro lavoro più importante è quello di riconoscere i bisogni e le difficoltà della comunità, stando nelle zone oscure del sociale. Interveniamo a fianco di chi ha bisogno potenziando risorse e capacità di recupero, in modo che le persone possano poi procedere in autonomia”. Un ideale raggiungibile lavorando in rete, in interazione con istituzioni come il Comune di Alba e il Consorzio socio assistenziale, associazioni di volontariato del territorio, imprenditori, commercianti e piccoli artigiani. E’ in questa cornice concettuale che nelle ultime settimane sono nate progettualità inedite.  

Prosegue Merotta: “Attraverso l’Emporio in questo periodo effettuiamo circa 450 consegne di borse alimentari ad altrettante famiglie nel territorio della Diocesi di Alba. Sebbene sia considerata un’area geografica ricca, esistono ampie sacche di disagio e difficoltà”. Perciò non è sufficiente l’approccio assistenziale o orientato al soddisfacimento dei bisogni primari, come quello alimentare. Non basta “dare”: serve coltivare affinché germoglino fiori duraturi. L’intenzione per il futuro è quella di trasformare l’Emporio anche in un luogo di formazione, in un centro di aggregazione culturale, uno spazio di condivisione e costruzione di nuove relazioni. Per inaugurare questa “apertura di confini” molti giovani nel periodo di quarantena hanno prestato servizio come volontari per la preparazione e distribuzione delle borse spesa.

Altra “pianta” in crescita nel terreno dell’Emporio è il progetto “Pappa Reale – il cibo buono fa bene a tutti”, grazie alla collaborazione con quasi un centinaio di piccoli produttori agricoli locali appartenenti ai circuiti dell’“Alveare dice si!” di Alba e Agrispesa. In pratica, sugli scaffali di corso Piera Cillario compariranno prodotti a “chilometro zero” sani e genuini. Merotta: “Questa novità consentirà di contribuire al miglioramento delle condizioni di salute e all’educazione alimentare delle famiglie meno abbienti, sostenendo i piccoli produttori locali che stanno  attraversando un periodo di riduzione del fatturato. Inoltre la nuova tipologia di prodotto introdurrà un cambiamento nella mentalità - molto diffusa - che chi è più povero debba accontentarsi dello scarto della filiera di produzione”.

Creare alleanze con gli agricoltori locali permetterà anche in futuro di istituire borse lavoro e percorsi di attivazione sociale in contesti rurali, spingendosi ancora oltre con l’educazione alimentare - ad esempio attraverso un breve vademecum per fare l’orto sul balcone dedicato agli utenti.

L’Emporio diventa dunque luogo in cui si genera co-responsabilità, si promuove dignità, si evitano gli sprechi, si moltiplicano valore economico, relazionale e culturale, si fa palestra di solidarietà, si valorizzano le energie comunitarie. Conclude Merotta: “Avviare questi progetti rappresenta un’opportunità per la Caritas diocesana di impegnarsi in un intervento sistemico che, uscendo dalla dinamica lineare “bisogno - risorse disponibili - spesa”, tende ad esprimere il potenziale della circolarità generando più valore del solo aspetto economico”.

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