Calendario:
Altritasti
Data:
Ven 15 Mar 2019 21:00 - 23:00

Descrizione

I cambiamenti climatici in atto impongono la necessità di piantare grandi alberi ovunque possibile all’interno delle città e nelle campagne per produrre più ossigeno, assorbire le polveri sottili, ridurre gli inquinanti. D’altra parte troppo spesso le cronache ci raccontano di alberi che cadono sulle auto in transito, sui pedoni, sulle case, spesso durante eventi atmosferici eccezionali. Dobbiamo capire quali sono le cause reali di questi crolli e trovare soluzioni alternative agli abbattimenti su larga scala dei grandi alberi e la loro sostituzione con alberelli di nessuna utilità.

Tra le cause dei crolli possiamo annoverare il taglio delle grandi radici ed il soffocamento dell’albero con l’impermeabilizzazione dell’area intorno al colletto, ma una delle principali è l’eccessiva ed errata potatura.

“Un albero messo a dimora e coltivato in modo corretto e che non presenti difetti od alterazioni di varia natura non necessita, di norma, di potatura.” – dal “Regolamento del verde pubblico e privato della citta' di Torino”.

Purtroppo quanto vediamo nelle nostre città e campagne non riflette la giusta considerazione del Regolamento di Torino. “Quante volte abbiamo visto alberi capitozzati e ci siamo chiesti se si tratti di una buona tecnica oppure no; quante volte vediamo betulle seccare dopo la potatura, pini sanissimi morire dopo essere stati cimati” afferma Angelo Porta, Presidente del Circolo Legambiente Valtriversa di Villafranca d’Asti.

Numerose voci si sono fatte sentire negli ultimi anni sul tema delle potature, riportiamo ad esempio quanto scriveva Tiziano Fratus su La stampa del 10 aprile 2015: “Sempre più spesso ci troviamo di fronte a filari capitozzati, alberate spennate e scheletriche come le gambe dei quadrupedi de La tentazione di Sant’Antonio di Salvador Dalì. Fughe prospettiche fatte di segmenti spinti verso il cielo, un cielo che piange – e per fortuna non capiamo quanto – per l’ennesimo scempio alimentato da un mercato dove tanti soggetti si combattono a forza di ribassi, sconti e spesso incoscienza. Gli alberi non vanno potati ogni due o tre anni. Gli alberi vanno sempre alleggeriti laddove è strettamente necessario, si rimuove il secco laddove si è andato a raccogliere, ma non c’è affatto bisogno di “spelare vivi “ questi nostri compagni di convivenza. Non sono alberi da frutto. Si capitozzano, si spolpano le chiome, si predano come a voler dire agli assessori quanto lavoro sia stato fatto. La potatura severa o esagerata accelera i ritmi di crescita degli alberi che tentano di recuperare, creando chioma fragile in poco tempo, fatto che alimenta a sua volta nuove e ravvicinate potature.”

Per correggere queste pratiche scorrette e pericolose, proponendo invece esempi corretti di gestione e potatura, il Circolo Legambiente Valtriversa ed il Circolo Gaia Legambiente di Asti, in collaborazione con l’Osservatorio del Paesaggio per il Monferrato e l’Astigiano organizza per venerdì 15 marzo – con inizio alle ore 21 - a Villafranca d’Asti, presso la sala “Renato Bordone”, un momento di studio sulla potatura e gestione degli alberi ornamentali.

Interverranno il Prof. Marco Devecchi, docente di «Parchi e Giardini» del Corso di Laurea in “Scienze e Tecnologie agrarie” e Coordinatore per l’Università di Torino del Corso di Laurea Magistrale interateneo in “Progettazione delle aree verdi e del paesaggio” e il Dott. Massimo Tirone, Presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Torino, con esperienza ventennale sulla potatura e gestione delle alberate.

L’obiettivo della serata è illustrare le regole generali da seguire, i principali errori da evitare nella cura e nella potatura degli alberi ornamentali e considerare le responsabilità degli Amministratori.

La serata è aperta a chiunque interessato al tema: sindaci, assessori, professionisti, cittadini; verrà assicurato ampio spazio alle domande del pubblico presente in sala.

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