ALBA: Chiedilo al vento. Mongolia in bicicletta e in completa autonomia sulle tracce di Gengis Khan

Calendario
Altritasti
Data
Ven 3 Dic 2021 21:00 - 23:00

Descrizione

Venerdì 3 dicembre, ore 21,00, cinema teatro Moretta, Alba, c.so Langhe nr. 106: “Chiedilo al vento. Mongolia in bicicletta e in completa autonomia sulle tracce di Gengis Khan”.
Progetto multimediale che vede coinvolti il ciclonauta FULVIO SILVESTRI per le immagini insieme a FABIO SILVESTRI per la parte musicale e a CARLO BORGOGNO per il reading letterario.

Chiedilo Al Vento è un progetto multimediale che nasce dopo i due precedenti lavori The Big Chill (2013) e Hjarta (2015) - con nuovo materiale per continuare a raccontare con fotografie, musiche e dialoghi storie di ecologia applicata con al centro il viaggio lento in bicicletta.
Così illustra la serata lo stesso Fulvio Silvestri: “Sarà una nuova occasione per parlare di viaggio lento, questa volta tutto dedicato alla remota Mongolia, paese che la mia compagna ed io abbiamo avuto la fortuna di conoscere dalla prospettiva privilegiata delle nostre biciclette e della nostra attrezzatura da campeggio in un viaggio indipendente”.
“Dopo molti anni di atmosfere nordeuropee, con la sola eccezione di un viaggio in Marocco, i tempi erano maturi per un nuovo vento. Con la sua arcaica forza vitale e tutto il fascino remoto che le è proprio, la Mongolia ha soffiato sulle nostre biciclette e sulla nostra piccola tenda per un mese di avventure vere in una vastità a dir poco spiazzante. La steppa prima, subito fuori dalla capitale Ulaanbaatar, e la taiga poi, man mano che ci avvicinavamo al confine con la Siberia, ci hanno accolto con i loro silenzi assordanti, nei piccoli villaggi o negli accampamenti gher dei nomadi come nelle aree più isolate e senza alcun servizio, lasciandoci senza parole a ogni chilometro”.

Grande 5 volte l’Italia ma con solo 3 milioni di abitanti, la Mongolia è uno dei paesi meno densamente popolati al mondo. Non deve stupire, dunque, il fatto che i veri abitanti del paese sembrino essere gli spazi immensi che si estendono in ogni dove a perdita d’occhio, intervallati, nei mesi più miti, da piccoli puntini bianchi: le grandi tende ( gher o yurte ) dei pastori nomadi.
Nel loro viaggio in bicicletta senza supporto di oltre mille chilometri dalla capitale Ulaanbaatar fino al lago Khövsgöl passando per Kharkhorin, nel cuore del paese, Fulvio e la compagna Valentina hanno vissuto un viaggio indipendente ai confini del tempo e dello spazio, in parte decisamente fuori dagli schemi e dalle rotte convenzionali. Nella provincia dell’Harkhangai per diversi giorni non hanno avuto altri appoggi che gli sporadici campi dei nomadi, sempre disponibili ad accettare la loro presenza e desiderosi di conoscere la loro storia – nonostante le evidenti difficoltà di comunicazione imposte dalla lingua. Il loro approccio lento ha permesso di vivere dadentro la storia delle famiglie che hanno incontrato, finendo persino ospiti di un matrimonio tradizionale in un accampamento nomade.

“CHIEDILO AL VENTO. MONGOLIA in bicicletta e in completa autonomia sulle tracce di Gengis Khan” è il più recente progetto fotografico di Fulvio Silvestri. Focalizzato sugli spazi aperti e sul senso di smarrimento che un simile viaggio può dare, non è comunque il progetto di un viaggio estremo, come puntualizza Fulvio, né tantomeno una ricerca fotografica ossessiva.
Come sempre i suoi viaggi non sono imprese epiche ma piccole grandi conquiste di autostima che, a sua detta, chiunque può raggiungere con dedizione, perseveranza e apertura mentale. Allo stesso modo, le fotografie che ne conseguono provano a raccontare alcuni momenti di intima comunione con il paese e con le persone che li hanno accolti.

INGRESSO LIBERO consentito fino a completa capienza. E’ richiesto il GREEN PASS. Chi vuole può prenotarsi al 340 6022405 (Valentina).

FULVIO SILVESTRI (1971)
Da oltre 15 anni, Fulvio decide di trascorrere buona parte del suo tempo libero in sella a una bicicletta, caricandola con il materiale necessario per muoversi senza supporto ed essere così del tutto
autosufficiente. Bicicletta non intesa come mezzo performante superleggero per una pratica sportiva da cronometro ma, al contrario, strumento esplorativo di paesaggi, persone e luoghi della mente che l'autore traduce poi in narrazione fotografica, con uno sguardo intimo sulla relazione uomo-territorio. La sua bicicletta è allo stesso tempo un diario, una persona fisica, uno studio fotografico itinerante, uno strumento di comunicazione. Oltre alla solita attrezzatura da cicloviaggio, infatti, le sacche del suo mezzo ospitano un corredo fotografico completo che arriva a superare i 7kg di peso alle volte.
I progetti che l’autore elabora – esclusivamente al rientro dalle sue microavventure, dopo un importante periodo di distacco dal viaggio stesso – scorrono in maniera delicata e toccano corde profonde,
come ha più volte affermato chi ha assistito alle varie presentazioni che si sono susseguite negli anni.
Probabilmente perché i temi affrontati riguardano l’essere umano in quanto tale, essenza pulsante con tutte le sue fragilità e non supereroe in cerca di fama e record. Fulvio insiste che il successo dei suoi progetti deve moltissimo anche alle ipnotiche atmosfere musicali che accompagnano le sue visioni fotografiche, composte e suonate dal fratello Fabio Silvestri, co-viaggiatore a distanza del suo vagabondare (tipicamente nordico, ma ci sono anche Marocco e Mongolia).

Nelle sue serate, Fulvio è spesso accompagnato dall’amico libraio Carlo Borgogno (Libreria Milton, Alba) che, oltre a dialogare con l’autore sui progetti presentati, ha dato un ulteriore valore aggiunto a Chiedilo al vento proponendo la lettura di alcuni brani di narrativa moderna e contemporanea relativi al viaggio, al tema della mobilità sostenibile e al senso appagante di lentezza – lentezza che, secondo Fulvio, è uno dei concetti cardine in grado di salvare il mondo da una potenziale implosione valoriale. Tra gli autori citati nelle letture trovano spazio Sylvain Tesson, David Le Breton, Ivan Illich, Walter Bonatti, Jack London, Bruce Chatwin, R.L. Stevenson...

Le fotografie e le storie di viaggio di Fulvio sono apparse sui magazine Alvento, Pannier.cc, Cyclist Italy, Digital Camera World.

A cura dell'associazione ALEC.

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