Una riflessione doverosa e un "mea culpa" collettivo

di Claudio Gallo, Associazione Culturale “L’Obiettivo” di Agliano Terme.
ImageSiamo tutti chiamati a un’importante riflessione sul significato e sulle conseguenze della crisi dell’industria che ha colpito il Piemonte. L’incrollabile Fiat dapprima, e parecchie altre industrie poi, hanno fatto capire a molti che l’”americanizzazione“ che ci ha contagiati, la frenetica rincorsa al budget non hanno altro merito che rendere più violenta la società, esasperando la competizione tra individui. E creando, di rimando, una serie di problemi collegati all’occupazione. Questo sta spingendo le Amministrazioni e la stessa Provincia di Asti a rivedere certe posizioni e a ripensare al nostro territorio in un’ottica più mirata allo sviluppo del turismo.

Abbiamo la fortuna di vivere in un’area ricchissima di cultura, storia, tradizioni: il terreno migliore per un’ottima prospettiva turistica. Purtroppo, la nota dolente è che, non appena si tocca l’argomento, si scopre che la stessa popolazione è assolutamente impreparata e sprovveduta nell’affrontare tale discorso.

E’ quello di cui si è resa conto l’Associazione Culturale “L’Obiettivo” di Agliano Terme. Nata nel marzo del 2005 da un gruppo di appassionati volontari, sulla scia del declino turistico che ha visto Agliano perdere quasi tutto il prestigio di cui godeva, si è subito prefissa come traguardo (difficile e ambizioso) la valorizzazione del territorio, della cultura e delle risorse, la più importante delle quali è rappresentata proprio dagli abitanti. Il primo passo necessario è stato quello di cercare di far loro riscoprire un po’ di “sano campanilismo” e la consapevolezza di appartenere a un grande suolo, nobile e ricco di opportunità.

Accanto ai corsi di informatica, inglese, modellazione della ceramica, oltre a serate dedicate a momenti di cultura, lo scorso anno sono stati proposti i tour “Alla scoperta del territorio” dedicati proprio ai residenti, molti dei quali ignari di possedere un autentico patrimonio a due passi da casa: a giugno, le visite ai musei locali (una vera scoperta il “Museo della Barbera” di Agliano, interessantissimi quelli “Angelo Brofferio” di Castelnuovo Calcea e di “Arte moderna” di Mombercelli), a ottobre i “crotin” e il pittoresco centro storico di Calosso insieme alle Cantine Contratto di Canelli, hanno stupito chi non si era mai spinto a guardare un po’ più in là.

Per stimolare in tal senso toccando la sensibilità individuale, è stato creato anche un vero giornale bimestrale cartaceo a colori, “L’Obiettivo di Agliano Terme e dintorni”, con una grafica che richiama il periodo d’oro per le località termali, il Liberty. Un foglio che ha riscosso immediatamente un grandissimo successo di pubblico, segno inconfutabile del bisogno percepito di riscoprire origini e avere uno strumento di informazione locale vera.

Rubriche dedicate (del medico, della Coldiretti, dell’architetto, dell’avvocato, dell’Osservatorio del Paesaggio), l’angolo della cucina, oltre a articoli che riguardano territorio e cultura locale, le interviste a tutti i sindaci della zona per confrontare metodi di lavoro e progetti, hanno davvero stimolato i lettori.

Da oltre un anno sono nate due redazioni locali gestite da volontari a Moasca e San Marzano Oliveto e il giornale punta all’espansione coinvolgendo altri paesi che saranno così uniti dallo stesso mezzo di comunicazione, confronteranno metodi di lavoro e progetti perseguendo finalità comuni. Il termine “consapevolezza” è certamente la parola-chiave che potrà dare il via a un circolo virtuoso che non genererà altro che bello e voglia di fare. Maggior attenzione e maggior conoscenza non possono che essere positive per tutta questa zona del basso Piemonte che, baciata dalla fortuna, non di rado ha gettato alle ortiche autentici patrimoni. Pensiamo allo scempio fatto in certe vallate deturpate da capannoni.

Ci auguriamo che un giorno non lontano, qualche amministratore locale possa risvegliarsi rendendosi conto del danno che hanno causato licenze facili e menefreghismo, inseguendo il miraggio della spesso illusoria equazione capannoni=sviluppo.

Come ho già avuto modo di scrivere su “L’Obiettivo”, un giornale non può far le leggi, ma può fare la “rivoluzione”.

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