Il nuovo Presidente della Provincia dice: difenderò l'acqua pubblica

di Alessandro Mortarino.
ImageSarete certamente stupiti dalla perentoria affermazione del nostro titolo e, altrettanto certamente, vi starete domandando come fa AltritAsti a conoscere il nome del nuovo presidente dell’amministrazione provinciale astigiana prima che gli elettori abbiano compiuto il loro dovere … Molto semplice: tutti i candidati, durante il confronto pubblico di Venerdì 4 Aprile voluto dalle organizzazioni ambientaliste, hanno solennemente promesso il loro impegno totale a sostegno della legge popolare per la ripubblicizzazione degli acquedotti e contro accorpamenti pericolosi fra ex-municipalizzate. Chiunque sarà, insomma, sarà un presidente che garantirà il diritto all’acqua ! Sugli altri temi affrontati nella serata (tutela aree verdi, inceneritori, discariche, salvaguardia dei corsi d’acqua, tangenziali, tutela dei suoli agricoli, bonifica dei terreni inquinati …) il giudizio unanime è: rimandati a Settembre …

Diciamo subito che la sala del centro culturale San Secondo era gremita e che sul palco i 5 candidati alla guida della prossima amministrazione provinciale erano presenti fisicamente (Peretti e Scanavino) e attraverso delega (Angela Quaglia in rappresentanza di Maria Teresa Armosino, Giorgio Caracciolo per Mariangela Cotto e Andrea Fogliato per Marcello Delmastro).
Ma andiamo con ordine e secondo i temi, in una sintesi estrema che possa essere utile come promemoria per il futuro.

Acqua: come detto, le posizioni di tutti i candidati sono risultate allineate a quelle espresse nei loro interventi dal presidente dell’Acquedotto del Monferrato Aldo Quilico e dal sottoscritto, in qualità di coordinatore del Comitato Astigiano a favore delle Acque Pubbliche.
La Provincia manterrà, dunque, il suo sostegno alla proposta di iniziativa popolare per riportare la gestione di tutti gli acquedotti italiani sotto l’ala rigorosamente pubblica e si impegnerà a stimolare il suo corretto iter parlamentare.
Parallelamente, da ognuno viene confermata l’insostituibile necessità di mantenere la gestione dei nostri acquedotti locali direttamente sul territorio e da parte delle sue amministrazioni; tutti i candidati si sono mostrati contrari (e preoccupati …) alla ventilata soluzione di possibile accorpamento tra ex-Municipalizzate del nord Italia.
Una sorta di “cambiale in bianco” che i candidati hanno quindi siglato nel patto con i cittadini e con lo stesso Acquedotto del Monferrato ed i suoi 101 Sindaci: parole chiare e dichiarate che suonano assai diverse dai programmi che, a livello centrale, il centrodestra e parte del centrosinistra hanno definito in merito ai servizi pubblici locali (acqua inclusa). Ci fa piacere e non mancheremo di tenere sotto controllo eventuali scostamenti dalla promessa fatta “contro il proprio schieramento nazionale” dal prossimo Presidente provinciale …

Fiumi: nel mio intervento ho anche accennato ad un’altra priorità connessa allo stato di “non salute” dei nostri corsi d’acqua: inquinamento e degrado ma anche portate sempre più limitate ed a rischio per le coltivazioni agricole, come un recente studio di Coldiretti sintetizza in uno studio nazionale secondo cui l’Inverno appena concluso (nonostante precipitazioni più intense rispetto all’anno precedente) regala all’agricoltura un pericoloso dato pari a meno 27 % dei livelli delle acque fluviali solite in questo periodo.
La salvaguardia e la tutela delle acque deve, quindi, diventare una priorità nell’agenda della prossima amministrazione provinciale e tutti i candidati si sono dichiarati d’accordo.
Un intervento successivo di Aldo Capra (a nome del coordinamento dei comitati della Valtiglione e della via Fulvia) ha posto in luce la situazione di grave inquinamento da metalli pesanti del torrente Tiglione e le condizioni degli scarichi industriali lungo il suo corso. Nessuno dei candidati possedeva informazioni specifiche e tutti si sono trincerati dietro ad un inevitabile “faremo opportune verifiche”.

Formazione agli Amministratori locali e trasparenza: Enrico Griseri del Comitato Difesa Valle Tanaro ha chiesto che la Provincia organizzi, su base stabile, corsi e seminari per i Sindaci, gli assessori e i consiglieri comunali, su tutte le questioni di pertinenza dei Comuni e dunque non solo su temi ambientali. Corsi agili, informativi e di taglio pratico, da intendersi come un diritto fondamentale che la Provincia è tenuta a garantire agli amministratori locali, per aiutarli a svolgere al meglio compiti che si fanno via via più complessi e delicati. Tutti i candidati hanno concordato sull’utilità di un’iniziativa di questo tipo. Quaglia ha sottolineato che i corsi dovranno comunque essere facoltativi e non dovranno avere un’impostazione astratta (la “gavetta” è comunque la cosa più importante …), Scanavino ha osservato che non dovranno condizionare gli amministratori su scelte di merito che riguardano il loro potere autonomo di scelta politica.
Inoltre, accade attualmente che per ottenere dalla Provincia e dai Comuni copie di delibere, provvedimenti, progetti, regolamenti, statuti, bilanci ecc., in genere i cittadini si trovino di fronte a una serie di barriere “doganali e addirittura di dazi”: devono, infatti, presentare domanda scritta, attendere fino a un mese e talvolta sborsare dei soldi. Per assicurare l’effettivo esercizio del diritto di accesso ai documenti amministrativi, i cittadini chiedono perciò una cosa molto semplice: che la Provincia e i Comuni (col supporto della Provincia stessa) collochino sul Web tutti i loro principali documenti ufficiali, in modo da renderli liberamente e istantaneamente consultabili da parte dei cittadini. Tutti i candidati si sono impegnati, se eletti, ad attuare questa proposta, moderna e di facile attuazione.

Aree protette: la provincia di Asti è la “maglia nera” del Piemonte in quanto ad aree tutelate a verde pubblico, appena pari allo 0,6 % del territorio provinciale. Partendo da questa constatazione, il presidente dell’Ente Parchi Gianfranco Miroglio ha ricordato come taluni progetti restino ancora fermi (Valmanera) o non siano ancora neppure stati incanalati in Regione Piemonte (Stagni di Bellangero).
I candidati hanno confermato all’unanimità l’idea che Parchi e Riserve siano necessari ed indispensabili per combattere l’inquinamento atmosferico e per la cultura e la convivialità. Scanavino ha anche aggiunto che “i Parchi non devono, però, essere considerati come dei Musei …”, trovando la perfetta condivisione di Angela Quaglia, preoccupata di non erigere vincoli eccessivi per quanti abitano all’interno delle aree stesse. Il sensibile pubblico presente in sala credo si stia ancora domandando che cosa significhi …

Tangenziale sud/ovest di Asti: alle domande del presidente del Comitato Tso Pietro Cecere, giunge un no deciso alla costruzione da parte di Caracciolo, a far da contraltare al “certamente sì” della Quaglia, poiché il progetto è ormai in avanzata fase, secondo l’intesa istituzionale che il Comune di Asti (allora a maggioranza di centrosinistra) e la Provincia, nel 2004, hanno firmato e che prevede per la Provincia la Tso come opera accessoria dell’Asti Cuneo.
L’abbiamo sempre detto – ha affermato Angela Quaglia -
questa strada di collegamento è un’opera importante per lo sviluppo del nostro territorio; l’attenzione al paesaggio è  importante, ma riteniamo che gli studi fatti, la progettazione realizzata come studio di pre-fattibilità, gli studi che saranno ulteriormente fatti, visti e rivisti, saranno verificabili nel dettaglio, con circoscrizioni e comuni interessati. E’ un opera fondamentale per ridurre il traffico urbano, ci sono fior di studi che lo dimostrano. Per portare il traffico in zone più periferiche, senza penalizzare il territorio, ma andando nella logica delle cose e costruire infrastrutture per portare ricchezza e sviluppo per il territorio astigiano che si trova in posizione centrale del Piemonte ma, non essendo ben servito, non ha lo sviluppo che merita. Il traffico urbano sicuramente sarà alleggerito, sui numeri ci sono relazioni dalle quali si evince che così sarà, e di fronte al fatto che il traffico aumenta sempre, i dati ad oggi sono più confortanti di quando è stato fatto il piano.
Per Caracciolo
: l’argomento “paesaggio”  è un argomento scottante, ampio, difficile esaurirlo in tre minuti. In un contesto di assoluta volontà di rispettare il territorio occorre partire  dalla valorizzazione dei prodotti tipici, dalla valorizzazione delle biodiversità,  dal contenimento e limitazione degli indici di cubature che sono stati così selvaggiamente elargiti negli ultimi anni, si inserisce come necessaria una valorizzazione e una razionalizzazione della viabilità. Nel programma di Mariangela Cotto rientrano una razionalizzazione della direttrice Canelli-Nizza, della valle Bormida, un  potenziamento Asti-Casale; per quanto riguarda la Tso, la posizione è chiara, noi non siamo assolutamente d’accordo sull’opera faraonica su cui si discute, siamo ben consci che il problema del traffico cittadino non possa essere risolto da quest’opera che di tangenziale, come ha detto il rappresentante del comitato Tso, ha ben poco. Siamo per un’opera meno impattante, alternativa, che possa essere più utile al sud della Provincia, ma anche al centro della città, quindi un tragitto lungo Borbore alternativo a raso, in un’ottica di rispetto del territorio.
Per Scanavino:
la sfida che dobbiamo porci è questa: quale tipo di sviluppo vogliamo dare al nostro territorio ? Noi continuiamo a pensare che la crescita sia sempre sviluppo, ma non sempre la crescita e lo sviluppo coincidono; dobbiamo approcciare in modo diverso il progetto di sviluppo e in questo farci stare strumenti tecnici e giuridici come la qualità e la tutela del paesaggio. La Tso rientra in questo argomento, l’attuale risposta dell’assessore all’ambiente regionale mi sconcerta, perché afferma di avere esigenze più volte espresse dal territorio di avere la Tso …. Ritengo troppo soggettivo questo concetto. L’altra questione che evinco dalla posizione di Borioli è la seguente: pare che sia detto a priori che non esiste l’opzione zero, cioè la Valutazione d’Impatto Ambientale non è previsto che possa affermare che la situazione reale è tale da suggerire sia meglio rinunciare alla sua costruzione; l’opzione zero, cioè escludere recisamente la costruzione, non può accettare che si faccia la Via, se sappiamo già che al progetto saranno apportate modifiche: è come se non fosse previsto che la Via possa dire che non sussistono i requisiti per la sua costruzione. Il rappresentante del comitato diceva che è da 25 anni che si discute di Tso; in presenza di un movimento così corposo e in presenza di una necessità, importante ma un esigenza che non vede così congestionato il mondo astigiano, possiamo tenere aperta la discussione e parlarne ancora un po’.
Peretti: concordo sul fatto che
la natura è una risorsa vivente e che non debba essere ferita, perché chi perisce alla fine è l’uomo. Non sono d’accordo che la politica sia nemica del territorio e della natura, perché credo che la politica è lo strumento che i cittadini hanno in mano per risolvere i problemi. La politica con la P maiuscola è chiamata a risolvere il problema della TSO, è chiamata a trovare la soluzione migliore; la Tso va rivista: no a un autostrada e sì a una strada di servizio con il minor impatto ambientale possibile, per esempio una strada a raso lungo il Borbore.
A chiudere, una puntualizzazione di Luigi Sposato, presidente di Pro Natura:
Quali studi di fattibilità sono stati fatti sulla Tso ? I cittadini hanno solo potuto vedere uno studio di viabilità inerente alla Tso quando non c’era ancora il collegamento a Est. Lo studio di allora parlava solo di poche decine di auto, dal sud della provincia a Torino, al giorno: noi vorremmo spendere 209 milioni di euro senza veri studi alle spalle ...
 
Suoli agricoli: l’applaudito intervento dell’ingegner Giuseppe Ratti ha raccolto l’attenzione di tutti i candidati che hanno ribadito l’interesse delle amministrazioni in pectore a valorizzare la principale risorsa economica dell’astigiano. Sul “come”, le risposte non sono parse all’altezza: si vedrà, insomma …
Ratti ha detto: “
Spesso ho sentito affermare da vecchi contadini che se si ha un pezzo di terra si ha un pezzo d’oro, intendevano dire che la terra è un bene prezioso. Qui da noi troppo terreno è stato occupato da cemento e asfalto, non è più’ terreno ma è altro e terreno non lo sarà più. La mia critica fondamentale alla Tangenziale sud/ovest è il danno al territorio agricolo residuo, già abbastanza tormentato in quel luogo; critica collegata è il danno alla falda acquifera che verrà attraversata per un tratto in galleria e al paesaggio; di fronte a questo danno ambientale considero quasi secondario il costo economico che in qualche modo pagheremo noi.
In quanto al paesaggio, non so quantificarne il valore, è un bene culturale ma se è vero che vogliamo candidare il nostro paesaggio all’Unesco, ed è una cosa forte, credo valga molto.
Se fossi un ispettore dell’Unesco, dopo aver visto gli ammassi di strutture stradali e i rifiuti sulle rive dei fiumi direi agli amici astigiani: prima di chiedere il riconoscimento dell’umanità, dimostrate di riconoscerlo voi stessi …
I benefici che la Tso apporterà alla città sono sufficienti a pagare questi costi ? Non sappiamo di quanto quest’opera allevierà il traffico, non credo sia questa opera a migliorarlo. Io chiedo ai candidati che non vengano a giustificare queste scelte, come la Tso, dicendo “AVEVAMO IL FINANZIAMENTO DOVEVAMO FARLA”; questa giustificazione è stata usata troppe volte, vuol dire che il finanziamento vale più dell’opera, che un arma quando la si ha bisogna usarla, che non si venga a dire che giustifichino opere dicendo che vi è un appalto e bisogna farle e non si può tornare indietro: queste giustificazioni di carattere burocratico e finanziario non le accetteremo mai ...
Genericamente d’accordo Fogliato:
il paesaggio è fatto da colline fiumi e montagne, cose vive, la montagna ha un ciclo di milioni di anni, se si inserisce una ferita in una cosa viva bisogna fare attenzione a non farla ammalare. La difesa del paesaggio è una cosa importante. Noi difendiamo una cosa vivente. Ogni volta che si fa un’opera è necessario che si pensi che si va a distruggere qualcosa che la natura ha creato nel tempo e che vuole conservare nello spazio del tempo. Siamo in tanti, abbiamo bisogno di comodità, ma mai fare delle opere per avere delle spese, per fare dei progetti, per avere del lucro. Perché in Italia siamo abituati a volere molte opere per gestire del denaro pubblico ...

Inceneritori e discariche, insomma … rifiuti: tutti concordi sul fatto che il futuro della nostra specie passa attraverso una migliore gestione dei rifiuti, occorre una differente progettazione degli imballaggi nell’ottica di una sostenibilità concreta. Intanto, però, il problema esiste e va fronteggiato in termini di “emergenza”. Quindi, venga subito identificato il luogo della nuova discarica che dovrà subentrare a quella a fine corso di Cerro Tanaro. Scanavino si è spinto sino a confermare che, in caso di sua elezione, la sua prima azione di governo sarà il commissariamento del Cbra reo, a suo avviso, di non avere ancora assunto decisioni improcrastinabili. Quaglia si è resa possibilista nei confronti di un prolungamento temporale per Cerro Tanaro.
Marco Travasino del Wwf di Asti ha quindi posto l’accento sui comportamenti ambientali degli italiani, portando i dati di una recente ricerca di Swg e annotando la cultura specifica ancora da formare ed instillare.
Sul possibile insediamento di un termovalorizzatore in Asti, tutti d’accordo: non se ne parla. Spetterà, però, al neonato Ato 2 del Piemonte orientale decidere il da farsi e pare che la risposta diplomatica dei candidati desse quasi per scontata l’inevitabilità di un impianto, da costruirsi – ovviamente … - in una delle altre province (perché Asti è virtuosa e “riciclona” e non merita, dunque, penalizzazioni di sorta …).
Alla perentoria domanda di Gianni Dapavo del circolo Gaia di Legambiente: volete o non volete un inceneritore ad Asti ? ci pare di aver sentito chiaramente un “no” da parte di tutti e cinque i candidati …

Cave: ancora Aldo Capra ha portato il caso delle escavazioni di sabbie delle zone di Cortiglione (sabbie pregiate, in quanto caratterizzate dalla presenza di fossili che testimoniano l’evoluzione delle ere nonostante il totale disinteresse delle amministrazioni), raccontando dei gravi interventi al territorio riscontrabili alla fine dell’esercizio estrattivo. Ad ogni progetto di nuova opera viaria sul territorio astigiano – ha detto Capra – Cortiglione torna ad essere al centro di una frenetica attività estrattiva: dopo la Asti/Cuneo è ora la volta della Tso ? Non sarebbe utile, al contrario, adoperarsi per curare ferite così profonde al territorio ?

Quartiere San Fedele di Asti: ancora Luigi Sposato ha infine ricordato la perdurante emergenza da cromo nelle falde dell’area del quartiere, sollecitando il prossimo presidente provinciale ad un costante monitoraggio delle opere di bonifica.

Il dibattito si è concluso alla mezzanotte già scoccata, segno di una quantità di temi che rappresentano lo specchio di una situazione di grande importanza. Senza dimenticare che alcuni temi sono stati appena accennati: Piano Energetico Provinciale, tavoli partecipati, impianto di bitumaggio di Portacomaro, peggioramento della qualità dell’aria cittadina …

Al termine, vale per tutti il giudizio di Mario Malandrone (Asti Social Forum), misurato moderatore della serata: non me la sentirei di essere né critico né soddisfatto delle risposte ascoltate questa sera. E se dovessi dare un voto ai candidati, non vedrei né promossi né bocciati ma un complessivo “tutti rimandati a Settembre” …

Commenti  

0 #1 giancarlo Dapavo 2008-04-09 09:53
Vorrei ricordare che i candidati Armosino e Peretti fanno riferimento al Pdl e al Pd, tutti e due sono per gli inceneritori, per privatizzare gli enti pubblici e pure gli acquedotti, per le infrastrutture ecc. Deduco: o sono in contraddizione con i loro partiti o mentono sapendo di mentire. Per quanto riguarda la Cotto, è certamente legata al Pdl ma in questo momento è in rotta e cercherà di dare un colpo al cerchio e uno alla botte. Scanavino è l'unico che oltre ad essere con i socialisti è sostenuto da sinistra arcobaleno, che è per il rispetto dell'ambiente con tutti i suoi candidati, sicuramente per scelte rispettose del territorio e consapevoli che l'economia monferrina si salva solo proteggendo il territorio.Questi ragionamenti servono per stabilire i condizionamenti che i vari candidati, una volta eletti, subiranno dai loro partiti di provenienza ...
Giancarlo dapavo
Citazione
0 #2 alessandro 2008-04-09 10:58
La differenza tra programmi locali e programmi centrali di PD e PDL era pienamente indicata anche ne mio articolo. Per quanto riguarda la posizione di Scanavino, il programma scritto e distribuito in queste settimane mi pare molto più netto rispetto alle posizioni espresse in pubblico nella serata ...
Alessandro Mortarino
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0 #3 Marina Ferrari 2008-04-11 09:53
Non mi sorprende affatto che tutti i candidati alla presidenza della provincia si siano schierati a favore della legge popolare per la ripubblicizzazione degli acquedotti poichè, in generale, la discussione sulla gestione dei servizi pubblici locali nasconde ancora molta disinformazione e qualche strumentalizzazione.
Sull'argomento a mio parere è necessaria una riflessione seria per evitare che si utilizzi il principio sacrosanto della proprietà pubblica dell'acqua per portare avanti istanze, in tutti i settori della gestione dei servizi pubblici, che con questo non hanno nulla a che fare.
La privatizzazione dei servizi pubblici locali infatti è avvenuta ormai già da qualche anno per dare attuazione al principio comunitario di separazione tra la funzione di programmazione e controllo e quello di mera gestione (art. 113 D.Lgs 267/2000). La normativa, pensata per essere applicata in tutta Italia, si calava in verità su situazioni fortemente diversificate. Spettava alle Regioni, in base al principio del decentramento, e successivamente agli Ambiti Territoriali Ottimali, e quindi anche ai Comuni che ne dovevano obbligatoriamente far parte, declinare l’applicazione della norma nei diversi settori dei servizi pubblici e nelle diverse realtà territoriali.
La riorganizzazione sollecitata dalle norme comunitarie non aveva l’obiettivo della ricerca della competitività di impresa, bensì la volontà di strutturare servizi economicamente ed ambientalmente sostenibili, rispettosi delle norme e delle esigenze dei cittadini.
Un esempio pratico si può riscontrare nell’evoluzione della gestione delle discariche. Prima del ’98 la gestione era affidata ai singoli comuni ; successivamente una gestione economicamente sostenibile di tali impianti, diventati sempre più complessi, ha interessato l’intero abito provinciale, con indubbi vantaggi dal punto di vista della tutela ambientale, ed ora si parla addirittura di ambiti interprovinciali.
Per tornare alle cosiddette ex municipalizzate, in applicazione della normativa europea, recepita nelle leggi di settore italiane, è accaduto che i Comuni consorziati hanno costituito da una parte enti di programmazione e controllo, chiamati Ambiti Territoriali Ottimali (ATO), e dall’altra società per azioni pubbliche per la gestione dei servizi. In molti casi, contrariamente a quanto prevedeva la legge, le SPA pubbliche di gestione dei servizi, considerate i gioielli di famiglia dei Comuni, hanno ottenuto dalle pubbliche amministrazioni la proprietà delle reti e degli impianti.
Ora, di fatto, queste società pubbliche, molto più forti degli enti pubblici che dovrebbero controllarle, hanno il monopolio del servizio. Esse detengono la proprietà delle reti e degli impianti, che gli enti pubblici hanno loro conferito, e contratti di affidamento diretto dei servizi ( i cosiddetti “in house” ).
Le norme che il decreto Lanzillotta voleva introdurre nelle finanziaria 2008, e che si cerca da anni di introdurre nel sistema italiano, vanno nel senso di una liberalizzazione del mercato dei servizi, per annullare questo monopolio ed introdurre, come vuole la normativa europea, il ricorso a gare di affidamento pubbliche, che dovrebbero garantire l'abbassamento delle tariffe. L’affidamento non dovrebbe riguardare ovviamente la proprietà delle risorse e delle reti, che devono rimanere in mano pubblica, ma soltanto la gestione più economica ed efficace di questi servizi.
Ovviamente le società monopoliste, che costituiscono una forte gruppo di pressione, si oppongono a questa prospettiva. Il rilievo più ricorrente è che le gare di affidamento pubbliche non garantiscono la qualità del servizio. Ma questa purtroppo è ancora un'altra questione, che riguarda le capacità di programmazione e controllo del servizio da parte degli enti pubblici e non la liberalizzazione del mercato.
Nelle iniziative sulla ripubblicizzazione dell’acqua, a mio avviso, questi elementi di conoscenza non vengono messi sufficientemente in rilievo.
Si teorizza per esempio una equivalenza ed una immediata sostituibilità del Consorzio pubblico di Gestione con la Società di capitale ; cosa che invece deve avvenire, sulla base delle normative vigenti, mediante affidamento da parte degli enti pubblici, sulla base di precisi capitolati prestazionali e con il controllo delle tariffe.
Non si parla poi della funzione degli Ambiti Territoriali Ottimali o comunque delle funzioni programmazione e controllo dei servizi da parte degli Enti Pubblici.
Questo aspetto è stato completamente sottovalutato, nell’attuazione della riforma, dalle stesse pubbliche amministrazioni. Di fatto la funzione degli ATO non è ancora conosciuta ne riconosciuta. La legge affiderebbe loro l’importante compito di tutelare gli interessi dei cittadini, attraverso funzioni di programmazione, controllo e definizione delle tariffe; di fatto oggi sono ridotti a scatole vuote, senza risorse, non riconosciute neppure dagli Enti pubblici che le costituiscono, a tutto vantaggio delle società pubbliche di capitale.
Mi permetto infine di diffidare di chi, proponendosi come paladino dall’acqua pubblica, ammette l’utilizzo di acqua “potabile”, prelevata e trasportata con consumo di risorse ed energia dalle falde profonde, per i processi produttivi delle industrie. Mi chiedo infatti se quest’estate, in occasione dell’ennesimo periodo di siccità, verrà intimato alle industrie di non fare spreco dell’acqua potabile, come avviene per i cittadini.
Alla luce di quanto detto, ritengo che sulla gestione dei servizi pubblici sia necessaria ancora molta informazione e chiarezza e soprattutto, quando si fanno delle battaglie, verifichiamo che siano per le cause giuste!
Marina Ferrari
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