NoTav, la resistenza silenziosa di chi occupa la vigna

di Silvio Peron.

Sono andato in Val Susa a Chiomonte, convocato con atto giudiziario da TELT (società per la costruzione del TAV) in quanto sono uno dei 1054 proprietari di un ex vigneto (ora bosco) di 550 mq, ormai accerchiato dal mega cantiere presidiato da varie forze dell’ordine, del quale come prevedevamo hanno assoluto bisogno e che vogliono quindi espropriare. Sono stato quindi accompagnato da un funzionario di TELT e sotto scorta di due poliziotti per la verifica del terreno e ho fatto mettere a verbale una serie di contestazioni all’esproprio valutate dagli avvocati del movimento no tav, in modo da gettare ulteriori granelli di sabbia negli ingranaggi di questa bestialità. Questo fa parte di una moltitudine di fantasiose iniziative e mobilitazioni popolari senza precedenti in Italia, che hanno contribuito al fatto che a distanza di oltre 30 anni da quando è stato ideato il progetto TAV per ora sono riusciti a fare ben poco...

Il terreno in questione era stato acquistato con un mega atto notarile firmato dai 1054 acquirenti presenti a Susa una domenica di ottobre 2012, polentata compresa e un’atmosfera particolarmente conviviale caratteristica delle manifestazioni e iniziative no tav.

Lo scopo di questa comunicazione è quello di informare nel mio piccolo circa questa iniziativa perché siccome nessuno di noi proprietari ha lanciato un qualcosa verso le forze dell’ordine, questa notizia seppur perlomeno curiosa e originale risulta una notizia non degna di nota e per quanto le procedure siano partite il 22 febbraio e andranno avanti fino al 17 marzo, i mass media non sono interessati a diffonderla anche solo con un trafiletto, a parte un bell’articolo de Il Fatto Quotidiano e credo pochi altri.

Alcuni dei tanti dati per rinfrescare la memoria sullo scempio che si vorrebbe compiere:
- 164 Km di tunnel in totale (57,5 Km x 2 di passaggio dei treni + tunnel vari geognostici, di servizio, uscite di sicurezza…)
- Oltre 10 milioni di tonnellate di CO2 di emissioni in atmosfera previste (transizione ecologica?...), provocate soprattutto dal trasporto dello smarino derivante dagli scavi con decine di migliaia di camion su e giù per la Val Susa per una ventina d’anni e con conseguente spargimento di polveri sottili (amianto compreso presente nella montagna accertato da una serie di verifiche da parte di organismi indipendenti, compreso uno studio approfondito da parte dell’Università di Siena).
- Aumento previsto del 10% di malattie respiratorie e cardiocircolatorie, oltre a rischi in generale per la salute più o meno gravi per gli abitanti della valle difficilmente quantificabili.
- Assoluta sconvenienza dal punto di vista economico accertata, documentata e segnalata più volte non tanto dai “no tav”, ma bensì dalle Corti dei Conti italiana, francese e dell’Unione Europea.

È la logica folle del costruire per costruire, l’interesse degli interessi, lo spreco assoluto, tantopiù sapendo che c’è già una linea ferroviaria a doppio binario nella stessa valle, dove già passano i TGV e qualsiasi treno merci dopo che il vecchio tunnel esistente è stato rinnovato e ampliato a più riprese dal 2003 al 2011. Anche la solita solfa dei posti di lavoro non regge, in quanto l’occupazione è ridicola proporzionata ai costi, visto che la gran parte del lavoro viene fatta da una enorme fresa. Pensiamo invece alle migliaia di posti di lavoro che potrebbero creare gli svariati miliardi di euro previsti per il TAV (solo in parte finanziati dall’Europa e comunque soldi pubblici in parte anche dei contribuenti italiani), utilizzandoli per lavori inequivocabilmente utili come ad esempio la messa in sicurezza delle scuole, l’urgenza dei lavori in merito al dissesto idrogeologico, il migliorare le inefficienze delle linee e dei treni veramente utili che in Italia trasportano tre milioni di pendolari al giorno.

In questo periodo tremendo, tra le varie cose è emerso come i tagli alla sanità pubblica e di base perpetrati negli anni passati più o meno da tutti i governi abbiano contribuito ad aggravare la situazione, a partire dalla carenza di personale sanitario. Da un lato si sentono da più parti discorsoni sull’importanza di tornare a investire nella sanità pubblica, dall’altro lato fa male sapere che proprio in questo ultimo anno si è continuato sfacciatamente e all’insaputa dei più ad assegnare nuovi appalti per centinaia di milioni di euro per questo obbrobrio.

P.S.: giovedì sono andato a Chiomonte in treno, mezzo che utilizzo tutte le volte che è possibile farlo, a smentita di uno dei vari slogan mistificatori sì tav per il quale chi è no tav è contro il trasporto ferroviario in sè. 

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