Appello di Alex Zanotelli alla Società Civile.

ImageL’ex presidente del Consiglio Prodi ha firmato il decreto per sbloccare i contributi alla costruzione degli inceneritori. Avevamo tanto lottato durante il lungo dibattito parlamentare sulla Finanziaria di quest’anno contro questi contributi, i cosiddetti Cip6, ed avevamo ottenuto che non fossero più dati ai nuovi inceneritori. I Cip6 sono i contributi che i cittadini italiani pagano per le energie rinnovabili (l’anno scorso lo Stato ha avuto circa 3 miliardi di euro da questi proventi). Purtroppo, per un’errata interpretazione della direttiva europea, questi soldi sono stati usati anche per gli inceneritori, perché, bruciando i rifiuti, producono energia che è “assimilata” alle energie rinnovabili.

C’è chi profetizza che, se va avanti così, l’uomo del ricco occidente avrà bisogno di almeno quattro pianeti per depositare i rifiuti che produce. Perché di rifiuti ne abbiamo tanti, ma talmente tanti … che non sappiamo più come smaltirli, dove metterli, che farne!!
Da Nord a Sud, da Est ad Ovest del mondo, tutti abbiamo lo stesso problema.
Persino nello spazio degli astronauti c’è immondizia! I famosi detriti spaziali, orbitanti assieme alle navicelle, agli Shuttle americani o alle Soyuz russe. Anche questo è un problema frutto della globalizzazione? I rifiuti sono anch’essi globalizzati?

di Ing. Sergio Zabot (Provincia di Milano, Direttore Settore Energia).

ImageL’industria nucleare e i suoi fautori in genere sostengono che quella nucleare è una fonte di energia sostenibile e che produce quantità trascurabili di CO2.  Bisognerebbe, però, dire che nessuna fonte di energia ricavata dalla crosta terrestre può essere considerata sostenibile, nel senso di “durevole”. E che se un gran numero di centrali fosse costruito per soddisfare la crescente domanda di elettricità, le riserve conosciute di minerale con alte concentrazioni di uranio (High-grade ores, con contenuto di uranio maggiore dello 0,1%) si esaurirebbero rapidamente, lasciando enormi riserve di minerale a bassa concentrazione (Low-grade ores con meno dello 0,1% di uranio), per la maggior parte delle quali occorrerebbe più energia per utilizzarle di quanto se ne ricaverebbe dai reattori.

ImageSu suggerimento di Piero Angelo Tartaglino di Costigliole d’Asti, ospitiamo un intervento di Stefano Montanari, Direttore Scientifico del laboratorio Nanodiagnostics di Modena, pubblicato su Arpat News (periodico dell’Agenzia regionale toscana per l’Ambiente) del 10 Maggio 2006.

Ormai non esiste più alcun dubbio a livello scientifico: le micro e nanoparticelle, comunque prodotte, una volta che siano riuscite a penetrare nell'organismo innescano tutta una serie di reazioni che possono tramutarsi in malattie.

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