di Beppe Marasso.

Consapevolezza politica e culturale, presenze umane più folte e motivate, saldatura tra la curiosità di neofiti e concretezza di professionisti, passione per la salvaguardia del creato, ricchezza di progetti innovativi…tutto ciò contraddistingue il cammino della proposta di  reintroduzione degli animali nei lavori agricoli e nelle manutenzioni del territorio.

di Massimo Mortarino.
Nome: Decrescita. Cognome: Felice. Mission: Salvare l’umanità; Segni particolari: Nemica del PIL...

ImageTardo pomeriggio di domenica 24 febbraio, al “Diavolo Rosso” di Asti, associazione senza scopo di lucro che offre spettacolo, arti e cultura: sul palco Maurizio Pallante, l’ideologo della “Decrescita Felice”, autore di vari libri su questi temi, tra i quali “La Decrescita Felice: la qualità della vita non dipende dal PIL”.
Tanto basta per attirare l’interesse di un “qualunque qualunquista ...” come il sottoscritto, oltre a quello di un folto pubblico, di varia provenienza sociale ma accomunato da un generale interesse per i temi “sostenibili” di attualità.

di Oscar Pastrone.
ImageL'altro giorno, in una delle mie escursioni in Internet, sono capitato su una notizia che mi ha colpito: "Per costruire un personal computer occorrono mediamente 1,8 tonnellate di materia prime, suddivise in 240 kg di combustibile fossile, 22 kg di prodotti chimici e metallici e 1.500 kg di acqua." E poi "Nei primi anni di produzione (tra il '70 e l'80) i computer nuovi avevano una durata media di dieci anni, oggi questa si riduce a quattro anni. Secondo il gruppo ecologista Inform, nei prossimi cinque anni da 300 a 600 milioni di computer potrebbero essere gettati via e sostituiti".
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