Emergenza e speranza dall'Eritrea

Una comunicazione dall’Associazione onlus “Dodiciceste”.
ImageAncora una volta il filo sensibile che ci mantiene in comunicazione, attraverso l’associazione astigiana “Dodiciceste”, con la realtà quotidiana dell’Eritrea, delle tessitrici di Segheneiti e delle loro famiglie, torna a vibrare per richiamare la nostra attenzione su una situazione che la siccità di quest’anno sta facendo precipitare, nel silenzio dell’informazione ufficiale, in una carestia gravissima.
“Carestia” è una parola per noi legata ad un passato storico e doloroso, ma per molti è una realtà durissima e attuale, con cui confrontarsi tutti i giorni. Una realtà che inibisce ogni sviluppo e che uccide la forza fisica e intellettuale di interi popoli che s’impegnano in sforzi eroici per vivere dignitosamente e ricostruire ciò di cui il colonialismo prima e la guerra poi, li ha depredati ferocemente.
Vi proponiamo la lettera che descrive la situazione e gli interventi, piccoli ma essenziali, portati avanti in un’inattesa emergenza, dai due volontari dell’Associazione, attualmente in Eritrea.

“Cari amici,
...."500 bambini a Segheneiti oggi hanno mangiato", questo è l'annuncio gioioso inviato via telefono da Bruno e Giuseppina, i nostri volontari che sono da dodici giorni in Eritrea, dove hanno trovato una situazione ben peggiore di quanto non s’attendessero: la carestia non perdona, non piove da troppo tempo e i pochissimi generi alimentari che si riesce a trovare costano una fortuna (un chilo di riso euro 2,50 a fronte di un reddito medio di 30 euro).
Oggi, tre poverissime donne del villaggio riceveranno uno stipendio per preparare due volte alla settimana, nel cortile della scuola materna delle suore  Cappuccine, un grande pentolone di legumi e cereali per i 250 bambini che sono tutti tornati a scuola.
Il pentolone per cucinare è arrivato da Asmara, donato dalla Chiesa Evangelica e Marco,responsabile del laboratorio di tessitura lo ha acquistato e portato alle suore di Segheneiti. Questo è un evento "ecumenico" non trascurabile per l'Eritrea dove non c'è comunicazione neanche tra le congregazioni cattoliche.

Fatto questo, Bruno ha pensato di andare a vedere come stavano le cose alla scuola materna pubblica: anche qui 250 bambini arrivano ogni giorno a scuola con un pezzetto di pane nel cestino che deve bastare per tutto il giorno.
Bruno e Giuseppina hanno fatto il giro dei “negozi” di Segheneiti e da ognuno di loro, per dare un po' di lavoro a tutti, hanno acquistato sacchetti di latte in polvere proteico che si vende lì e lo hanno distribuito alle famiglie dei bambini.
Così hanno tamponato l'emergenza fino a dicembre con i soldi che avevano con sé, ma i danni della carestia sono incalcolabili e sarà necessario provvedere ancora per molti mesi a questo cibo minimo per questi 500 bambini.

Per questo rivolgiamo un appello a tutte le persone sensibili affinché le nostre due volontarie che andranno in Eritrea a gennaio possano portare con sé il necessario per continuare a sostenere almeno questi bambini che sono a grave rischio denutrizione.
I costi di questa operazione si aggirano sui 50 euro totali a pasto, comprensivi di prodotti alimentari acquistati in loco, stipendio alle cuoche, gas per  cucinare: moltiplicati per otto pasti al mese fanno 400 euro al mese per nutrire 500 bambini.

La povertà dell'Eritrea, che fa parte del Corno d'Africa dove sta esplodendo questa grave carestia (vedi fonti O.N.U.) è spaventosa; l'associazione "Dodiciceste" si occupa di creare opportunità di lavoro e non di fare assistenza, ma ci sono eventi epocali per cui bisogna fronteggiare l'emergenza, ed è necessario mettere qualcosa in pancia per poter lavorare.
Quello che ci siamo proposti di fare fornendo i pasti a questi 500 bambini è solo una goccia nel mare, altre associazioni porteranno le loro gocce per dare sollievo a queste popolazioni ridotte in miseria da politiche economiche delinquenziali.
Insieme possiamo formare una rete di solidarietà che copra come un manto di speranza la disperazione di questi popoli.

Bruno e Giuseppina hanno anche visitato le donne tessitrici dei gruppi "Marta e Maria", "Gabriela", "Nuova speranza" risultato delle precedenti fasi dei nostri microprogetti e grande è stata la gioia di questi incontri facilitati come sempre da suor Lethebran, interprete del difficilissimo tigrino. Tutte stanno bene, lavorano, e pur vendendo ovviamente poco, non hanno chiesto nulla.
Questo dimostra anche la dignità e la fierezza di queste donne che vogliono farcela da sole e che hanno compreso che altri potranno beneficiare di un aiuto se loro sapranno accontentarsi.
Alcune scuole astigiane si sono già attivate per creare gemellaggi con le scuole di Segheneiti. Fermiamoci un momento a scrutare gli occhi di questi 500 bambini, scopriremo che sono anche figli nostri e nostri nipotini, ci verrà voglia di colmarli di tenerezza e non potremo certo lasciarli senza una ciotola di fagioli”.

Associazione "dodiciceste” onlus.

Si sono resi disponibili a raccogliere fondi :

- il Centro Culturale San Secondo  di Asti in orario di biblioteca (15.00-19.00 da lunedì a venerdì).
- Don Giovanni Pavin, parrocchia di Terzo d'Acqui

- Versamenti su c/c Cassa di Risparmio di Asti n° 31172/6
IT 38N0608510303000000 031172 intestato "Dodiciceste-onlus"
con la causale: CARESTIA.

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