Temi sensibili: serve una Legge

di Luigi Sposato.
ImageLa decisione della clinica Città di Udine di non aiutare più Eluana Englaro a porre fine al proprio calvario umano rientrerebbe in un ambito normale di diritto privato, se non fosse che è stata assunta in presenza delle “conseguenze immaginabili” minacciate dal Ministro Sacconi, che ne hanno impedito l’adozione in piena libertà. Si discute se l’operare del Ministro sia stato giuridicamente corretto o non si sia trattato di una forzatura, non potendo avere un atto amministrativo valore giuridico se opposto a sentenza definitiva ...

Al riguardo, la Giurisprudenza insegna che dopo che la Cassazione a Sezioni Unite si esprime su un caso, non vi é più possibilità di modificarne la sentenza o impedirne l’attuazione. Qui invece è bastato un semplice “atto di indirizzo amministrativo”, emanato in tutta fretta da un Ministro, per bloccare l’esecutività di una “sentenza passata in giudicato”. Comunque sia, a seguito dell’operato del Ministro, la clinica non ha più onorato l’impegno, già in atto, di prelevare Eluana per poi dar corso alla sentenza della Cassazione ed ha richiamato ad Udine l’ambulanza che era già partita per Lecco.

Ora, su richiesta di alcune associazioni umanitarie, contro l’atto di indirizzo e le dichiarazioni che lo hanno preceduto, la Procura di Roma ha aperto un fascicolo per accertare se non si configuri il reato di violenza privata. Che dire di tutto ciò ? A prescindere da cosa dirà la Procura,  l’operato del Ministro, anche al di là della sua validità giuridica, appare inopportuno.
Bloccando, infatti, una sentenza della Cassazione, egli ha contrapposto un potere dello Stato, l’Esecutivo, ad un altro, il “Giudiziario”; cui spetterà comunque di decidere della validità o meno dell’atto emanato.

La decisione sarà a sua volta destabilizzante per le Istituzioni. Infatti, se il Magistrato accerterà la responsabilità del Ministro, si griderà al carattere politico della sentenza e si chiederà con più forza la “Riforma della Giustizia” minando il rapporto di fiducia tra cittadini e Magistratura; se invece prevarrà la tesi opposta, si sarà stabilito inequivocabilmente che il Potere Esecutivo ha potere di veto e può bloccare l’efficacia di una “sentenza passata in giudicato”.
Con buona pace per la certezza del diritto e per la separazione dei poteri su cui si fonda ogni Democrazia, come è stato scritto anche da alcuni autorevoli giuristi, per tutti Stefano Rodotà.
Separazione ed indipendenza tra i poteri che la nostra Costituzione pone, invece, a base del funzionamento della nostra Repubblica.

E che dire delle accuse di “acquiescenza” verso le posizioni vaticane che pioveranno sul Governo ? Guai, infine, se per dar corso alla sentenza si dovesse ricorrere, come pure è stato autorevolmente sostenuto, al Commissariamento di una qualche struttura pubblica ed al prelievo del corpo di Eluana con l’intervento delle forze dell’ordine. 
Sarebbe plasticamente la fotografia dell’impotenza in cui versa la situazione italiana.

Credo che sia giunto il momento per il Parlamento, dove pure giacciono diverse proposte in materia, di varare una buona legge sui temi “eticamente sensibili”, che tenga conto della volontà degli interessati, comunque espressa o deducibile, e ponga fine alle dispute ideologiche che, su tali temi, ancora permangono.

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