Negare il tradimento

di Stefano Re.

Perché anche di fronte ad evidenze innegabili, molte persone rifiutano di considerare possibile che un governo li abbia ingannati, sfruttati, o persino abbia sacrificato volontariamente migliaia di loro concittadini? Perché anche di fronte ai documenti che lo provano così tante persone rifiutano di accettare che medici e funzionari della sanità siano al soldo delle case farmaceutiche? Perché nemmeno davanti alle evidenze più chiare si rifiuta di accettare che una spiegazione ufficiale sia semplicemente una montagna di bugie?..

Mostri l’evidenza che la versione ufficiale è una menzogna, ti rispondono: “e allora come lo spieghi tu?” – come se necessitasse una spiegazione alternativa per accettare che quella ufficiale è falsa.

Mostri l’evidenza che un professionista blasonato mente, ti rispondono: “e tu che titoli hai?” – come se necessitasse un qualche titolo accademico per accorgersi che un titolato accademico sta mentendo.

Mostri l’evidenza che una strategia definita utile è inutile, rispondono: “mi fido di loro” – come se il punto fosse “di chi fidarsi” e non semplicemente valutare secondo logica delle evidenze.

Ma perché? Premesso che non si tratta, il più delle volte, di soggetti con insufficienti funzionalità cerebrali, che cosa limita l’accesso stesso alla logica da parte di queste persone?

Tu chiamale emozioni
Sono chiaramente reazioni illogiche, basate su meccanismi emotivi, non razionali. Nel dettaglio, gli esempi forniti indicano con chiarezza anche di quale meccanismo emotivo si tratti, infatti la necessità di una spiegazione è una necessità di rassicurazione: “qualcuno deve dirmi come stanno le cose”, perché, semplicemente, doverlo decidere io è troppo complicato, troppo impegnativo. E deve essere “titolato”, così che io non mi senta stupido a fidarmi di lui. Il tutto si traduce con: “mi serve un papà di cui fidarmi“.

Ma quali radici ha questo meccanismo? Da dove arriva questa necessità? Il rifiuto di credere che l’autorità possa “volere il tuo male” ha radici profonde.

Le leggi dell’universo
Il bambino vede il genitore come un dio, colui che determina le leggi dell’universo. Onnipotente, infallibile, e ovviamente buono. Perché buono? Semplicemente perché l’idea di un dio onnipotente e infallibile e anche malvagio sarebbe insopportabile. DEVE essere buono. Se anche facesse cose spiacevoli, DEVE trattarsi di una spiacevole parentesi, di un caso, qualcosa che non siamo in grado di capire noi, ma lui sì. Qualcosa comunque fatto per il nostro bene. Molti bambini abusati dai genitori semplicemente accettano gli abusi come normalità: essendo parte del rapporto coi genitori, l’alternativa è accettarli o rifiutare l’intero rapporto, ma tale opzione è per il bimbo inconcepibile.

Questo paradigma per moltissimi resta valido anche da adulti: le autorità, i competenti, gli esperti, NON POSSONO essere malvagi. Nemmeno quando le evidenze, la logica, ce lo dimostrano in modo chiarissimo.

La mela marcia
Qui emerge il concetto di “mela marcia”, per salvare una qualche razionalizzazione. Se proprio si deve accettare che qualcuno, tra i potenti, fa cose sbagliate o malvagie, allora era “lui e basta”. Uno, o pochi individui. “Schegge impazzite”, “servizi deviati”, “quel partito lì”, “quel gruppetto”. Insomma, dev’essere “solo una parte”, non il tutto.

Non può essere il sistema che non funziona, che mette strutturalmente al comando gente di merda, gente che si approfitta sistematicamente della popolazione. I telegiornali e i giornali non POSSONO ingannarci, altrimenti avremmo creduto a un intero mondo FALSO. I medici, l’OMS, non possono mentire, non possono essere semplicemente scorretti, perché sono loro a salvarci la vita, a tenere lontano il male, la vecchiaia, la morte. Se smettiamo di fidarci di loro, di chi potremo più fidarci? Saremmo indifesi.

Il rischio insopportabile
Di fronte al rischio di un crollo totale della percezione di realtà, ad una revisione completa delle regole del mondo così come lo viviamo, TUTTO si può rimuovere dalla nostra consapevolezza. La sofferenza di una simile rinuncia è troppo elevata, per cui la maggior parte delle persone rifiuta semplicemente di considerare la possibilità che le autorità ci mentano, ci sfruttino, non vogliano affatto il nostro bene, anzi ci stiano in effetti danneggiando. È una potente reazione emotiva, la razionalità non può farci nulla.

L’amore è cieco
Molte persone, quando sono innamorate, anche scoprendo che il partner gli è infedele, rifiutano di accettarlo. Mettono in discussione le proprie stesse percezioni, rimuovono qualsiasi prova, qualsiasi evidenza. Molte donne abusate dal partner, negano o minimizzano gli eventi, si assumono la colpa: “sì è vero che mi ha rotto quattro costole, ma lo ho provocato io“. Pur di non perdere il proprio investimento emotivo, accettano qualsiasi abuso.

Il meccanismo è sempre lo stesso. Per moltissimi è impossibile accettare che il proprio governo, o peggio ancora gli enti di sanità, gli abbiano mentito, li stiano sfruttando, stiano facendo loro del male. Come donne maltrattate, come amanti ingannati, come bambini abusati dai genitori. Non è che non capiscano o non vedano le prove del tradimento che subiscono, è semplicemente troppo doloroso accettarlo. Per questo lo negano, lo rifiutano a priori.

E questo, chi comanda, lo sa benissimo.

Tratto da: https://stefano.re/negare-il-tradimento/

 

Commenti  

0 #1 marco maldarizzi 2020-09-24 11:58
Caro Stefano Re, non ti conosco e sarai anche una brava persona, ma ti assicuro che anche la paranoia ossessiva è una brutta bestia sulla quale puoi sbizzarrirti a trovare documentazione...John Lennon in una sua celebre composizione cantava "You better free you mind instead" proprio per ridimensionare i contestatori ossessivi...ed in questo caso mi sento di sottoscrivere tranquillamente. nota ai margini:non passa nemmeno per il cervello che questa veemente ossessione per una rappresentazione del "grande potere cattivo", il regno del male di reganiana memoria, getti grande discredito su tante altre ben più lucide battaglie? buona giornata e abbi cura di te stesso.
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