No all'inceneritore. Ma che c'entra la lista civica ?

di Alessandro Mortarino.
ImageFacciamo questo esperimento, tanto per valutare se i presupposti da cui è nato AltritAsti (mettere a disposizione di tutti le informazioni di ciascuno e, dunque, avvicinare idee e possibili azioni comuni) ha raggiunto già una “discreta” maturità. In caso contrario (maturità ancora non completa, ci rimandiamo a Settembre ...), il rischio è che questo contributo si trasformi in sterile polemica: non è il nostro obiettivo ...
Dunque: i “grillini” astigiani si ergono a sostenitori del “NO all'inceneritore in terra astigiana” e dopo la recente serata con Pallante e le repliche stizzite del Sindaco di Asti, rilanciano proponendo un incontro-dibattito pubblico sul tema con lo stesso Galvagno e il Presidente della Provincia. Ottimo.
Ma siamo tutti d'accordo sul fatto che la tenzone si acuisca in presenza della sbandierata creazione di una lista civica “grillina” (o “grillesca”) per le elezioni comunali del 2012 ? O c'è il pericolo di strumentalizzazioni che annichiliscano le battaglie sin qui sostenute da Associazioni e Comitati ambientalisti ? ...

Non è questione di poco conto e non possiamo fare a meno di sollevare dubbi e perplessità già facilmente percepibili; dunque: parliamone e proviamo a costruire riflessioni e proposte. Prima che sia troppo tardi.
Ci tocca ...

Nell'astigiano sono in corso innumerevoli azioni di contrasto ad opere ed impianti decisamente contrari allo spirito della Decrescita.
Alcune sono datate da lustri (ad esempio quella del Comitato per la Difesa della Piana Villanovese contro nuove discariche), altre da anni (comitati di Mombercelli, Cortiglione, Rocchetta Tanaro, Belveglio e dintorni, contro impianti a biomasse e/o inceneritori di rifiuti), altre ancora dallo scorso anno (Comitato per la Difesa della Valle Tanaro di Castagnole Lanze, Costigliole e Coazzolo; il Mariano di Canelli; Comitato per l'Ambiente e il Paesaggio di Portacomaro; Comitato TSO contro la tangenziale Sud/Ovest di Asti).
A cui si possono aggiungere i fermenti provenienti da Montegrosso, Passerano Marmorito, Corsione. Senza dimenticarci il lavoro costante di tutte le Associazioni ambientaliste (Legambiente, Pro Natura, Wwf, Lipu), dei partiti dell'Arcobaleno, la lista civica “La Città che Vogliamo”, di organizzazioni come l'Osservatorio del Paesaggio, l'Ente Parchi, l'Associazione Davide Lajolo, l'Asti Social Forum, il Gruppo P.E.A.C.E., il Comitato Astigiano a favore delle Acque Pubbliche, l'Associazione l'Obiettivo di Agliano Terme, Cittadinanzattiva, il CRAR-Coordinamento Regionale Ambiente Rifiuti, Progetto Sherwood, la Casa degli Alfieri e il Diavolo Rosso (spero di non aver dimenticato nessuno: chiedo immediatamente venia ...).
Tutte realtà che hanno puntualmente lavorato in rete ponendosi un obiettivo e condividendolo, elaborando contenuti e proposte alternative, producendo documenti, dibattiti, iniziative e tavoli di confronto con le Istituzioni.

L'esempio più “alto” di questo lavoro a rete lo si è realizzato lo scorso anno a proposito delle innumerevoli richieste di localizzazione di impianti a biomasse, spropositati per numero e dimensione rispetto alle risorse disponibili sul territorio.
In pochi mesi, la pressione coordinata fra Associazioni e Comitati ha generato l'impegno dell'amministrazione provinciale a regolamentare (attraverso apposite linee guida) le ipotesi di insediamenti. Tanto che, uno dietro l'altro, tutti i progetti già passati al benestare delle relative amministrazioni comunali sono stati poi oggetto di revoche.
Una vittoria della ragione e del bene comune.
Non ricordo, durante tutti i lunghi mesi di lavoro “dal basso” alcuna adesione (né attiva né formale) del MeetUp astigiano né dell'Associazione Reset ...

Passato il pericolo da inceneritori di biomasse, ecco affacciarsi la novità di quello per i rifiuti. I nostri “soliti” si sono immediatamente attivati: molta informazione/divulgazione, lettere aperte, richieste formali, volantinaggi, un presidio dinanzi alla sede della Provincia all'atto della sigla del protocollo di costituzione dell'Ato 2 Piemonte per i rifiuti ...
Anche in questo caso, nessuna adesione (né attiva né formale) del MeetUp astigiano né dell'Associazione Reset ...

Quella battaglia è ancora “terribilmente” aperta e si prevedono impegni severi per tutti. Lieti che il BeppeGrillo nazionale, questa volta, sia al nostro fianco: un po' di mediaticità non guasta.
Ma si gareggia per vincere, non per vetrina. E il nostro competitore è assai agguerrito. Quindi, più che mai, è bene che la nostra squadra sia numerosa e allenata alle prevedibili fatiche.
E dato che ci stiamo occupando di “beni comuni”, sarebbe utile che il coro intoni una medesima canzone e che nessuno stecchi: tanto meno i “solisti” ... Non ce lo possiamo permettere.

Che senso ha legare a doppio filo questa battaglia civile alla nascita di un “cartello” elettorale ? Ci pare strano. E anche sbagliato.
Siamo convinti che la Società Civile abbia il dovere (prima ancora che il diritto) di esprimere le proprie opinioni e suggerire che le scelte non siano “di pochi”: il futuro ci riguarda tutti, amministratori e non. Senza trasformarle necessariamente in una scelta di “altra casta”. Sarà poi il tempo e la qualità/spessore di quanto prodotto a determinare – semmai - la necessità di una “discesa in campo” e la composizione di un team effettivamente sintesi di riconosciuta competenza, affidabilità, identità etica.
E ci pare parimenti strano e sbagliato che anche altre forze partitiche già esistenti vogliano legittimare una sorta di loro primogenitura promuovendo riunioni finalizzate alla nascita di un nuovo Comitato Contro (l'inceneritore, in questo caso): forse oggi l'astigiano ha bisogno di un vero Movimento Ambientalista compatto e forte, anziché di mille rivoli disomogenei ...

Per farla breve: guardiamo alla luna (un nuovo modello di società) e non al dito (la lista o partito che prendendo il “potere” rivoluzionerà il sistema malato ...).
E dato che il nuovo modello ci vede tutti abbastanza vicini, lavoriamo tutti assieme per renderlo chiaro, efficace e condiviso.

Tutto il resto è fatica sprecata ... anzi: autogoal.
Non in mio nome ...

Ecco le prime considerazioni inviateci da Pallante e Modellato.

Roberto Modellato (Reset):
Mi spiace che per esperimento veniamo utilizzati noi di Reset ma detto questo non ci sottraiamo di sicuro. Nessun rischio ... il contributo è già polemica visto i toni utilizzati, ma questo non dipende assolutamente da noi che infatti ci consideriamo lontani anni luce da un certo modo di fare e dire. L'autolesionismo, la paura dell'invasione dell'orticello e il masochismo non ci appartengono.
La lista civica è una cosa (RESET), il nostro no all'inceneritore è altra storia (MEET UP). Infatti non crediamo assolutamente che la tenzone si acuisca, così come non crediamo che rappresenti pericolo per le battaglie sin quì sostenute da chicchessia. Chi lo sostiene secondo me sbaglia ma viva Dio, ad ognuno la propria libertà di pensiero ed espressione ci mancherebbe. Gli atavici dubbi e perplessità non possiamo e non vogliamo di certo risolverli noi dato che non ci appartengono, non sono causati da noi, e riguardano altri ma non di certo noi...
Di conseguenza non capiamo neppure cosa significa "prima che sia troppo tardi" .. tardi per cosa ?
Mi associo a Voi per quanto riguarda il totale e incondizionato plauso e rispetto a tutte le associazioni che avete citato e che per ragioni di spazio ovviamente non ripeto, che da anni conducono splendide, alte, fondamentali e condivisibili azioni e battaglie su vari fronti. Detto questo non credevo che per attivarci in una campagna sul no all'inceneritore dovevamo aderire o iscriverci a qualcosa.
Infatti noi non vogliamo erigerci a un bel niente.. era una voce in più nel coro dei no all'inceneritore... fa ridere che la cosa abbia creato mugugni invece che compiacimento. Sul dove eravamo, questo si che mi pare un appunto sgradevole, fazioso e inutile...
Noi non gareggiamo ne ci interessa la vetrina .. facciamo semplicemente cosa riteniamo giusto fare senza troppi onanismi mentali.
Su chi stecca e sul cosa non ci si può permettere poi preferirei glissare ...
Ci si domanda sul senso del legare a doppio filo la battaglia civile al cartello elettorale ... noi facciamo battaglie civili e pensiamo ad una lista civica, ritenendo che si debbano legare ... di questo non pensavo di doverne rendere conto. Prendo atto che a pochi la cosa non convince ma gli stessi non devono sentirsi in causa visto che il progetto non li riguarda minimamente.
Sul resto poi crollo, sai ? scelte non di pochi, altra casta, fatica sprecata, autogol ... sinceramente non capisco.. ma se taluni la pensano così, lungi da noi l'idea di fargli cambiare opinione...
Su una cosa sono d'accordo però: forze partitiche vogliono legittimare una loro primogenitura sul tema... è vero certo.. ma stanno parlando dall'aldilà  perchè forse non lo sanno, ma sono mancate all'affetto dei loro cari ... (politicamente ovvio ...) chiedere a Barrera per credere ...
In chiusura ... l'ultima cosa che immaginavo è di creare mugugni ad una certa area. Mi sarebbe piaciuto crearli altrove ... forse inizio a capire perchè si perde ...
La mia non è polemica, ma come mi avete chiesto, un contributo costruttivo per verificare le nostre maturità ...


Maurizio Pallante (Movimento per la Decrescita Felice):
Vi ringrazio per avermi spedito per conoscenza il Vostro articolo. Concordo con Voi sull'esigenza di trovare forme di collegamento/collaborazione/sinergia tra tutti i comitati e le associazioni che in terra astigiana si battono contro opere devastanti per l'ambiente, costose e inutili o dannose. Nel nuovo libro, d'imminente uscita, del Movimento per la Decrescita Felice, intitolato "Un programma politico per la decrescita", il ruolo di queste forme di resistenza è analizzato politicamente e considerato come il principale sintomo della fine dell'egemonia culturale della crescita e la premessa per la costruzione di un nuovo paradigma culturale che sia capace di affiancare a i no, sacrosanti, una serie di proposte alternative. Ma questo passaggio non è automatico né immediato. Il nostro movimento si propone come supporto per tutti i gruppi e movimenti che intendano compierlo. Non so se ne saremo capaci, ma forse è utile la nostra scelta di non entrare nell'agone politico-elettorale. Ciò ci consente di non essere concorrenziali con nessuno, ma al servizio di tutti coloro che lo vorranno. Perché trovare forme di collaborazione e coordinamento è importante, ma non si fa molta strada se rimangono al solo livello organizzativo e non si cerca di costruire un patrimonio condiviso di idee e proposte concrete. In questo senso credo che vada interpretato l'incontro del 4 giugno ad Asti e la richiesta d'intervento che il meet up di Beppe Grillo e l'associazione Reset ci hanno fatto. La scadenza elettorale è ancora molto lontana, ma io credo che occorra prepararsi sin da ora costruendo una serie di momenti in cui prevalga l'aspetto progettuale propositivo rispetto alle iniziative di difesa da aggressioni ambientali sui territori. Meglio certo che siano in molti i soggetti promotori invece che uno, ma meglio uno che nessuno. Le intelligenze e le energie per fare qualcosa di buono e unitario ci sono. Voglio sperare che quello che abbiamo fatto sia solo il primo di una serie di incontri di approfondimento. Il Movimento per la Decrescita felice è disponibile a collaborare mettendo a disposizione le competenze dei suoi iscritti.

Commenti  

0 #1 Lucio Zotti 2008-06-21 20:39
Carissimi tutti,
già un “carissimi” mette di buon umore che ne pensate? Vi prego di abbassare i toni perché se no, non andiamo da nessuna parte, prima ancora di partire. E poi ....parlate e scrivete in maniera semplice così vi capiamo!
Secondo il mio modesto parere ed esperienza in campo sociale abbiamo bisogno di ogni rivolo di energia da mettere a fattor comune e cercare di portare avanti un progetto che, a dire il vero, è molto molto affascinante (autoproduzione di beni, scambio di beni e servizi ecc.) ma anche troppo ma troppo teorico.
Mi spiego meglio! Ho ascoltato il prof. Pallante per la terza volta e per la terza volta mi sono venute in mente alcune cose a cui non so dare risposta che a qualcuno potranno sembrare banali...chiedo scusa:
1. Rifiuti. E’ possibile aumentare la raccolta differenziata fino ad un certo livello ma mi sembra di aver capito che non si possa arrivare al 100% ed allora il resto dove lo mettiamo? o nelle discariche o si brucia negli inceneritori. La soluzione è quella di progettare tutti i prodotti in modo tale che alla fine non esista alcun residuo non riciclabile o riutilizzabile. Giusto? Lo studio e la progettazione di questi nuovi prodotti interamente riciclabili e riutilizzabili al 100% possono essere un’occasione di lavoro qualificato di alto livello ? Come possiamo muoverci per cercare di coinvolgere l’industria in tale processo?
2. Energia.
a) Pallante parla spesso di microcogenerazione e credo di aver capito di cosa si tratti. Credo che sia applicabile nelle campagne ma come si fa ad applicarla nelle città? Sono già stati realizzati quartieri alimentati da questo sistema? Dove sono? E’ possibile visitarne uno? Onestamente l’esempio del motore della 127 mi sembra semplicistico.
b) risparmio energetico ed energie alternative. Certo c’è molto da fare ma siamo proprio sicuri che produrre i coibentanti, i doppi vetri, le lampadine a basso consumo non costi in termini di energia più di quanto essi non facciano risparmiare? Esistono degli studi in tal senso? E’ possibile avere i dati? I pannelli fotovoltaici, di cui ero un entusiasta sostenitore perché ritenevo e ritengo che tutte le forme di energia (escluso il nucleare) provengano dal sole e che quindi bisogna cercare di sfruttare al massimo questa sorgente, siamo proprio sicuri che siano così ecologici? un piccolo grande uomo che ho conosciuto nella Comunità di Urupia in Puglia che ha realizzato insieme ad altri una Comune a bassissimo impatto ambientale (con tanto di impianto a fitodepurazione) ha obiettato che i pannelli fotovoltaici vanno presi con le molle perché a suo dire richiederebbero utilizzo di materiali ad altissima tecnologia e occorrerebbe quindi moltissima energia per produrli. E’ vero? Carissimo Prof. Pallante mi aiuti a capire meglio, per favore!! Ho le idee confuse.
c) riduzione della domanda o risparmio energetico s.s. è l’unica strada percorribile a costo zero e a tempi brevi. Ciascuno di noi può (e deve) cercare di consumare la minore quantità di energia possibile, conducendo uno stile di vita modesto e coerente, senza eccessi, limitando l’uso dell’auto, mangiando di meno e soprattutto mangiando meno carne (...eppure il nesso c’è). Domanda ma quanto si riesce a risparmiare in questo modo? Siamo proprio sicuri che sia significativo? Esistono degli studi in tal senso?
Per favore cerchiamo di rendere praticabile il progetto del prof. Pallante, cominciamo ad approfondire meglio tutti questi aspetti e a proporre soluzioni alternative praticabili.
Grazie per l’attenzione e ciao a tutti.
Lucio Zotti
Citazione
0 #2 alessandro 2008-06-23 16:56
1. Le migliori raccolte differenziate arrivano a valori tra il 75 e l'85 per cento. Il resto può essere portato in impianti di trattamento meccanico-biologico che recupera altre frazioni di materiali omogenei. Questa tecnologia è già sperimentata da anni, l'adoperano i tedeschi per ricavare dai rifiuti di Napoli materie prime che ci rivendono. Quello che resta, 10 %, può essere portato in discarica, o utilizzato per riempire cave perché si tratta di materiale inerte, che quindi non fermenta, non puzza e non produce percolato. Ultimamente è stato messo a punto un processo a Vedelago (TV), che trasforma questo residuo in una sabbia per l'edilizia: vedi su internet: centro riciclo vedelago. E' chiaro che la progettazione finalizzata allo smontaggio e recupero dei materiali richede una implementazione della professionalità.
2. Gli impianti di micro-cogenerazione si mettono al posto delle caldaie del riscaldamento e sono alimentati a gas. Quali differenze ci possano essere tra città e campagna non riesco nemmeno a immaginarlo. In Germania è una pratica diffusa. In Gran Bretagna la seconda compagnia elettrica inglese ne ha ordinati 700 mila da 800 watt in 5 anni, da piazzare nelle case dei suoi clienti.
Se per produrre i materiali e le tecnologie che fanno risparmiare energia occorresse più energia di quanta ne fanno risparmiare nella loro vita utile come potrebbero essere venduti? Chi può produrre e vendere, chi può comprare una cosa che costa di più di quello che rende? Questo discorso si applica solo parzialmente ai pannelli fotovoltaici, tant'è che hanno bisogno di finanziamenti pubblici. Si applica solo parzialmente perché nei costi delle fonti fossili non si calcolano i costi dei danni che producono e perché l'autonomia energetica, la riduzione della dipendenza dall'estero è comunque un valore energetico strategico.
3. La riduzione degli sprechi energetici si può ottenere non solo col risparmio energetico (comportamenti sobri e responsabili), ma anche e soprattutto con l'efficienza energetica: tecnologie che accrescono il rendimento dei processi di trasformazione in modo da ottenere più servizi energetici con meno fonti. Attualmente gli sprechi e le inefficienze rappresentano il 70 per cento dell'energia che utilizziamo. Spazio d'intervento ce n'è molto. Nel riscaldamento degli ambienti consumiamo mediamente 20 metri cubi di metano al mq all'anno. In alcuni comuni, in Alto Adige e Germania non danno la licenza edilizia per costruire o ristrutturare edifici se consumano più 7 mc di metano al mq all'anno, ma gli edifici migliori ne consumano 1,5.
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