Noi c'eravamo e abbiamo visto ... !

Appunti di viaggio di un gruppo di Insegnanti astigiani.
ImageGiovedì 30 Ottobre 2008, sciopero generale della Scuola con manifestazione nazionale a Roma; dopo innumerevoli iniziative ad Asti e nell'astigiano, la sera prima ci si ritrova dinanzi alla stazione ferroviaria: partenza alle ore 23.00, il nostro gruppo è formato da circa 200 Insegnanti.
Raggiungiamo Roma alle 7.00 del mattino seguente, accolti da una pioggia scrosciante, per ritrovarci in tanti in piazza della Repubblica. Così in tanti che risulterà addirittura faticoso avviarsi lungo il percorso del corteo. Finalmente, attorno alle 11.00, riusciamo a muoverci scaldati da un benvenuto timido sole, dopo quasi due ore di attesa “circondati” da bandiere di vario colore, fra canti, dibattiti, scambi di opinioni. Su una cosa siamo tutti d'accordo: “NO a questi vergognosi tagli” ...

 Intorno a noi si moltiplicano gli slogan, ritmati con determinazione e sicurezza: “Più tagli, più ragli”; “Se la scuola è malata bisogna curarla, non ucciderla”; “Ministra distruzione”; “Santa subito”; “Vergogna, prendersela con i bambini !”; “Due genitori sono troppi ?”; “La mia Maestra è già unica”; “Non vogliamo l'EnteroGelmina”; “Il futuro dei bambini non fa rima con Gelmini” ... per citare alcuni dei più significativi.

Camminando ci rendiamo conto che questa protesta raggruppa persone di tutte le età. Ci siamo noi Insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado (dall'infanzia all'Università), dai più giovani ai più maturi, ci sono i collaboratori e il personale di segreteria, ci sono i ragazzi delle scuole superiori, ci sono i genitori ma anche i nonni: tutti accomunati dal desiderio di difendere il futuro dei nostri bambini e dei nostri ragazzi.

Roma è stata invasa pacificamente da più cortei, tutti confluiti in piazza del Popolo occupando ogni strada con un flusso continuo di persone che avevano la compostezza e l'allegria tipiche di chi è consapevole di trovarsi nel “giusto”.

Quanti eravamo ? Mentre noi tornavamo verso la stazione di Roma Termini, i gruppi che chiudevano il corteo stavano ancora partendo da piazza della Repubblica ... e molti che avevano scelto di raggiungere la Capitale con i pullman, erano ancora bloccati in tangenziale o in periferia a causa dell'eccessivo traffico.

Qualcuno, al Telegiornale, ha sostenuto che eravamo solo centomila ...

Ma non importa: NOI C'ERAVAMO E ABBIAMO VISTO ... !

Silvana, Loredana, Matilde, Anna Angela, Rosalba, Flora, Maria Luisa, Rosangela, Raffaella, Gabriella, Carmelina, Enrico ...




Vorrei, inoltre, aggiungere a queste brevi annotazioni scritte assieme ai colleghi del 3° Circolo di Asti, alcune riflessioni personali:

  • In un Paese democratico, il Governo e il Parlamento (che rappresentano un popolo ...) dovrebbero ascoltare i cittadini e dialogare con coloro che essi rappresentano;

  • Non è possibile elaborare corrette ed efficaci riforme delle Scuola senza ascoltare quanti in essa vi lavorano, rinunciando a priori a conoscere ciò che vi succede veramente; è quanto hanno chiesto gli Insegnanti, gli Studenti e le loro famiglie;

  • Bisognerebbe smetterla di accusare gli Insegnanti di essere “Comunisti” o “sobillati dalla Sinistra”: hanno duramente criticato questa “non riforma della Scuola” organizzazioni cattoliche quali l'AIMC (Associazione Italiana Maestri Cattolici), l'Azione Cattolica, il settimanale “Famiglia Cristiana” ... Insomma, sarebbe questo il momento di aprire un dialogo serio e di ripensare ai diritti dei bambini e dei ragazzi. Ovviamente, se ancora siamo in Democrazia ...

Silvana Bellone

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