(Ben)Venuto il Ministero della Transizione ecologica

di Alessandro Mortarino.

Dal cilindro magico di un GrilloDraghi (insetto ortottero o figura mitologica?) è saltato fuori all'improvviso un salvifico coniglio (mammifero lagomorfo della famiglia dei Leporidi o figura mitologica?) che ha sciolto tutti i contorti nodi del dissidio politico italiano e dato il via libera alla formazione di un nuovo governo dalle larghe intese e dalle strette garanzie. Ci riferiamo, ovviamente, al neonato Ministero della Transizione ecologica, novità assoluta nel panorama nazionale e grande opportunità per affermare la primazia della tutela dell'ambiente rispetto agli aspetti economici-finanziari. Opportunità vera? Se leggiamo bene nelle parole, qualche dubbio è lecito agitarlo nelle nostre menti sbalordite...

Mi limito a due banalissime considerazioni.
La prima è legata ai due termini che danno corpo al nuovo Ministero secondo l'ineccepibile Treccani:

Transizióne. Passaggio da un modo di essere o di vita a un altro, da una condizione o situazione a una nuova e diversa;  periodo che segna il passaggio da una civiltà a un’altra, durante il quale si maturano nuove forme sociali e di costume, nuove concezioni e produzioni culturali, letterarie, artistiche.

Ecològico. Dell’ecologia, che si riferisce all’ecologia; in particolare, fattori e., i fattori che determinano la distribuzione degli organismi sulla Terra: per es., il clima, il tipo di suolo, e in via subordinata le piante stesse, gli animali e anche l’uomo.

Non siamo adepti dell'Accademia della Crusca ma a noi questo binomio suggerisce il concetto di un transito tra un oggi che non rispetta l'ambiente (mai dichiarato dalle nostre Istituzioni) e un domani che invece ne prevede la salvaguardia. Papa Francesco parla di "conversione ecologica" e ci pare molto corretto: prima del passaggio occorre convertirsi, avere coscienza di una trasformazione necessaria che ci sospinga verso il traguardo.

Forse ci siamo persi un passaggio; è come se decidessimo di caricare tutta la famiglia in auto e partire per una meritata vacanza senza avere definito una meta: mare, montagna, lago, campagna, città d'arte? A bordo, generici bagagli che sicuramente si mostreranno inadeguati (mai provato a camminare in infradito su sentieri rocciosi o fare un tuffo tra le onde indossando una giacca a vento? Provate, sarà un'esperienza...).

Apparentemente la nuova creatura ministeriale una meta ce l'ha (l'ambiente), ma sorprende che un Ministero di così rilevante portata non abbia però competenza diretta sulle strategie connesse allo sviluppo economico, cioè il processo di cambiamento quantitativo e qualitativo dell'industria nazionale, ma solo su quelle energetiche e su quelle ambientali.

Occorre dire che, parallelamente, scomparirà il Ministero dell'Ambiente e non c'è da stupirsi: il Ministero della Transizione ecologica è il nuovo Ministero dell'Ambiente. Con  un po' di energia in più e un fulmineo cambio di insegna. Tutto qui.

In ultimo, il neo Ministro è un rinomato fisico, fondatore dell'Istituto Italiano di Tecnologia, manager e conferenziere, dal 2019 responsabile del dipartimento tecnologia e innovazione del gruppo Leonardo (ex Finmeccanica), azienda detenuta al 30% dallo Stato e operante nei settori dell'Aerospazio, Difesa e Sicurezza (sistemi di combattimento, guerra elettronica, artiglieria e molto altro). E' anche autore o co-autore, nell'arco degli ultimi 40 anni, di oltre 1000 pubblicazioni su riviste internazionali; un ritmo impressionante. Praticamente ha firmato una pubblicazione scientifica ogni 10 giorni: davvero un fisico bestiale!

Forse Papa Francesco ci ha azzeccato: prima di transitare ci si dovrebbe convertire. Tutti quanti...

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