Partiti, Movimenti, contenuti, contenitori ...

ImagePubblichiamo altri due interventi a proposito del dibattito apertosi ad Asti sull’ipotesi di provare a strutturare una “forma” di opposizione organizzata capace di creare un modello attivo di relazioni tra simili e di proposta sociale alternativa.

Il dibattito è quanto mai aperto ed attende i vostri contributi di idee …

Tiziana Valente:
Tutto perfetto, sorrido serena al mondo e alla democrazia partecipata - per questo sono qui - fino a quando il lieto ninnanare delle parole emette una dissonanza: "nuovo soggetto politico". Stridono i suoni come ferraglia contro ferraglia. Malessere.
Nuovo soggetto politico ? Un altro ?
Siamo diversi soggetti, tutti politici, nel senso di partecipanti alla vita activa e di solito partecipanti a due o tre o più associazioni o gruppi organizzati contemporaneamente, ciononostante abbiamo difficoltà a coordinare le azioni del nostro sé, come dislessici della politica, disarticolati nel dialogo.
Siamo, cioè, quattro gatti; sempre gli stessi gatti che vorrebbero cambiare il mondo e qualcuno ha questa malattia ricorrente del desiderio di unità, unità della Sinistra.
A causa della formazione culturale rigorosamente politeista che ho ricevuto quando dite 'ste cose, quando sento parlare di nuovo soggetto politico unitario, il mio desiderio è mollare tutto e scappare.

Sono stata attiva finora nei Movimenti, nelle associazioni nate spontaneamente fra persone che condividono precisi disagi o esigenze, nel sociale - più spesso preferendo solitarie camminate in montagna, per cui la mia visione delle cose forse non è corretta - e ho anche partecipato a tentativi di coordinamento di associazioni; l'ultimo, fallito, sull'inceneritore.
Ora mi domando: perché questi coordinamenti falliscono ?
Non trovo altra risposta che nei personalismi patologici di alcuni. Con questi "alcuni" io non riesco a fare "un soggetto". Mi dispiace; perché quello di condividere azioni politiche su temi specifici con diversi soggetti è proprio il mio IDEALE.

Ecco, voglio continuare su questa strada.
Appoggio con passione e come posso le iniziative per le strade, un “giornale” come AltritAsti che ci ospita ed altro ancora che non abbia il sapore dell'istituzione, che non abbia organi dirigenziali, capi.
Per aumentare il proprio potere i cittadini dovranno aumentare il proprio sapere, cercare informazioni, prendere coscienza, moltiplicare le azioni, organizzarsi quando occorre.
Questo secondo me è il lavoro da fare.

Perché "un nuovo soggetto politico" ?
Il Fronte contro la prepotente banalità del male lo possono fare già le persone se lo decidono loro e non i soliti quattro gatti. Cui prodest ?
"L'importante è un'altra cosa, è sapere ciò che si può fare. E' quello che ho già detto mille volte: noi, nella nostra debolezza, in questa minoranza che siamo, non possiamo vincere. E' il potere che vince sempre; noi possiamo al massimo convincere. Nel momento in cui convinciamo, noi vinciamo, cioè determiniamo una situazione di trasformazione difficile da recuperare". (Franco Basaglia, in Conferenze brasiliane, 1979).

Alessandro Mortarino:
Innanzitutto vorrei dire che l’invito di Vitello e quello di Sottile non dicono la stessa cosa. Il primo fa trasparire l’urgenza di costruire un contenitore di sinistra per competere alle prossime tornate elettorali, il secondo pare preoccuparsi di unire forze attualmente disaggregate e ri-metterle in relazione, allo scopo di ri-creare un humus vitale pronto per far nascere una proposta elettorale non appena se ne presenti la necessità.

C’è una sorta di dualismo, insomma: partito o movimento ?
Personalmente, preferisco il soggetto “movimento” ma non ne farei il punto.
Che è e resta l’approccio contenutistico: l’obiettivo non è e non deve essere di “riprendersi la guida della città o di essere considerati utili/indispensabili”.
L’obiettivo – urgente - è definire un modello di società locale seriamente alternativo a quello dominante oggi.
Non per “prendere il potere” ma per costruire e gestire una trasformazione: sociale, ambientale, culturale, economica …

Quindi partirei, già da venerdì 17 Luglio, in un modo molto più semplice (o meno complesso). Non partirei dalla costruzione del contenitore eventuale, ma dai contenuti. Partirei dal fatto che ad Asti (OGGI … !!!) sono già attive molteplici esperienze positive ed importanti per definire i contorni di uno stile di vita (individuale ed anche collettivo) di autentica alterità.

Penso alle mille suggestioni della Casa del Popolo e di Sherwood, di Libera, della Società di Mutuo Soccorso, di Citrosodina.

Penso alle proposte culturali del Centro San Secondo e di molti gruppi/associazioni che vi ruotano attorno.

Penso ai tre Gruppi di Acquisto Solidale nati nell’astigiano, ai primi esperimenti di orti solidali, ai nuovi rapporti che i GAS stessi stanno iniziando a costruire nel triangolo “mondo agricolo/trasformazione/consumo”.

Penso ad AltritAsti e ad un bisogno di fare/ricevere informazione che avvicini le persone e i gruppi, che dia a tutti la possibilità di sapere cosa accade nei propri dintorni (notizie e opinioni/riflessioni, cioè cervello e cuore …).

Penso alla difesa del/dei Beni Comuni naturali (Comitato astigiano a favore delle Acque Pubbliche, Stop al Consumo di Territorio …) e dei Beni Comuni sociali (Onda astigiana, diritto alla casa rivendicato da Asti Est …).

Penso a mille iniziative di puro volontariato sociale.

Penso a decine di Comitati spontanei o di base nati per contrastare specifiche iniziative sbagliate.

Penso al fatto che si continua a confondere “politica” con “partiti”.

Penso al fatto che le decisioni che chi amministra/governa assume, sono il frutto di una elaborazione non più collettiva e non più condivisa.

Penso che occorre avvicinare i cittadini alle istituzioni.
Ma se ci riusciremo, quale bagaglio culturale (o di semplice informazione) avranno questi cittadini ?

Da tutti questi punti di partenza (che esistono, quindi non occorre un grande sforzo di immaginazione “gestativa” …) credo debba avviarsi la costruzione possibile di un progetto finalizzato ad un momento elettorale: a mio parere le prossime amministrative comunali di Asti (fra tre anni, se non capiterà qualcosa prima a Galvagno & soci).

In che modo ?
Facendo riunioni NON per creare una lista/schieramento ma per mettere assieme le esperienze/competenze che prima ho già indicato.
Per farle proprie.
Usando la Casa del Popolo come momento “fisico” di incontro e formazione reciproca.
Usando AltritAsti per andare al di là del momento fisico.
Usando le strade per ritrovare il contatto con la “gente comune”.
Scrivendo (anzi: aggiornando …) un “libro bianco” delle problematiche dei quartieri di Asti.

Alla fine, questo percorso di reciproche contaminazioni porterà “inevitabilmente” a porsi la domanda: “ci sono le elezioni, che facciamo ?”.
E la risposta non potrà (se il percorso sarà stato virtuoso …) che essere: “candidiamo i migliori personaggi tra noi in grado di incarnare una specifica proposta di alternativa concreta. Li scegliamo uno a uno, tutti assieme. Li candidiamo come rappresentanti autentici di un “altro modo di concepire una società”. Li proponiamo al resto della nostra comunità elettorale come fossero un nostro patrimonio comune, un Bene Comune … E non li lasciamo da soli a decidere e “maneggiare”, ma ci costruiamo attorno un gioco di squadra di proposta e di controllo. Un programma complessivo. Il contenitore verrà da sé”.

Tutto qui.

Forse è troppo facile ?

Commenti  

0 #1 Fabio 2009-07-23 17:07
Quello che ho notato io è che forse mitizziamo un po' troppo il fatto di essere effettivamente "movimento".

Spesso (troppo spesso) noto che chi promuove l'acqua pubblica è magari favorevole alla TAV. Chi è contro il nucleare non ha nulla in contrario alla cementificazione del territorio. A chi vuole l'auto ecologica non interessa assolutamente agevolare il commercio equosolidale. Chi difende gli operai non cambia banca scegliendo magari la finanza etica.

Forse c'è solo bisogno di sensibilizzare? Si riuscirà mai ad arrivare al punto che "tutti" applichino nel quotidiano le "eticità" di tutti gli altri?

Non so ....Stefano Benni diceva: "Se il 65% degli italiani è favorevole alla pena di morte, allora io sarò sempre e comunque in minoranza".

Boh.... forse son troppo pessimista.

FABIO
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