di Paolo X Viarengo.

Sono là. Alla stazione chiusa di Canelli (come si può vedere in questo video girato dalla Cgil di Asti). In un bosco vicino all’Eurospin sempre a Canelli. Sono su un treno o su una corriera che parte da Asti quando è ancora buio, per arrivare a Montegrosso prima dell’alba. Aspettano che qualcuno passi a prenderli per portarli nelle vigne a vendemmiare. Qualche anno fa erano europei dell’est, ora arrivano dall’Africa Subsahariana. Lavorano dalle 12 alle 13 ore al giorno per 3 o 4 euro di paga oraria. Regolarmente in nero, oppure con contratti bimestrali in cui figurano poche giornate lavorate, ma in cui figura sicuramente quella in cui arriva il controllo. Senza tutele. Senza sicurezze...

A cura delle Segreterie territoriali FIM/CISL – FIOM/CGIL.

Le confuse disposizioni governative in merito ai comportamenti da tenere nei luoghi pubblici e privati, tra luoghi pubblici e pubblici e tra luoghi privati e privati stanno privilegiando le regole fai da te. Infatti in questi giorni stiamo registrando in varie aziende l’attuazione di procedure forzate, senza alcun confronto con RSU e sindacato, con l’intento di dividere i lavoratori tra quelli che possono o non possono frequentare la mensa aziendale. Ciò non bastasse qualche azienda sta addirittura chiedendo ai lavoratori di effettuare al rientro dalle ferie un tampone prima di presentarsi a lavoro in azienda...

di Paola Ronco.
 
Passi l’infanzia a guardare i tuoi genitori consumare i giorni in uffici che sembrano caserme, in cantieri mai messi in sicurezza, in supermercati dove i turni cambiano dall’oggi al domani. Ti spiegano che è così che gira il mondo, che il lavoro bisogna solo ringraziare se c’è, che se ti chiedono di più lo devi fare senza discutere, che tu lo devi venerare il lavoro, perché è la cosa che dà un senso alla tua esistenza...

di Gian Michele Accomasso.

Funivia del Mottarone, quattordici persone sono morte in seguito al distacco ed alla conseguente caduta di una cabina. Ci sono tre persone indagate quali responsabili della strage.
Uno, il preposto, ammette le sue responsabilità: l'impianto non funzionava bene, causava blocchi improvvisi delle cabine. Per evitarli ho inserito dei ceppi che impedivano il blocco, ma disattivavano anche l'impianto frenante della cabina. In caso di rottura della fune traente tutto sarebbe precipitato a terra: ma la fune pensavo che non si sarebbe mai spezzata!
Il gestore dell'impianto dice che la sicurezza dell'impianto non è di sua competenza, la gestiscono i tecnici. Insomma se ne lava le mani!...

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