Imagedi Gian Carlo Caselli, tratto da “Le due guerre” (2009, Melampo Editore srl).

Un’altra differenza rilevante tra la protezione ai tempi del terrorismo e quelli della mafia fu la presenza del Defender della Polizia che per oltre sette anni, dal 1993 al 2000, ventiquattr’ore su ventiquattro, stazionò sotto il portone della mia casa torinese. Una presenza che – con qualche disagio iniziale – il quartiere accettò. Non tutti per la verità: spesso si ricevevano lamentele per quel motore ogni tanto acceso nelle notti d’inverno ...

Imagedi Silvana Bellone.

Nei mesi di luglio e agosto alcune insegnanti di Asti hanno lavorato insieme per aiutare i profughi somali ospitati all'Oasi dell'Immacolata, in particolare per imparare la lingua italiana. E' stata una esperienza di vera umanità e scambio reciproco, abbiamo conosciuto le loro storie, la fuga dalla guerra e dalla miseria e il loro desiderio di vivere normalmente, di lavorare, di avere delle opportunità e così siamo diventati amici. Loro, persone in fuga, con le famiglie divise, senza più nulla fra le mani, ci hanno sempre accolto con un sorriso, con gentilezza, con la voglia di fare e imparare e quando a fine agosto noi maestre abbiamo spiegato che non avremmo più continuato la nostra attività con loro, perchè iniziava per noi la scuola, quello che abbiamo visto nei loro occhi non ci ha "lasciato scampo" ...

ImageIntervista a Judith Malina di Rossella Battisti.

Il teatro del Living da oltre 60 anni è in prima linea per difendere i diritti umani. Ce ne parla l’artista 85enne che lo fondò nel 1947 con Julian Beck. Un percorso in linea retta di azioni sociali e splendide utopie per il mondo.

La libertà è partecipazione, cantava Giorgio Gaber e, da molto prima di lui, Judith Malina dice che allo «spettatore» preferisce il «partecipante» ...

ImageDieci punti per una riflessione sulla nonviolenza nei conflitti sociali proposti dal Movimento Nonviolento.

1. Nei dieci anni che ci separano dal G8 di Genova c'è stata un'importante avanzata della nonviolenza in Italia, sotto molti punti di vista: dalla rinuncia alla reazione violenta di fronte al massacro delle persone e della democrazia avvenuto in quei tragici giorni, alla lenta riorganizzare di un movimento dal basso e sui territori capace di esercitare il "potere di tutti"; dalla messa in campo di modalità creative di comunicazione nonviolenta per i referendum, alla importante lotta esemplare e di popolo della Val di Susa. Certo c'è molto altro da fare, ma questo non è poco. Proviamo a vedere.

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