La strana provocazione dei progettisti dell'Agrivillage



di Alessandro Mortarino.


Accade che ad uno dei tanti banchetti di raccolta firme a sostegno della petizione per richiedere al Sindaco di Asti la revisione del vigente Piano Regolatore e un definitivo parere negativo a nuove realizzazioni del tipo "Agrivillage" o "Porte del Monferrato", si avvicinino due persone insospettabili. Sono due dei principali proponenti del progetto che vorrebbe trasformare la Val Rilate in un outlet del gusto e del tipico. Leggono il testo della petizione, sorridono, sottoscrivono. La cosa sorprende tanto chi raccoglie le loro generalità quanto la redazione de "La Nuova Provincia", che pubblica un articolo in cui i due (progettisti e non solo) dell'Agrivillage dicono: «è una semplice provocazione» !
Ma che tipo di provocazione ? ...

Una provocazione difficile da comprendere: se firmo una petizione è perchè la condivido. Altrimenti non la firmo e, addirittura, se la ritengo gravemente contraria al mio sentire, la combatto.
Ma se la firmo ...

Se la firmo è perchè l'ho letta e l'ho condivisa. E se l'ho letta (l'avranno ben letta, mi auguro ... e se volete rileggerla anche voi cliccate qui) dovrei avere compreso il lineare sillogismo che la guida, cioè il fatto che non sono singoli interventi urbanistici ad essere messi in discussione, ma la visione pianificativa che sottende tutte le singole scelte. Questa visione (vogliamo chiamarla "Piano Regolatore" oppure "Piano Strategico" ...) oggi ci pare, e pare ai cittadini astigiani, non corrispondere alle previsioni decisamente irrealizzate dallo strumento urbanistico in vigore dal 2000. Dunque è necessaria una seria, concreta, urgente revisione.
Che i cittadini di Asti sollecitano, attraverso la petizione, al Sindaco.

E che i gentili Carlo Mogliotti e Omar Carucci hanno sottoscritto ... ma per provocazione, si intende !

Anzi, a ben leggere dalle dichiarazioni dell'ing. Mogliotti al bravo Riccardo Santagati, più che una provocazione parrebbe una reazione ad un torto ricevuto: non essere stati invitati come Relatori all'incontro pubblico del 10 febbraio per esprimere il punto di vista di quei burloni e mattacchioni dell'Agrivillage.
La cosa merita qualche spiegazione, premettendo che nell'occasione il Movimento Stop al Consumo di Territorio non aveva invitato al tavolo dei Relatori neppure l'amministrazione comunale. Perchè ? Molto semplice: l'incontro voleva mettere a disposizione dei cittadini l'opinione contraria (e le motivazioni) dei cittadini stessi e delle forze economiche e sociali astigiane: Ordine Architetti, Cia, Coldiretti, Confesercenti, Strade del Vino, Slow Food nazionale in primis.
Un incontro pubblico per mettere in fila progressiva i tanti "no" al progetto Agrivillage (e Porte del Monferrato) e non un contradditorio.

Anche (e soprattutto) perchè nel 2009 ci eravamo accordati con i signori (burloni e mattacchioni) dell'Agrivillage per organizzare congiuntamente un dibattito pubblico sul tema, che prevedeva 6 Relatori scelti direttamente da ciascuno (3 per l'Agrivillage e 3 per Stop al Consumo di Territorio).
Scegliemmo una data e un luogo (a nostre spese) e indicammo i 3 Relatori per la nostra parte: l'ora compianto prof. Renato Bordone, il presidente della Cia Dino Scanavino, l'architetto Augusta Mazzarolli.
All'ultimo momento l'A.D. (Luca Bastagli Ferrari) del gruppo dei signori (burloni e mattacchioni) dell'Agrivillage si ricordò di una "spiacevole sovrapposizione" con una analoga iniziativa in Sardegna, che impediva la loro partecipazione all'incontro già fissato in Asti.
Altro tentativo: nuova data individuata, sala prenotata. Ma all'ultimo ecco la nuova disdetta da parte dei signori (burloni e mattacchioni) dell'Agrivillage.
Secondo voi avremmo dovuto, cinque anni dopo, invitarli ad esprimere i loro "pro" dinanzi alle chiarissime posizioni "contro" formulate senza giri di parole da tutti i massimi vertici delle associazioni economiche cittadine, locali e nazionali invitate ?

Occorre anche dire che nella serata in questione, alcuni dei signori (burloni e mattacchioni) dell'Agrivillage erano puntualmente presenti in sala e assai evidenti le loro reazioni mimiche durante gli interventi dei molti Relatori critici verso la loro creatura; qualcuno li scambiò per Dupond e Dupont, i due pittoreschi poliziotti delle avventure di Tintin.
Chi era seduto nelle immediate vicinanze li invitò più volte ad intervenire (dopo i 13 Relatori la parola è stata data a chiunque abbia voluto esprimere la propria opinione, a favore e contro quanto precedentemente affermato) e altrettanto fece il moderatore Sergio Miravalle dal microfono. Ma nessuno di loro ritenne di farsi avanti.
Salvo, mesi dopo, sottoscrivere una petizione contro sè stessi.

Ma per provocazione.

Signor Sindaco, fra qualche giorno la verremo a salutare, le consegneremo le petizioni firmate da qualche migliaio di cittadini astigiani e le chiederemo cosa ha intenzione di fare del Piano Regolatore, dell'Agrivillage e delle Porte del Monferrato.
Confidiamo in una sua risposta, almeno questa volta.

Che non mancheremo di comunicare a tutti i cittadini firmatari, anche a Carlo ed Omar, i nostri cari signori (burloni e mattacchioni) dell'Agrivillage che - ne siamo certi - nel frattempo saranno passati dalla provocazione all'illuminazione ...

Commenti  

0 #1 silvana bellone 2014-04-19 11:36
Mi viene da dire: che strane persone ... non riesco a comprendere la gente ... gli umani sono molto strani e imprevedibili !
Silvana
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+3 #2 Gianfranco Monaca 2014-04-23 06:41
Evitare il confronto con la plebe è sempre stata una tecnica applicata da chi è convinto di essere onnipotente o almeno di poter contare su dei padrini onnipotenti, che del parere della plebe non sanno che fare. Il costume democratico è un noioso incidente di percorso, possibilmente da evitare o da irridere.
Niente di nuovo. Continuiamo a lavorare.
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0 #3 paola pavese 2014-04-23 08:38
Evidentemente sono talmente burloni e mattacchioni da non prendere sul serio nè quello che fanno loro , nè quello che fanno gli altri. E poi, ovviamente, si sentono intoccabili. (e magari anche simpatici...!)
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