Binari e ciclovie

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di Alessandro Mortarino.


Qualche novità sul fronte dell'idea di trasformare i binari delle ferrovie locali in piste ciclabili, anzi in greenways (termine che significa più o meno la medesima cosa, ma suona meglio ...). Una fresca nota del Comune di Asti ci informa che l'amministrazione ha intenzione di aderire al progetto "Vento" promosso dal professor Pileri del Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano: una ciclovia di 679 km. pensata come collegamento su due ruote tra Venezia e Torino. Il percorso tra Asti e Casale potrebbe snodarsi su strade bianche già esistenti e lungo la direttrice di una vecchia tramvia che decenni fa univa Casale e Asti. Tale ipotesi «avrebbe il vantaggio (rispetto ad altre soluzioni prospettate) di non interferire in alcun modo con la ferrovia, la cui riapertura ai treni rimane l'obiettivo prioritario del territorio astigiano» ...



Non abbiamo al momento altri dettagli, ma la nota dell'amministrazione comunale ci pare chiarisca la posizione che la città di Asti intende sostenere e che differisce parecchio dal progetto che poche settimane fa era stato presentato a Moncalvo, cioè "Greenway in Monferrato", un tracciato di 51 chilometri di ciclabile lungo i binari della ferrovia da tempo (inopinatamente) dismessa.

In attesa di conoscere più a fondo i dettagli della proposta, esprimiamo il nostro plauso ad una ipotesi progettuale alternativa alla trasformazione della linea ferroviaria in ciclovia ribadendo la nostra posizione, che crediamo comunque già abbastanza chiara e motivata da tempo: prima di sancire la sostituzione della strada ferrata (tra Asti e Casale, come in ogni altra tratta) occorre discutere seriamente - e con tutti i cittadini - dell'utilità collettiva di questa opzione. Cioè: occorre prima di tutto che la popolazione locale "scelga" di non avere più bisogno di linee ferroviarie; soltanto in questo caso avrebbe senso procedere nella loro sostituzione con piste ciclabili.

Questo dibattito, al momento, è carente. E noi siamo certi che un territorio "intelligente" non possa considerare l'abbandono totale delle tratte ferroviarie come un sostenibile strumento per il proprio sviluppo.
Forse il Comune di Asti lo ha compreso ? Ce lo auguriamo. E restiamo in attesa di conoscere i dettagli di un progetto che potrebbe andare in questa direzione ...

Per conoscere meglio le caratteristiche del progetto "Vento", vi suggeriamo di leggere questo nostro contributo del settembre 2012: http://www.altritasti.it/index.php/archivio/ambiente-e-territori/1472-esempi-di-sviluppo-utile-una-nuova-strada-da-venezia-a-torin