Vita da (elettro)smog



di Sara Deflorian.


Rivolgo il mio appello a chi come me (ormai cinque anni fa) ha pensato fosse giusto o penserà giusto privarsi delle comodità della città e di qualche sfizio superfluo per dare la possibilità ai propri figli di vivere il più possibile in un ambiente sano, lontano da smog e caos: non fidatevi … delle apparenze, dei vincoli paesaggistici, delle denominazioni altisonanti (Siti di Importanza Comunitaria, Rete natura 2000), delle Direttive comunitarie 92/43/CEE “Habitat” per garantire il mantenimento a lungo termine degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna minacciati o rari a livello comunitario, di chi dovrebbe applicarle perché - come nel mio caso - potreste avere un brutto risveglio ...

Potreste scoprire un bel giorno di aprile che una ruspa sta scavando, a meno di 50 metri da casa vostra nei boschi protetti da tutte quelle belle direttive, una fossa dove verranno cementificate le vostre speranze nei pilastri che reggeranno uno di quei fantastici monumenti alla modernità, le antenne delle stazioni radio base per telefonia mobile, che come funghi stanno spuntando non solo nel nostro territorio, ma in tutta Italia. Sono considerate opere di urbanizzazione, alla stregua di fognature e acquedotti … innocue … ma quando ho provato a chiedere all’Amministrazione Comunale, alle figure che più la rappresentano, Sindaco e Assessori, chi volesse “accogliere” la “mia” - un “modesto” traliccio di acciaio alto più di 30 metri con una decina di parabole in cima - nel proprio giardino di casa, nessuno si è fatto avanti …

Il Comune, infatti, “tutela” la salute e gli investimenti dei propri cittadini non programmando, come avrebbe il dovere di fare, un “piano dei siti compatibili” per l’installazione delle stazioni radio base, cosicché non avrete modo di sapere se i vostri sforzi per allontanarvi dalla giungla di antenne che è la città, saranno vanificati dalle esigenze “superiori” di un operatore di telefonia mobile.

Ancor più divertente è la storia del regolamento comunale che dovrebbe regolamentare la localizzazione degli impianti: esiste, è un po’ vecchiotto … del 2001, la legge regionale del 2004 prevede che i comuni ne adottino uno ed il Comune di Asti ce l’ha … peccato che lo disapplichi in toto perché, in teoria, superato dalla stessa legge regionale e da quella statale che ne prevedono l’applicazione … il “paradosso dell’antenna”.

Il mio caso, però, è ancora più simpatico … infatti, mi ritrovo a fare i conti con questa antenna perché, qualche anno fa, il Comune, per vendere un proprio immobile, ha chiesto ai gestori telefonici di rimuovere le antenne posizionate sopra di esso e da allora gli stessi gestori stanno cercando luoghi alternativi con proprietari che si “sacrifichino” ad affittare i propri terreni per l’installazione delle stazioni, naturalmente vicino alle case di altre persone e non alle proprie. Infatti, la cosa “strana” è che queste antenne nessuno le vuole e, anche nel mio caso, l’antenna provvisoria posizionata vicino ad altre case è stata mal accettata.

L’Amministrazione comunale,quindi, si è giustamente mossa per trovare una soluzione al problema avviando la ricerca di siti alternativi; alcuni, lontani da tutte le case, sarebbero anche andati bene, ma i costi di elettrificazione per il “povero” gestore sarebbero stati troppo alti … così la scelta è caduta su un terreno che era vicino ad altre case … ma queste avevano il “pregio” di non essere abitate, nel mio caso perché in ristrutturazione e nel caso dei miei vicini perché in vendita.
Nel corso dei vari sopralluoghi che si sono tenuti, in presenza di amministratori e tecnici comunali e persone del posto, a nessuno è venuto in mente che forse una telefonata ai proprietari di quelle case sarebbe stato il caso farla … (o forse no): nel corso degli incontri che ho avuto con l’Amministrazione naturalmente è emerso che la colpa era mia, in quanto non mi ero informata sufficientemente … in quanto da parte di tutti ci sarebbe stato l’interesse a dare massima diffusione alla notizia che vicino alla mia futura casa avrebbero installato un traliccio di trenta metri … non so perché ma questa tesi a dir la verità mi lascia qualche dubbio.

Per concludere preciso, se non si fosse capito, che la stazione radio base verrà edificata in un’area di interesse comunitario, ma la Direzione regionale competente ha ritenuto di non dover avviare per questo intervento nessun tipo di valutazione “d’incidenza” (impatto sull’habitat) e la Soprintendenza non si è espressa in nessuna forma né orale né scritta. Naturalmente le emissioni elettromagnetiche rispetteranno i limiti di legge; speriamo tra dieci-vent’anni di non dover assistere ad un nuovo caso “amianto”, ma questo è un problema legato a tutte le installazioni, soprattutto in città dove è difficile coglierne la concentrazione, visto, per l’appunto, la mancanza di un piano generale che ne disciplini la localizzazione.  

In questa vicenda, ho trovato il sostegno di molte persone che come me credono in un mondo ''diverso'' da quello che ci vendono i poteri forti, ho trovato l’interesse da parte delle associazioni ambientaliste, che veramente si spendono per tutelare - visto che lo Stato istituzione non lo fa bene - la terra e i suoi abitanti e ho trovato l’ascolto da parte delle persone che veramente e disinteressatamente si dedicano alla Politica - le conto su una mano - che hanno accolto la mia istanza e la mia legittima preoccupazione.

Ma non finisce, continuerò questa mia piccola e modesta “lotta”, anche con iniziative “simboliche”, quale lo SPEGNIFONINO: UN'ORA SENZA IL CELLULARE..... UNA SFIDA CON SE STESSI E CON CHI CI VUOLE SEMPRE CONNESSI..., il 30 di ogni mese dalle 20 alle 21 (almeno un’ora!), che ad aprile ha avuto più di 100 adesioni...
Sembra poco, ma sono certa che ogni mese crescerà: diciamolo a tutti che non serve per forza il cellulare di ultima generazione o la linea più veloce per renderci felici, ma – e l’ho provato in questa occasione – la vicinanza, l'ascolto e la condivisione ... me lo insegnano per primi i miei figli che, diversamente da noi adulti, riescono a vivere serenamente senza cellulare, usano altro per comunicare: il gioco, gli abbracci, un sorriso, un bel disegno per la mamma, un girotondo, l’infangarsi nella terra, una partita a calcio con papà, la rinuncia per un altro, un bel castello di sabbia, l’invito a casa degli amichetti, una passeggiata nel bosco … e noi “grandi”, cosa stiamo perdendo!

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