Molte ombre sull'Asp di Asti

di Alessandro Mortarino.

Le dimissioni del presidente e del vice presidente della ex municipalizzata di Asti, ad appena otto mesi dal loro insediamento, possono essere lette e interpretate in molti modi. E' indubbio, però, che anche in questa vicenda emerga un limite da cui pare impossibile districarsi: come viene scelto un vertice ? Su quali parametri ? In base a quali visioni indicate da Sindaco e amministrazione comunale ? ...

Che un neoeletto Sindaco decida di sostituire i componenti del consiglio di amministrazione di una società di cui il comune è socio di maggioranza al 55%, a noi non scandalizza: ci pare legittimo disporre di garanti di assoluta fiducia.
Ma questi garanti - scelti per capacità, competenze, esperienza - prima di essere nominati immaginiamo siano stati opportunamente consultati e abbiano mostrato al "nominante" (cioè il Sindaco) di condividere in pieno un indirizzo (tecnico, gestionale, politico) ed essere pronti per trasformare una visione in un progetto d'azienda.

Nel caso dell'Asp c'è da domandarsi quale sia la visione di partenza (del Sindaco), date le motivazioni addotte dai dimissionari: scarsa autonomia e la "invadenza" di un Primo Cittadino che in altre stanze lavora per costruire il percorso dell'impresa pubblica (ma non troppo pubblica ...),ignorando e non coinvolgendo neppure il numero uno e due di quella stessa azienda.

Se c'è una visione (la possiamo chiamare anche "linea politica") allora il presidente, il suo vice e l'intero Cd'A possono - e devono - avere il massimo respiro per agire.
Non è il nostro caso.
Dunque il problema nodale è: senza una visione preventiva un'azienda (ma anche un comune) muore.
E una visione è il frutto di un lavoro progettuale trasparente e condiviso non solo con la propria maggioranza ma con tutti quei soggetti della società civile in grado di esprimere suggerimenti e stimoli.

Dalle parole del presidente di Nos SpA, il socio privato che detiene il 45% di Asp, è facile comprendere che una visione non esisteva otto mesi fa e, tanto meno, brilla oggi.

Parcheggi sotterranei in piazza Alfieri: in una delle città più inquinate d'Italia hanno senso ?

Teleriscaldamento in una zona diversa dall'area dell'ospedale: ma Asp e Aec non avevano sempre sostenuto che non fosse remunerativo, tanto da dire: o in ospedale oppure nulla ?

E poi ... Niente d'altro ?

Ma allora in quali stanze si stanno ipotizzando le mille meraviglie dell'Asp del futuro ?

Chi sono i progettisti ?

Domande che presupporrebbero risposte. Ma la cosa pubblica, ad Asti, continua ad essere una questione di chi detiene il potere pro-tempore.

E il contrario di pubblico non è "privato".
Ma "segreto", "riservato", "esclusivo" ...

Commenti  

0 #1 Mario 2018-10-10 13:05
Questa situazione la dice lunga sui personaggi che hanno vinto le scorse elezioni amministrative. In poche parole possiamo dire che non mostrano una elevata capacità di amministrare il bene pubblico.
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