Aspettavamo il treno. Un mezzo che può salvarci l'esistenza

Qualche "semplice dato" per capire il ruolo dei servizi pubblici e il rapporto con l'ambiente (brevi appunti distribuiti dal Forum Salviamo il Paesaggio durante il passaggio del treno a vapore tra Asti e Canelli lo scorso 11 novembre).
Aspettavamo il treno, questo treno. Un treno che sembrava non dovesse mai arrivare: eppure prima c'era. Ma ora non più.
Non un semplice ritardo, non una pura attesa ma qualcosa di molto più grande e apparentemente definitivo. I treni sono come i desideri: li immagini e loro si fanno attendere. Ma i desideri si costruiscono le loro risposte e, spesso, riescono a materializzarle. Così i treni.
E così questo treno. Che ora è tornato, sta tornando ...

Già: ma che cos’è un treno ?
Ci verrebbe voglia di rispondere che è semplicemente un mezzo di trasporto.
Come l’automobile, la bicicletta, l’aereo o il monopattino.
Come il pattìno lontano dalla battigia.
Come l’elicottero, gli sci, i bob, le moto, i motorini, le motorette e i molti moti tecnologicamente innescati.

Solo un mezzo di trasporto o un mezzo di comunicazione ?

Un mezzo per mettere in comunicazione persone lontane, per avvicinare.

Il treno è stato il primo vero e proprio veicolo di trasporto di massa e in molti casi ha rappresentato un punto di svolta per l'evoluzione industriale delle nazioni ottocentesche, arrivando quindi a rivestire per molti anni un ruolo centrale nella struttura politica, economica e sociale delle nazioni, conquistando un posto di primo piano nell'immaginario collettivo.
Oggi non è più così: del treno, della ferrovia ci dicono che possiamo tranquillamente farne a meno.
Tanto la benzina costa poco e in ogni angolo di mondo se ne trovano barili e barili e barili …
E poi c’è internet: vuoi viaggiare ? Usa il mouse.
Vuoi spostarti ? Usa la tastiera.
Nessun mezzo è più veloce …

O no ??????

Il treno non è un mezzo da abbandonare. Anzi, è il mezzo che può salvarci l'esistenza. Un mezzo, dunque, “politico”: per trasformare il mondo e cambiare la vita. Basterebbe osservare qualche dato. Ad esempio:

3.378 morti in incidenti stradali e 246.750 feriti gravi lo scorso anno (Dati Aci-Istat), con costi sociali pari a 19,3 miliardi di euro, l'1,1% del PIL nazionale.

24 mesi di riduzione dell’aspettativa di vita nelle aree urbane più inquinate a causa dello smog prodotto dal traffico (Dati Oms, Organizzazione Mondiale della Sanità).

Oltre 8 mila decessi prematuri l’anno, nelle 13 principali città italiane, attribuibili a concentrazioni di PM10 superiori ai 20 microgrammi per metro cubo (Dati Oms, Apat) ...

Oltre 37 milioni di auto circolanti in Italia, il 17% dell’intero parco veicolare europeo a fronte di una popolazione pari al 7% di quella dell’intero continente (Dati Legambiente).

15 kmh è la velocità media degli spostamenti in auto nelle aree urbane; nelle ore di punta, nelle grandi aree urbane, si scende a 7kmh (Dati Confcommercio).

142 miliardi di euro di Pil negli ultimi dieci anni: tanto è costata al nostro Paese la congestione delle reti di trasporto (Dati Confcommercio).

Oltre il 50% delle città europee più inquinate si trova in Italia, in particolare nella pianura padana (Dati Ocse, Legambiente).

Quasi 4 bambini su 10 (37,3%) tra i 6 e i 9 anni sono in sovrappeso o obesi a causa della cattiva alimentazione e della quasi totale assenza di attività fisica. Circa il 90% dei bambini va a scuola in auto anche se l’istituto dista solo pochi minuti a piedi da casa (Dati dell’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Consiglio nazionale delle ricerche).

Il 35% della popolazione è esposto a una rumorosità da traffico stradale superiore ai livelli di tolleranza per la salute umana (Dati Europeean Environmental Agency)

Circa 317 euro al mese è la spesa media delle famiglie italiane per mantenere l’automobile: oltre 3.800 euro all'anno. Per il tempo libero si spende un terzo di quella cifra (105 euro) (Dati Istat).

… dobbiamo continuare? …


Dal treno
sfilano veloci
pezzi di terra
sconosciuti,
retrobottega, ammassi,
giardini semi incolti,
cocci di vita
che dalle strade
in ordine
non si colgono.
Dal treno
viene allo scoperto
il vero mondo
di chi si lega
all’apparire.
Alda Merini

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0 #1 Roberto Borri 2018-11-22 18:50
CAUSE D'INCIDENTE FERRROVIARIO

DATI ISTAT, 2016

Violazione di norme, 48%
Fattore umano, 15%
Presenza di veicoli in passaggi al livello, 14%
Presenza di pedoni in passaggi a livello, 8%
Altre terze parti, 8%
Sistemi ferroviari, 6%
Condizioni atmosferiche, 1%


RIPARTIZIONE INCIDENTI SIGNIFICATIVI

DATI FS 2016, AL NETTO DI PRESENZE INDEBITE
Urto contro veicoli stradali, 26.7%
Manutenzione, 26.7%
Indebita salita o discesa, 20%
Errata esecuzione di procedure, 20%
Dissesto idrogeologico, 6.6%


DINAMICHE INCIDENTI FERROVIARI

DATI ISTAT, 2007 ÷ 2016
Collisione tra treni, 4.9%
Deragliamento, 5.8%
Passaggio a livello, 15.6%
Coinvolgenti materiale rotabile in movimento, 68.1%
Incendio od esplosione di materiale rotabile, 2.6%
Altri tipi di incidenti, 3%
ed urti in manovra o di mezzi d’opera, fuoriuscita di merci pericolose.
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