Un'ipotesi gestionale per le ferrovie UNESCO a cavallo fra Monferrato e Langa

di Angelo Marinoni.

L'avvio a partire dall'11 novembre 2018 dell'effettuazione di treni storici da parte di Fondazione FS sull'originale percorso Asti - Castagnole Lanze - Nizza Monferrato consente, anzi incentiva, a ipotizzare scenari di ripristino funzionale di una sottorete dalle elevate potenzialità, potenzialità di cui il successo del treno storico è una delle dimostrazioni.
Dal punto di vista infrastrutturale in questo articolo verrà considerata una nuova ipotesi gestionale delle tratte Alessandria - Cavallermaggiore e della diramazione Castagnole Lanze - Asti - Mortara.
Il tratto Casale - Mortara è in fase di ripristino e verrà esercito dalla primavera del 2019, mentre la tratta da Alba in poi verso Cavallermaggiore subisce due gestione diverse ...


Figura 1. La sottorete in esame, in rosso le interruzioni, in blu le linee aperte ma senza servizio viaggiatori e in verde la relazione attualmente sospesa che si intende promuovere in attesa della risoluzione delle criticità infrastrutturali.



La tratta non è più riconoscibile secondo lo schema RFI e per inquadrare la situazione allo stato novembre 2018, periodo dell'effettuazione del primo treno storico, occorre descriverne lo status per sezioni:

1) Alessandria - Nizza Monferrato: servizio viaggiatori e merci sospeso, lo stato dell'infrastruttura richiede l'aggiornamento degli interveniti di manutenzione ordinaria non effettuati dal 2013 e di ripristino degli impianti vandalizzati;

2) Nizza Monferrato - Castagnole Lanze: servizio viaggiatori solo turistico, lo stato dell'infrastruttura richiede minimi adeguamenti per il servizio commerciale;

3) Castagnole Lanze - Alba: servizio viaggiatori e merci sospeso sine die, lo stato dell'infrastruttura è compromesso e necessita interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria valutati in 27Mio di euro per il ripristino e 51 Mio di Euro per la predisposizione all'elettrificazione;

4) Alba - Bra: servizio viaggiatori attivo come parte della linea SFM4 Alba - Torino Stura;

5) Bra - Cavallermaggiore: servizio viaggiatori attivo come linea SFMB;

6) Diramazione Castagnole delle Lanze - Asti:  servizio viaggiatori solo turistico, lo stato dell'infrastruttura richiede minimi adeguamenti per il servizio commerciale, annunciato per giugno 2019.

7) Asti - Moncalvo: servizio viaggiatori e merci sospeso, lo stato dell'infrastruttura richiede l'aggiornamento degli interveniti di manutenzione ordinaria non effettuati dal 2013 e di ripristino degli impianti vandalizzati;

8) Moncalvo - Casale Monferrato: servizio viaggiatori e merci sospeso sine die, lo stato dell'infrastruttura è compromesso e necessita interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria per il ripristino di una galleria;

9) Casale Monferrato - Mortara: servizio viaggiatori ripristinato nella primavera del 2019, infrastruttura in fase di ammodernamento e rinnovo impianti.

Attualmente le tratte Alessandria – Castagnole Lanze e Asti - Casale Monferrato - Mortara sono gestite come trasporto pubblico locale con autobus extraurbani nel bacino della Provincia di Alessandria, la tratta Asti - Alba come trasporto pubblico locale con autobus extraurbani della Provincia di Cuneo.
Il servizio ex tpl Provincia di Alessandria è modesto quanto a programmazione e non integrato, il servizio ex tpl Provincia di Cuneo ha maggiori margini di efficienza, ma efficacia complessiva sottodimensionata alle esigenze del bacino sui cui insiste la tratta.
Viene soddisfatta  una domanda scesa a un quinto rispetto alla gestione ferroviaria, domanda che era andata via via riducendosi nel periodo 2009 - 2012 a seguito di una programmazione inefficace e una scarsa affidabilità del vettore ferroviario, nell'anno precedente la sospensione, per esempio, sulla tratta Alessandria - Castagnole Lanze si sono registrate soppressioni di treni fino all'80% dei programmati.

Attualmente la domanda potenziale generata dalla mobilità locale su mezzo pubblico, dalla mobilità locale incentivata all'uso del treno da una programmazione efficace e dalla domanda di mobilità generata dal turismo oltre la necessità di una infrastruttura trasversale che connetta in maniera efficace e sostenibile la piana cuneese con la pianura padana impongono un rapido ripristino dell'infrastruttura esistente attraverso una riapertura per fasi con una offerta adeguata a intercettare tutti i flussi e costituire volano di sviluppo economico sostenibile.

Nonostante siano molti gli esempi che hanno dimostrato quanto una ferrovia efficace incida positivamente sulla ricchezza complessiva di un territorio, ancora si fanno analisi costi-benefici di breve periodo che considerano solo i flussi di cassa generati dall'investimento ignorando come varino quelli che si interfacciano indirettamente con l'infrastruttura.
L'aumento della qualità della vita, la ricchezza indotta dallo sviluppo economico, i flussi demografici positivi riguadagnati da un territorio "pendolabile" rispetto a un centro economico maggiore sono potenti benefici che nelle analisi di cassa non entrano nonostante in un processo decisionale rispetto ad un investimento ferroviario costituiscano un importante voce del costo-opportunità.
Si ritorna ad un principio base del processo decisionale di un decisore pubblico: avendo l'opportunità di fare un investimento la prima domanda da porsi non è quanto costi, ma quanto costi non farlo.
Il contesto monferrino e langarolo costituisce un limpido esempio di quanto sia alto e distrattamente - quanto ferocemente - pagato dai territori il costo opportunità della decisione della classe dirigente di mantenere chiuse le ferrovie locali in termini di impoverimento economico e demografico.

L'investimento proposto è per fasi e potrebbe partire da subito (giugno 2019):

    - da linea bus Asti - Alba a servizio integrato ferroviario Asti - Castagnole e Asti/Castagnole - Alba

    - cadenzamento e integrazione nel sistema ferroviario regionale linea bus Alessandria - NIzza Monferrato - Castagnole Lanze

    - cadenzamento e integrazione nel sistema ferroviario regionale linea bus Asti - Moncalvo - Casale Monferrato

Oneri infrastrutturali nessuno
 
Fase successiva da dicembre 2019

    - gestione ferroviaria Alessandria - Nizza Monferrrato - Castagnole Lanze - Asti con ponte su gomma Castagnole Lanze - Alba.

    - cadenzamento e servizio integrato ferro-gomma Asti - Moncalvo - Casale Monferrato - Mortara

Onere infrastrutturale attualmente non previsto è il completamento del ripristino funzionale da Nizza Monferrato a Cantalupo (non esistono sulla tratta criticità infrastrutturali diverse da quelle derivanti dalla mancata manutenzione ordinaria e atti vandalici) della linea Alessandria - Castagnole delle Lanze.
 
Fase successiva da dicembre 2020

    - Gestione ferroviaria Alessandria - Nizza Monferrato - Castagnole Lanze - Asti con ponte su gomma Castagnole Lanze - Alba e Moncalvo - Casale Monferrato

 Onere infrastrutturale attualmente non previsto è il ripristino funzionale della tratta abbandonata Asti - Moncalvo sulla quale non esistono criticità infrastrutturali diverse da quelle derivanti dalla mancata manutenzione ordinaria e atti vandalici.
 
Ultima Fase, presumibilmente dicembre 2021
Ripristino completo del sistema ferroviario dell'area attraverso l'integrazione delle linee:

    - Asti - Alba

    - Alessandria - Castagnole Lanze

    - Asti - Casale Monferrato - Mortara

Oneri infrastrutturali attualmente non previsti sono il ripristino funzionale della tratta abbandonata Moncalvo - Casale Monferrato e la risoluzione criticità infrastrutturale della galleria di Ozzano Monferrato che insiste sulla tratta.
Oneri infrastrutturali previsti e attualmente in attesa di finanziamento sono il ripristino funzionale della tratta abbandonata Castagnole delle Lanze - Alba e la risoluzione delle criticità infrastrutturali relative alle gallerie che insistono sul percorso.
 
I flussi attuali che un servizio cadenzato sul percorso provvisorio Alessandria - Castagnole - Asti (- Moncalvo) andrebbe a intercettare sono Castagnole-Costigliole-Isola-Asti (i cui numeri di frequentazione sulla ferrovia limitata a Castagnole nel 2010 sono superiori all'attuale servizio automobilistico Asti - Alba), cui si associano i pendolari e gli occasionali e sistematici su Torino che ora raggiungono Asti in auto e minoritariamente in pullman, il flusso Monferrato e Prima Langa - Alessandria che ora viaggia quasi esclusivamente in auto cui si aggiungono quegli spostamenti sistematici fra Nizza Monferrato e Alessandria ora rarefatti dall'assenza di offerta di trasporto pubblico fruibile.

Alessandria per Langa e Monferrato o della mobilità monferrina intercettando quei flussi pendolari ora rarefatti.
I flussi potenziali sono il gradiente di quelli attuali incrementati da un'offerta dignitosa, la mobilità pendolare indotta dalla pendolabilità stessa della tratta: avendo una possibilità di trasporto pubblico possono essere accettati incarichi più lontani da casa, la raggiungibilità consente a molte opportunità di essere colte e a trasporti occasionali tramite mobilità insostenibile di diventare trasporti sistematici su mobilità sostenibile.
Alessandria per Langa e Monferrato significano collegamento diretto con la Lombardia.

In figura 2 una ipotesi che non tiene conto degli adeguamenti di alcune fermate a punti di incrocio, ma che costituisce un metodo di lavoro e un eventuale punt di arrivo di una gestione omotachica.

Figura 2: bozza di ipotesi gestionale che prevede tutte le fermate su tutto il percorso. E' anche ipotizzabile un servizio integrato ferro-gomma con meno treni piu' veloci che effettuano fermata solo a Nizza M. e Canelli intervallati ad autobus che fanno servizio omnibus come è pensabile un servizio eterotachico ferroviario.
La bozza ha solo valore di metodo di lavoro per costruire l'orario e non costituisce una proposta d'orario.



Conclusioni
 
Premesso che la risoluzione delle criticità infrastruttura relativi alle gallerie di Ozzano fra Moncalvo e Casale Monferrato e Ghersi fra Castagnole delle Lanze e Neive non costituiscono un investimento particolarmente importante rispetto a quanto normalmente investito per il sistema stradale e in relazione alle dimensioni degli investimenti sulla rete AV e in genere sulla rete fondamentale, è possibile pensare a una riprogettazione del sistema trasportistico dell’area del Monferrato e della prima Langa massimizzando lo sfruttamento dell'infrastruttura già rimessa in efficienza e aggiornata e pensando di intervenire su quanta parte della rete del sottosistema necessiti solo dell’aggiornamento delle manutenzione ordinaria non eseguita nel corso degli anni di sospensione dell'esercizio.
Un ripristino funzionale delle sottotratte realizzato per singole tratte rischierebbe in alcuni casi di non trovare sufficiente giustificazione industriale, anche se troverebbe comunque sufficiente giustificazione rispetto al tema della mobilità sostenibile ed a uno sviluppo economico sostenibile, in primis il turismo più volte invocato.
Facendo riferimento alla figura 1 si evince la nuova relazione regionale Moncalvo – Alessandria via Asti e Castagnole delle Lanze, la linea dove va sinergica e integrata da due autoservizi:

- Moncalvo – Casale Monferrato

- Castagnole delle Lanze – Alba.

Si verrebbe a creare una metropolitana del Monferrato in grado di relazionare la Langa al Monferrato Casalese passando dalle terre del Barbera Nizza.
La relazione trova giustificazione industriale nello sfruttamento adeguato dell’infrastruttura ripristinata fra Castagnole delle Lanze e Nizza Monferrato che costituisce valore aggiunto e di cui il ripristino della tratta residua Nizza Monferrato – Cantalupo costituirebbe costo marginale.
Un investimento ex novo, comunque non particolarmente gravoso, sarebbe costituito dal ripristino funzionale del tratto Asti – Moncalvo che potrebbe anche essere cronologicamente successivo prevedendo un pre-esercizio Alessandria – Asti via Castagnole delle Lanze ovviamente non fruito come relazione fra i due capoluoghi, ma come relazione fra le località interne  come da figura cv dove si riassumono i flussi attuali e potenziali che insistono sulla relazione.
Va altresì considerato il nodo di Nizza Monferrato che con la linea Asti – Acqui Terme completa il panorama monferrino con l’acquese e l'ovadese.

L'ipotesi gestionale è un cadenzamento orario sull’intero percorso ottimizzando il nodo Alessandria e il nodo Asti e il nodo Nizza Monferrato.
Le esigenze di relazione alla rete oltre alle connessione del territorio su cui insiste il tracciato sono quelle di connettere la Valle Belbo al nodo di Alessandria quindi Genova e Milano nel limite delle compatibilità fra sistemi regionali non dialoganti e al nodo di Nizza Monferrato quindi Acqui Terme e la Valle Tanaro e la Valle Cerrina al nodo di Asti quindi Torino/Genova.

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