Il sistema a tempo zero dell'Asl di Asti: una negazione del diritto alla salute

di Luisa Rasero.
Giovedì 3 gennaio, giorno scelto accuratamente per la visita: non il 2 gennaio perché è subito dopo Capodanno e chissà quanta gente ci sarà; non il 4 perché è venerdì, e prima del fine settimana figuriamoci. Ebbene, alle sei del mattino di un anonimo giovedì 3 gennaio, ci sono già 23 persone in coda. A che ora sarà arrivato il primo, nella gelida mattinata invernale? Alle cinque, alle quattro? E che cosa succede in giorni un po' più critici?...

Fino alle sette bisogna autogestirsi, non c'è biglietteria, si chiede "chi è l'ultimo?". E siamo nell'era dell'algoritmo, dell'industria 4.0! Alle sette arriva una guardia giurata che distribuisce i pre-numeri, secondo l'ordine artigianale che i presenti si sono autonomamente dati. Alle otto si aprono gli sportelli e si viene chiamati per ricevere il numero definitivo per il tipo di visita che si deve fare. Per ogni specializzazione c'è un numero stabilito, se i posti sono 10 e tu sei l'undicesimo... sei fuori! Come in una lotteria o in un talent. Ritenta sarai più fortunato.

Ti sei alzato praticamente in piena notte? Hai dovuto chiedere un permesso sul lavoro? Peggio per te. Se sei stato fortunato, andrai di corsa a pagare il ticket e potrai finalmente accomodarti (accomodarti? Meglio tralasciare il concetto di comodità...) nell'ambulatorio di tua competenza, e affrontare l'ultima coda di questa trafila.

Chiedo ai dirigenti dell'Asl di Asti: in tutta coscienza, pensate che questo girone infernale possa essere percorso e sostenuto da una persona anziana? O da un bambino? O da una persona semplicemente debilitata visto che, alla fin fine, stiamo parlando di visite mediche e non di passatempi?

Sembra che ai piani alti dell'Asl ci si vanti pure di aver risolto in tal modo il problema delle liste d'attesa. Bella soluzione, diciamo che si tratta piuttosto di una istigazione a ricorrere alla sanità privata: chi appena può vi ricorrerà per disperazione! Ed è un peccato, perché il sistema sanitario pubblico da 40 anni è un fiore all'occhiello del nostro paese, con alti livelli di qualità, come attestano gli organismi internazionali e come noi troppo spesso ci dimentichiamo.
Spiace che pratiche stupide e irresponsabili come il "tempo zero" contribuiscano a mettere la sanità pubblica in cattiva luce presso gli utenti.
I dirigenti dell'Asl di Asti ci ripensino.

Luisa Rasero



Le risposte dell'ASL di Asti
Ringraziando l’autrice della lettera di critica in riferimento al Sistema “Tempo 0”, perché consente all’ASL AT di puntualizzare punti di forza e debolezza dello strumento in adozione ormai da dieci anni, corre l’obbligo di precisare quanto segue.
In primo luogo, ci preme evidenziare che l’andamento dei “flussi” di accesso a questo servizio é costantemente monitorato. Tale metodologia ci permette di constatare che il 3 gennaio, data indicata dalla lettrice, solo per l’oculistica «un solo» utente non è stato visitato. Per tutte le altre specialità, i cittadini hanno trovato soddisfazione alle loro richieste. Peraltro la lettrice non dichiara per quale specialità si era recata al Tempo Zero e non dice se sia riuscita a sottoporsi a visita o no.
Preme ancora sottolineare, che i posti per le varie branche specialistiche sono stabiliti in base ad un’analisi «storica» degli accessi, costantemente aggiornata. Tale metodologia ha reso necessario l’implementazione dei posti per l’Oculistica e la Dermatologia che, da settembre, sono stati potenziati con due sedute pomeridiane aggiuntive per entrambe le specialità.
L’Azienda, nei dieci anni del Tempo Zero, ha periodicamente verificato se il servizio sia apprezzato dai cittadini: le verifiche hanno sempre dato esito positivo. In particolare, l’utenza apprezza soprattutto il fatto di poter essere sottoposta a visita in tempi immediatamente successivi alla prescrizione del medico curante, praticamente da un giorno all’altro. Nelle realtà che non utilizzano il Tempo Zero la metodologia della prenotazione comporta tempi standard di attesa tra i 30 e i 60 giorni. L’Azienda, infine, continua ad invitare i cittadini a non presentarsi al mattino prima delle sette, poiché dall’analisi dei dati costantemente effettuata, emerge che, fatte salve situazioni eccezionali «di punta», tutti gli utenti che si presentano per usufruire delle prestazioni, riescono ad essere sottoposti a visita specialistica.
Ufficio stampa Asl - at

Commenti  

0 #1 gianfranco monaca 2019-01-16 10:12
ho fatto presenti all'URP le mie considerazioni sull'esperienza da me stesso vissuta in dicembre
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