Considerazioni e domande di Cittadinanzattiva su Piano del Traffico di Asti

Cittadinanzattiva Piemonte EPS (ente di promozione sociale), Sezione di Asti, rispondendo all’invito ad intervenire secondo propria competenza ed in virtù dell’impegno alla promozione sociale sancito dal proprio Statuto, si pregia di presentare il seguente breve documento e sottoporlo alla Vostra attenzione. Si tratta soprattutto di richieste di approfondimento sul metodo in funzione degli obiettivi espressi, sulle proposte progettuali ed alcune osservazioni di principio. Ci riserviamo la possibilità di modificare, integrare e aggiungere osservazioni a seguito della presentazione della versione definitiva del Piano e della sua approvazione in Giunta....



1 - Gli obiettivi espressi
Al paragrafo 1.2 “Finalità del progetto”, si legge Il P.G.T.U., rappresenta lo strumento di pianificazione e di gestione della mobilità della Città negli aspetti più direttamente legati al traffico, in termini di inquinamento acustico ed atmosferico, di occupazione di spazi pubblici da parte delle auto, di barriere alla mobilità e alla socialità.
La finalità qui descritta in una frase ci pare di altissima qualità. In altre parole: non è la maggiore e più la facile vivibilità della città da parte della popolazione tutta l’obiettivo di qualunque politica urbana?
Dunque, se, come si dice in premessa, a proposito della prima fase di progetto, il “Documento di Piano” tiene conto sia dell’esame dello stato attuale del sistema dei trasporti urbani di Asti che delle linee di indirizzo sulle politiche della mobilità avanzate dall’Amministrazione Comunale sulla base delle quali è stato costruito il “progetto” del Piano stesso, va da sé che le indicazioni ricevute sono il seguito di una attenta analisi della popolazione e delle sue esigenze come ogni politica vorrebbe. A questo riguardo, vorremmo sapere, se è noto:

- quante persone residenti in Asti e frazioni sono portatrici di disabilità motoria o intellettiva;

- quante persone residenti in Asti e frazioni hanno una età superiore ai 70 anni;

- quante persone usano mezzi pubblici per transitare in città o recarsi da o verso le frazioni; da o verso la stazione ferroviaria;

- quante persone di età scolare sono servite da mezzi pubblici per il tragitto casa/scuola.

Inquinamento acustico ed atmosferico: ci paiono cose diverse, in ogni caso di difficile soluzione definitiva.
Quali dati reali sono stati considerati non solo nella parte di indagine ma anche nella prospezione nel tempo attuando il progetto? In quali luoghi sono stati raccolti i dati ed in quali tempi nel corso degli ultimi anni? In diversi periodi dell’anno? Si può valutare un significativo vantaggio la costruzione di un parcheggio interrato al centro della città per tutte le persone in termini ecologici ed in termini di costi/benefici? In quale modo è possibile valutare tale vantaggio futuro? Si è considerato quanto inquinamento acustico ed atmosferico verrebbe spostato concentrandosi nei margini del centro storico solo in parte chiuso al traffico?

Occupazione di spazi pubblici da parte delle auto: è stata valutata la possibilità di utilizzare spazi per il parcheggio a corona della città, parcheggi di interscambio con rivisitazione della mobilità pubblica, fermo restando la restituzione di piazza Alfieri a “salotto” cittadino?

Barriere alla mobilità e alla socialità: ci sembra che intervenire sulle barriere alla mobilità e alla socialità sia il punto nodale che potrebbe guidare una progettazione urbana complessiva, ovvero rendere la città, i suoi servizi, le scuole,... accessibili a tutti.
Dunque, per quel che riguarda la mobilità: quali dati riguardanti la mobilità pubblica sono stati presi in considerazione? Esiste anche un Piano della mobilità pubblica cui questo Piano del traffico possa coordinarsi? Come interagisce con la mobilità da o verso le frazioni e da o verso la stazione ferroviaria?
Per quel che riguarda la socialità: quali dati riguardanti le caratteristiche della popolazione sono noti? Si è costruito il Piano in relazione a queste caratteristiche? Si sono individuate aree dedicate alla socialità oltre alla piazza Alfieri e piazza San Secondo?

2 – Il metodo
Non ci sono dubbi sulla convenienza di adottare un percorso circolare nella progettazione: indagine - condivisione - progetto - condivisione - monitoraggio. Riteniamo che partecipazione, condivisione possano risultare utili sia nella fase di indagine che in quella di verifica e soprattutto possano generare una azione formativa, una presa di coscienza sul modo responsabile e sostenibile di vivere la città da parte dei cittadini. Quali azioni sono previste in tal senso?

3 - Progetto
Riteniamo che la proposta di realizzare un parcheggio interrato in piazza Alfieri non possa essere una soluzione ai problemi della sosta e del traffico sia per le evidenti criticità da un punto di vista realizzativo sia perché in tal modo verrebbe incentivato un accesso ad una delle zone significative della città.
Riteniamo che un tale impegnativo intervento non sia favorevole nel rapporto costi e benefici. Inoltre, si tratta di un’opera irreversibile che condizionerà pesantemente future scelte di pianificazione urbana.
Pensiamo che altre aree della città, attualmente senza una identità, i cosiddetti “non-luoghi”, possano essere riprogettati in funzione di un miglioramento della qualità urbana.

4 - Considerazioni di principio
Pensiamo che un progetto di settore come questo debba essere inserito in un quadro più generale che definisca gli obiettivi per uno sviluppo della città da un punto di vista insediativo, commerciale, produttivo, sociale,... specialmente in un momento storico di grandi mutazioni.

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