Nell’astigiano solo il 32% delle scuole pienamente accessibile

di Domenico Massano.

In un recente articolo de La Stampa-Torino si segnala che per l’inizio dell’anno scolastico nella provincia torinese solo 4 scuole su 10 sono pienamente accessibili (il 39,2%). Approfondendo la situazione ed estendendo la ricerca alle altre provincie piemontesi, si può rilevare come il dato per quanto riguarda l’astigiano sia ancora più triste, con circa 3 scuole su 10 (il 32,4%) pienamente accessibili. I dati provengono dal recente aggiornamento da parte dell’ISTAT delle “Misure del Benessere equo e sostenibile dei territori”, e l’indicatore sulle scuole accessibili rientra nell’area relativa alle relazioni sociali, ed è calcolato per tutte le scuole, da quelle dell’infanzia fino alle secondarie di secondo grado, fornendo una stima completa sull’assenza di barriere fisico-strutturali che limitano la fruizione da parte di persone con disabilità...

È pur vero che alcune scuole stanno lavorando sul problema e sono “parzialmente accessibili”, tuttavia se si amplia la ricerca e si analizzano i dati relativi alle barriere sensoriali e alla correlata presenza di ausili senso-percettivi destinati a favorire l’orientamento all’interno del plesso, la situazione è ulteriormente preoccupante, visto che dall’ultimo rapporto ISTAT sull’inclusione scolastica (2020) si rileva che nella provincia di Asti solo il 12% delle scuole dispone di segnali acustici e/o visivi, e il 2% di mappe a rilievo e percorsi tattili.

Purtroppo bisogna constatare che anche quest’anno il rientro a scuola non è stato uguale per tutte e tutti: la permanenza di ostacoli e barriere alla mobilità e alla piena accessibilità e partecipazione continua a contribuire, nonostante l’impegno spesso profuso per ovviare alla situazione, nel penalizzare (e in alcuni casi discriminare) alcune persone, in particolare le alunne e gli alunni con disabilità (ma anche familiari, docenti, …).

Per intervenire su questo problema potrebbe essere utile, oltreché giusto visto che una legge lo richiede da circa 35 anni (l. 41/86, art 32, commi 21-22), la definizione da parte delle diverse amministrazioni pubbliche astigiane del PEBA (Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche), strumento importante sia per una mappatura delle diverse barriere e una pianificazione degli interventi di rimozione delle stesse, sia per nuove realizzazioni pienamente accessibili. L’adozione del PEBA non solo ristabilirebbe una situazione di legalità, ma affiancherebbe interventi culturali, educativi e di sensibilizzazione che trarrebbero sicuro impulso positivo dal potersi svolgere in contesti pienamente accessibili, favorendo un percorso verso una società e una scuola realmente inclusive, per tutte e tutti, sin dal primo giorno.
                                                                                                                                
Fonte dati ISTAT:

https://www.istat.it/it/benessere-e-sostenibilit%C3%A0/la-misurazione-del-benessere-(bes)/il-bes-dei-territori

https://www.istat.it/it/archivio/251409

 

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