di Carlo Sottile.

Non è la prima volta che la “crisi si prende la casa”, vien da dire parafrasando l’incipit dell’articolo de La Stampa di venerdì 31 gennaio. Se fosse la prima volta, allora avrebbe senso parlare di emergenza abitativa. Vale a dire, una difficile condizione sociale, per un certo numero di famiglie, destinata ragionevolmente ad esaurirsi, in ogni caso tenuta sotto controllo da efficaci e flessibili misure di contrasto.
Ma non è così, perché è almeno dal 2008 che, ogni anno, la “crisi si prende la casa”. Ed è almeno dal 1998, l’anno dell'abolizione della Gescal e dell’Equo canone, che quella crisi, vale a dire la consegna al mercato del bisogno abitativo, viene preparata...

di Massimo Longo.

Apprendiamo dalle pagine astigiane de La Stampa una rassicurazione di Giuseppe Francese, Presidente della Commissione Consigliare per il Commercio e Sviluppo del Comune di Asti, indirizzata a diversi commercianti al dettaglio astigiani preoccupati: nel vecchio Mulino di Asti sarà trasferita un'attività commerciale già operante in zona, e non un insediamento ex novo. Inoltre, il Presidente Francese ci mette un carico: si tratterà di un “grosso intervento di riqualificazione urbanistica che migliorerà notevolmente l'immagine di uno dei più importanti ingressi urbani della nostra città qual, è (sic) corso Savona”...

di Paolo X. Viarengo.

Durante il periodo fascista i diritti erano dello Stato che poteva revocarli o concederli, a suo piacimento. A sua discrezione.  La nostra Costituzione, che sorge trionfante dalle ceneri di quel tetro periodo, si premura di sottolineare, più volte e con forza, che i Diritti sono del cittadino. Della persona. Dell’essere umano in quanto tale. Nessuno gli deve concedere niente.  Li ha indipendentemente dal suo credo politico, religioso, razza o colore della pelle. Li ha perché è. Li ha tutti. Anche quello della dignità. Anche quello della casa. E’ scritto così. E’ giusto cosi’. Ma, non è così. Ma, ad Asti ci saranno 647 domande per 35 case popolari...

di Mario Malandrone.

Giugno 2001, si era in 4 o 5, striscioni neri e rossi da colorare in Via XX settembre nella sede di Terre di Nessuno. Eravamo giovani dai 20 ai 30 anni, discutevamo di che colori usare. Due persone sui 60 e passa anni bussarono alla porta. Uno dei due esordì "Siete voi che volete fare la rivoluzione?", una voce gentile, gli occhi vispi e la gioia di un bambino. Noi chiedemmo chi fossero e loro dissero, "Siamo dell'Anpi". E poi "Posso sedermi?"...

Introduzione di Carlo Sottile (letta da Michele Clemente) all'incontro tra la cittadinanza attiva di Asti e Giuseppe De Marzo del 24 gennaio scorso.

Naturalmente saluto tutti i presenti che hanno raccolto le suggestioni di questo incontro, chi avendo letto il libro, chi avendo partecipato alle discussioni preparatorie. In quanto alle presentazioni di De Marzo, c’è il suo biglietto da visita, quello che è apparso almeno 50 volte sulle locandine che abbiamo distribuito ovunque, dunque Economista, giornalista, attivista e scrittore, nonché Coordinatore della Rete dei Numeri Pari e Responsabile delle politiche sociali di Libera, ha lavorato per dieci anni sul campo con i movimenti sociali latinoamericani al fianco delle popolazioni indigene e rurali. Nel 2002 viene arrestato in Ecuador per le sue attività contro le multinazionali petrolifere. Tra i coordinatori della campagna referendaria 2011 per l’acqua pubblica e contro il nucleare...

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