di Massimo Longo.


La crisi perdurante che attanaglia il presente fisico ed emotivo non fa parte dell’andamento ciclico con cui è spesso rappresentato il modello capitalistico. È una condizione perversa e autoritaria generata dall’eccessivo potere concesso alla finanza, a tutti i livelli. Siamo quindi a un punto di svolta: sta a noi trovare la direzione e la dimensione corretta per cambiare. Da più parti si levano appelli affinchè si riporti al centro l’economia reale. Il Marchio Territoriale del Monferrato è una proposta che va in questa direzione, agendo a livello locale ...



di Massimo Longo.


Una proposta per trasformare l'appuntamento internazionale - che si terrà il prossimo anno a Milano - in una grande opportunità per promuovere Asti e la sua Provincia, utilizzando il Festival delle Sagre 2015 come “leva” anche in grado di generare nuovi rapporti economici tra i trasformatori e gli agricoltori locali ...



di Guido Bonino.


In un momento in cui l'economia, non solo del nostro territorio, appare asfittica e con sporadici quanto deboli segnali di ripresa, il volersi appropriare di una parte di essa appare non solo uno sgarbo verso coloro che negli anni hanno resistito impegnando le loro risorse e sovente i loro risparmi per sostenere i propri esercizi commerciali, ma anche un affronto in quanto ciò significa impossessarsi delle tradizioni e del patrimonio storico e culturale  ai soli fini di fare cassa per il proprio tornaconto ...



di Alessandro Mortarino.


E' almeno dal 2010, cioè dal giorno in cui il patron di Agrivillage Luca Bastagli Ferrari incontrò una folta delegazione di aderenti al Movimento Stop al Consumo di Territorio astigiano, che sosteniamo lo scarso appeal che questo progetto riveste per il tessuto sociale ed economico di Asti. Ora l'amministrazione comunale pare avere deciso di voler dare il via libera all'Agrivillage e ci chiediamo quali siano le profonde motivazioni per questa scelta, che ci pare basata su tre elementi essenziali: nuova occupazione, rilancio economico ed imprenditoriale, oneri di urbanizzazione. Proviamo ad analizzare qualche aspetto ...



di Gianfranco Monaca.


Si chiamava, cent'anni fa, ”collina del castello di Rabezzana”, poi è diventato un bene pubblico (ma, a pensarci bene, lo era già prima, nel senso che l'ossigeno prodotto da un bosco appartiene a tutti, indipendentemente dalle scritture notarili): negli anni Trenta è diventato “Bosco del Littorio” e dal 1945 “Bosco dei Partigiani”. Come per tutte le aree verdi pubbliche si è verificato negli anni il lento movimento di erosione; anzi, pare che la destinazione delle aree verdi pubbliche sia quella di cronometrare quanto tempo ci vuole per riprivatizzarle ...
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