Stipendi bassi: come rendere attrattive all'estero le aziende italiane (e cuneesi)


di Maurizio Bongioanni

Perché investire in Italia? Se lo chiede il Governo italiano che finanzia, attraverso il Ministero dello Sviluppo Economico e ICE, il sito InvestInItaly.com, sito che si prefigge lo scopo di spiegare agli investitori stranieri perché - come detto - conviene investire in Italia. Peccato che tra i vantaggi competitivi ce n'è uno a dir poco assurdo: infatti si dice "investite in Italia perché qui i salari sono più bassi della media europea" ...
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Insomma, il Governo magnifica "il basso costo dei nostri cervelli" come spiega Eleonora Voltolina in un articolo su IlFattoQuotidiano. Il Governo cita tra i vantaggi competitivi il fatto che "un laureato costi un quarto in meno rispetto ad altri Paesi europei" e "che i nostri salari sono bassissimi, anche per le persone con un alto grado di scolarizzazione".
La campagna precisa: “L’Italia offre un livello dei salari competitivo che cresce meno rispetto alla Ue e una manodopera altamente qualificata dei profili specializzati”. Quindi, manodopera qualificata a basso costo. Come un paese emergente. A supporto di questo messaggio arrivano i numeri: “Un ingegnere in Italia guadagna mediamente in un anno 38.500 euro, mentre in altri Paesi lo stesso profilo ha una retribuzione media di 48.500 euro l’anno”. A scanso di equivoci la campagna aggiunge: “I costi del lavoro in Italia sono ben al di sotto dei competitor come Francia e Germania. Inoltre, la crescita del costo del lavoro nell’ultimo triennio (2012-14) è la più bassa rispetto a quelle registrate nell’eurozona (+1,2% contro +1,7)”. Con questi dati ci sarebbe da vergognarsi. Ma la genialità sta nel vendere questi numeri come un vantaggio per attrarre lo straniero. Dopo il fertility-day, ecco la nuova pubblicità regresso confezionata dal nostro governo.

A questo punto, prendiamo ad esempio la provincia di Cuneo dove Confindustria ha intercettato il roadshow "roadshow per l'internazionalizzazione delle imprese italiane", appuntamento in linea con la campagna di cui sopra. Il 19 ottobre le aziende cuneesi potranno incontrare i rappresentanti di tutte le organizzazioni presenti al roadshow, tra cui il Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, SACE, SIMEST, ICE-Agenzia, Unioncamere, Regione, Confindustria, Rete Imprese Italia, Alleanza delle Cooperative ecc.
Viene da chiedersi: lo sa Confindustria Cuneo che tra le caratteristiche per proporre un'azienda cuneese, per renderla attraente agli occhi dell'investitore straniero, c'è il basso costo del suo personale? Ha perlomeno informato i suoi associati del cortocircuito che la campagna prodotta dal Ministero provocherà nell'animo dei nostri giovani? Pare di no.

Da anni in ogni parte del globo si sostiene che il futuro delle giovani generazioni è nello studio, nella scolarizzazione avanzata, nella specializzazione. Oggi scopriamo che tutto questo ha un dolente lato della medaglia: "purché a basso costo". Competenze e conoscenze sono arrivati al capolinea dei "saldi di fine stagione". Forse è proprio il modello - complessivo - di società che dobbiamo cambiare, prima che sia troppo tardi ...
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