Vogliono abbattere la mia casa! (Ep.3): acque che salgono e acque che scendono


di Ezio Zubbini.

A quanto già detto negli altri articoli sul progetto di esproprio della mia casa aggiungo soltanto un ultimo elemento che evidenzia clamorosamente come la politica urbanistica del Comune sulla mia casa sia irrazionale e non imparziale ...
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Iniziando a preparare il ricorso al TAR ho chiesto il certificato di destinazione urbanistica (CDU), relativo all’immobile di mia proprietà. E’ un documento prodotto dall’ufficio tecnico di Alba, Ripartizione Urbanistica e Territorio, firmato dal dirigente arch. Alberto Negro.
Tralasciando le contestazioni che si possono fare a questo documento per errori, imprecisioni e omissioni (che ho segnalato nel mio ricorso al TAR), richiamo l’attenzione su un punto che fa riflettere amaramente sulla qualità della politica amministrativa locale.

Il documento dice che la mia abitazione si trova attualmente in una zona a rischio idrogeologico di classe IIa (porzioni di territorio subpianeggianti, interessate da uno o più fattori penalizzanti quali acque di esondazione a bassa energia, prolungato ristagno delle acque meteoriche, scadenti caratteristiche geotecniche dei terreni di copertura, eterogeneità dei terreni di fondazione). Quando l’ho letto sono rimasto sorpreso perchè mai, dalla sua origine le esondazioni sono arrivate in piazza san Paolo nè si sono avute infiltrazioni di acque neppure durante le alluvioni famose. Poi però mi è sorta spontanea una domanda: in piazza san Paolo, pochi metri davanti alla mia casa, con un accordo convenzionale con il Comune di Alba, è stato recentemente realizzato un parcheggio pubblico interrato per n. 600 automobili nei due piani sottostanti, con un livello di base molto più basso di quello della mia casa…..come è possibile che abbiano autorizzato la sua costruzione se la zona era a rischio idrogeologico (classe II a)?
Il mistero lo risolve lo stesso documento dove dice che per una “deliberazione della Giunta Regionale n. 81-10400 del 22.12.2008” l’area di piazza San paolo “ ricade nella classe di rischio idrogeologico I p (Porzioni di territorio a pericolosità geomorfologica bassa)”.

Ossia, una delibera regionale del 2008 ha praticamente eliminato il rischio idrogeologico in piazza San Paolo, dopo di che ha avuto inizio la costruzione del parcheggio interrato con due piani sotterranei, che è terminata nel 2013. Adesso che il parcheggio è in funzione e i posti auto sotterranei venduti, la zona di piazza san Paolo torna a essere a rischio idrogeologico più alto, in classe IIa. La mia casa la cui cantina scende circa 3 metri sotto il livello piazza risulterebbe a rischio idrogeologico maggiore del parcheggio interrato il cui livello inferiore è di molti metri più basso di quello della mia cantina. Evidentemente la politica amministrativa albese riesce ad annullare a suo arbitrio la legge fisica dei vasi comunicanti e a far scendere e salire a suo giudizio, il livello delle acque!

Ma in conclusione o il rischio è reale e allora coloro che hanno acquistato i box interrati del parcheggio dovrebbero chiedere i danni e si dovrebbe chiudere il parcheggio stesso per i rischi che comporta, oppure la caratteristica del rischio idrogeologico alto (di classe II a) viene applicato solo sulla mia casa per diminuirne ulteriormente il valore in caso di esproprio o di mia vendita! Ecco un altra clamorosa conferma che l’obiettivo, che si propone il progetto del nuovo PRG sulla mia casa, non è quello di perseguire l’interesse pubblico ma essenzialmente quello di fare in modo che essa cada in mano alla speculazione edilizia a poco prezzo.
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