Acqua: la partecipazione porta frutti!


Sergio Dalmasso per il Comitato Cuneese Acqua Bene Comune.

Ci è capitato nella prima riunione del 2017 di apprezzare i risultati conseguiti dal nostro impegno e di trovare conferma del fatto che la partecipazione dei cittadini può davvero cambiare le cose. Nel marzo 2016 avevamo scritto all'Ente di Governo dell'Ambito Territoriale (Egato4), l'autorità che sovrintende alla gestione dell'acqua, segnalando i debiti pesantissimi accumulati negli anni, soprattutto da parte di società di gestione miste o private, in relazione ai versamenti dell'1,5% destinato al funzionamento dell'Egato e dell'8% destinato all'attività di protezione idrogeologica dei territori montani. Si tratta di soldi che i cittadini versano puntualmente con le loro bollette come supplemento alla loro tariffa per il servizio idrico ...
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L'Egato4 in un primo tempo ci aveva risposto che si trattava di cifre poco significanti, poi è intervenuto inviando ai gestori delle lettere di ingiunzione che hanno fatto sì che nelle casse dell'autorità entrassero 6 dei 7 milioni che le società non avevano pagato, nonostante la convenzione imponesse precisi tempi per i versamenti.
Ora tocca alle Unioni Montane non perdere l'occasione di poter utilizzare quei fondi elaborando i progetti ed alla Regione concedere i permessi in tempi rapidi.
Grazie all'1,5% l'Egato ha potuto potenziare la sua struttura. Salutiamo con favore il fatto che sia stato attribuito un incarico relativo all'esame dei bilanci dei gestori.
Anche sulla scelta della forma di gestione abbiamo motivo di rallegrarci.

Giustamente il Sindaco di Cuneo Federico Borgna in una recente commissione consigliare ha citato l'assemblea dei Sindaci del 2 luglio 2015 come momento fondamentale.
Era la seconda volta che veniva riunita l'assemblea dei sindaci dell'Egato4. La prima volta lo si fece nel novembre 2013 in seguito alla campagna “Annulla la delibera” lanciata dal nostro comitato. In quella sede si ottenne di annullare il riferimento ad una gara d'appalto internazionale per il servizio idrico di tutta la provincia.
Nel 2015 furono 48 consigli comunali a chiederne la convocazione con un ordine del giorno, sempre proposto dal nostro comitato. Tra questi anche quello di Cuneo che lo votò all'unanimità, pur evitando, su proposta dei consiglieri del Pd, ogni riferimento al comitato come proponente. Con questo ordine del giorno si chiedeva anche una netta scelta in direzione di una gestione pubblica. Nella Assemblea del 2 luglio 2015, Federico Borgna, in qualità di presidente della Provincia, propose un compromesso che passò a larga maggioranza e che prevedeva un percorso verso una gestione a “partecipazione pubblica”. Una scelta meno netta di quanto avrebbero voluto i cittadini e che ha rallentato sensibilmente i tempi.

Fortunatamente tutti i segnali portano a pensare che, comunque, si andrà verso una gestione totalmente pubblica di più società territoriali consorziate.
Sarà sicuramente un approdo positivo, ma che non esime i cittadini dallo stare con gli occhi ben aperti, per vigilare che le società pur essendo pubbliche non agiscano con modalità tipiche di società private, orientate a massimizzare i profitti. Non è infatti scontato che una società di proprietà pubblica agisca con trasparenza, democrazia, anteponendo gli interessi della collettività ai profitti ed alla ricerca di potere.

Noi appoggiamo sinceramente questo processo, anche se non rispecchia appieno la nostra convinzione che la forma di gestione più adatta per il servizio idrico sia l'azienda speciale capace di coinvolgere i cittadini, gli utenti ed i lavoratori nelle decisioni. Chissà che un giorno non si arrivi lì. La proprietà totalmente pubblica ora lo consentirebbe. Per quanto riguarda invece le criticità non ancora risolte, notiamo che molto viene deciso all'interno del Comitato ristretto di Egato4, non aperto al pubblico, viene poco e male trasmesso in Conferenza e purtroppo né i rappresentanti dei territori né in generale tutti i sindaci della provincia sembrano esigerlo.
Forse ancora una volta toccherà ai cittadini lanciare la pietra nello stagno.
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