A conclusione del convegno “Bra o degli alberi”: le proposte emerse

a cura della sezione braidese di Italia Nostra.

Il convegno Bra o degli alberi, organizzato dalla sezione braidese d’Italia Nostra, si è tenuto sabato 19 Ottobre nell’aula magna del Liceo Giolitti-Gandino, con un buon successo sia per la qualità degli interventi che per la presenza di un pubblico molto numeroso. Segue una sintesi delle relazioni del convegno, utile a fissare le informazioni ricevute. Il nostro compito adesso è quello di far crescere nella nostra comunità la consapevolezza della necessità di cambiare sguardo e dell’urgenza di  attivare decisioni utili e compatibili con l’emergenza ambientale e climatica ...

Dall’intervento di Francesca Neonato:

  • Per una condizione ambientale più vivibile in città e quindi per una temperatura mitigata in estate, luoghi più piacevoli all’occhio, meno inquinamento, più vivibilità, è necessario piantumare alberi d’alto fusto, scelti con attenzione alle dimensioni, alle caratteristiche delle varie essenze, alle dimensioni dell’apparato radicale, ecc.
  • Si tratta di prevedere una vera e propria rete di giardini e parchi connessi attraverso la creazione di corridoi verdi, che consentano l’interscambio della biodiversità potenziando al massino i servizi e i benefici offerti dal verde cittadino. Quindi una rete in grado di garantire un maggior equilibrio ecologico e più vita non solo per i cittadini, soprattutto i bambini e gli anziani, ma anche per gli insetti, indispensabili all’impollinazione e per i  piccoli mammiferi. Questo significa che il verde va pianificato. Al piano regolatore deve essere affiancato un piano del verde in modo da evitare scelte casuali e superficiali, con attenzione alla biodiversità anche nel campo delle essenze arboree.
  • Bisogna salvaguardare il suolo, unica garanzia al mantenimento della vita. Le pareti verdi, i grandi vasi fioriti hanno una funzione  ornamentale ma sono poveri di vita e non incidono in modo significativo sulla qualità ambientale

Dall’intervento di Silvio Barbero :

  • La trasformazione industriale dell’agricoltura degli ultimi decenni ha creato una serie di distorsioni nocive alla salute e all’ambiente; un eccessivo utilizzo di prodotti chimici ha causato l’impoverimento del suolo e la perdita di molte varietà di piante, favorendo monoculture che stravolgono il paesaggio e rendono il territorio più fragile.
  • Il diffondersi della grande distribuzione a scapito delle botteghe è strettamente collegata alla monocultura e alla perdita di qualità.
  • Sta ai cittadini consumatori comprendere l’importanza delle piccole botteghe e del collegamento tra produttori e consumatori che sono una garanzia di biodiversità
  • Il prezzo di un prodotto non è quindi l’unica variabile da tenere in considerazione ma considerare se è davvero “buono, pulito e giusto”

Dall’intervento di Luca Mercalli :

  • la vita sulla Terra è garantita dalla presenza dell’atmosfera, una sorta di coperta di vari gas che mitiga l’effetto dei raggi solari. Se la coperta si inspessisce, soprattutto a causa della CO2, la Terra tende a scaldarsi
  • Dagli anni cinquanta in poi è stato possibile misurare la presenza di CO2 nell’atmosfera e registrarne la continua crescita
  • Oggi siamo davanti ad un bivio: o cambiamo stile di vita e riduciamo i consumi di combustibili fossili, salvaguardiamo la foresta pluviale, ecc. o entro i prossimi 10 anni assisteremo a cambiamenti climatici ed ambientali catastrofici ed irreversibili.
  • Il tempo incalza: se non ne diveniamo consapevoli assisteremo alla crescita della superficie degli oceani con riduzione delle terre emerse mentre la popolazione raggiungerà a breve 10 miliardi di esseri umani. Saremo travolti da guerre e immigrazioni spaventose.

Che cosa possiamo fare a Bra

I dati

Bra, terza città per popolazione del cuneese è tra le sette sorelle la cenerentola nella qualità e quantità di verde pubblico: appena 140.000 mq. (pari a poco più di 4,5 mq/abitanti).

Bra risulta inoltre tra le sette sorelle la città più cementificata con circa il 20% di suolo urbanizzato.

Purtroppo a fronte di questi dati il “nuovo” Piano Regolatore prevede di cementificare oltre 550 ettari ( ossia 5,5 milioni di mq. !), con una riduzione di quasi il 10% di suolo agricolo, dei quali quasi 1 ettaro (1 milione di mq!) ha già progetti approvati ed alcuni cantieri partiti.

Il tutto a fronte di circa 3.000 vani vuoti.

 

che fare

Nel rispetto del D. LGs 50/2016 applicare i CAM ( Criteri Ambientali Minimi) e modificare il PRG tenendone conto.

Rispettare i criteri del manifesto Città Slow, di cui Bra è prima firmataria,  per quanto riguarda il consumo del suolo, il riuso degli edifici e la difesa delle botteghe incentivando gli esercizi senza imballaggi.

Nominare il referente delle città slow  e dare il via a progetti per applicarne i principi.

Evitare il consumo di altro suolo sia per quanto riguarda nuovi edifici privati e pubblici , sia per ampliamenti della grande distribuzione che ammazza le botteghe

Corsi per operatori del settore edile per far conoscere le tecniche di riuso degli edifici d’epoca e il rispetto dei CAM

 

Piano del verde

Applicare al meglio la legge 10 del 2013 sul verde in citta: In particolare  ricorrere a varianti al PRG per  raggiungere gli standard normativi promuovendo cinture e spazi urbani verdi a compensazione di quelli mancanti.

Indire serate di informazione ai cittadini sull’importanza degli alberi e su come trattarli onde evitare anche nel privato scelte scorrette

Utilizzare tutti gli spazi disponibili per piantumare nuovi alberi ed evitare di derogare all’obbligo di inserire il verde nel nuovo costruito, limitando al minimo ( 100 mq)  le monetizzazioni delle aree verdi stesse.

Inserire nella pianta organica del comune nuove figure atte a conservare e potenziare il settore del verde

 

Mobilità

Riduzione delle auto e del traffico veicolare in città con più piste ciclabili sicure e collegate in rete tra loro su tutto il territorio

Parcheggi con salvaguardia del suolo con materiali permeabili all’acqua e piantumazioni di alberi

Riapertura del vecchi sentieri e strade interpoderali (alcune delle quali col tempo indebitamente privatizzate) per promuovere percorsi pedonali.

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