Monticello d'Alba - Sastre Ortiz: un gemellaggio italo-argentino che vive da 30 anni

di Maurizio Bongioanni.

Felix Redolfi è un agronomo argentino di 61 anni ed è la sesta volta che visita l’Italia. Più precisamente, è la sesta volta che Felix visita il Piemonte, perché è qui che affonda le sue radici: i suoi nonni materni (il nonno di Frossasco e la nonna di Pinerolo), infatti, fanno parte di quei 3 milioni circa di piemontesi che lasciarono la propria terra per emigrare in Argentina tra il 1876 e il 1976. Una “marea” di contadini che ha attraversato l’Atlantico in cerca di maggior fortuna e che ha finito per colonizzare un’enorme terra fino ad allora incolta, compresa tra le attuali province di Santa Fe e Còrdoba e che è stata ribattezzata “la Pampa Gringa” ...

A più di cent’anni dalle prime partenze, continuano gli scambi tra gli argentini di origine piemontese e la loro terra d’origine. Lo testimonia la recente visita della FAPA (Federacion Asociaciones Piemontesas Argentinas) alla Regione Piemonte, dove si è discusso di favorire più scambi turistici tra le due regioni ma soprattutto di creare occasioni di lavoro, tra cui stage nelle aziende nostrane da parte di giovani argentini, nei campi dell’agricoltura e dell’allevamento.

Uno scambio favorito grazie ai gemellaggi tra i comuni piemontesi e quelli argentini: ne esistono quasi 60 e uno dei più longevi è quello nato nel 1988 tra Monticello d’Alba e Sastre-Ortiz, il paese natale di Felix: “Sono entrato a far parte della FAPA nel 2004 come rappresentante del paese in cui vivo e dove si sono stabiliti in miei nonni” racconta Felix, che dopo l’incontro in Regione a Torino è stato ospitato a Monticello dall’associazione Agemaso (acronimo che sta per Associazione GEmellaggio Monticello Alba Sastre Ortiz). Nata pochi anni dopo la stipula del gemellaggio, l’associazione organizza tutti gli anni diversi eventi di raccolta fondi da destinare al sostegno delle mense nelle scuole primarie di Sastre: si tratta di tre scuole, una delle quali è rivolta a bambini con disabilità. 

“La prima volta che abbiamo ospitato una famiglia argentina” racconta la presidente di Agemaso Maria Grazia Mollo, “è stata una rivelazione. Questo gemellaggio ci ha arricchito e da allora siamo andati ‘solo’ 6 volte a trovare i nostri amici, e conto di tornarci ancora!”. L’eredità piemontese in Argentina è ancora viva tanto che in strada come nei bar si sente ancora parlare in dialetto (fatta esclusione per le nuove generazioni), le canzoni della tradizione piemontese vengono intonate dalle corali locali e nelle sagre si possono assaggiare piatti tipici come la bagna caòda. Inoltre il teatro cittadino di Sastre-Ortiz si chiama proprio Monticello d’Alba.

“Tengo molto a questi scambi” riprende Felix, “e vorrei che anche i miei figli un giorno possano continuare a mantenere viva la tradizione. Per ora si domandano perché tutte le volte che io e mia moglie veniamo in Italia ci limitiamo a stare in Piemonte: ma ci sono tante di quelle persone da incontrare qui che alla fine veniamo assorbiti da questa nostra grande, seconda famiglia”. 

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