Ci siamo. La Cricca dij Mes-cià sbarca in Argentina.

di Maurizio Bongioanni.

La Cricca dij Mes-cià è un gruppo che rivisita pezzi della tradizione popolare piemontese in chiave più ballabile, più folk. Suoniamo insieme ormai da 6 anni ma il 2019 è un anno speciale. Già, perché tra poco si sbarca in Argentina: andremo a suonare nelle piazze e nei teatri della Pampa Gringa, là tra le province di Santa Fe e Cordoba, dove tra il 1876 e il 1976 si sono insediati 3 milioni di piemontesi emigrati ...

Abbiamo iniziato a pensare al viaggio circa 3 anni fa quando conoscemmo una coppia di argentini di origine piemontese a Santo Stefano Roero. Parlavano il dialetto piemontese con una simpatica inflessione spagnola. Ci raccontarono che da loro la nostalgia per il Piemonte era assai importante, che si festeggiavano le tradizioni piemontesi con tanto di bagna caoda e tante erano le corali che intonavano i canti in dialetto. Ce lo diceva in piemontese, quindi difficile non credergli.

Da quell'incontro ne è passato di tempo ma la Cricca non ha mai abbandonato l'idea di andare a suonare in Argentina. Prima abbiamo composto un brano, "I migrant", che parla proprio di quel capitolo di storia che ci riguarda da vicino. Poi abbiamo iniziato seriamente a organizzare il viaggio. E ora eccoci qui, pronti a imbarcarci (in aereo!).

Complice l'aiuto della presidente di Agemaso, Maria Grazia Mollo, abbiamo creato un legame a distanza con il piccolo paese di Sastre-Ortiz, gemellato dal 1989 con Monticello d'Alba. Si dice sia il gemellaggio più longevo in Piemonte. Gemellaggi ce ne sono tanti, circa una sessantina. Ma noi toccheremo giusto sei paesi, gemellati un po' con la provincia di Cuneo, un po' con quella astigiana e pure con quella di Torino. 

In particolare muoveremo i primi passi da Sastre-Ortiz, dove suoneremo presso il teatro "Monticello d'Alba", per poi spostarci a San Francisco de Cordoba (considerata la capitale dei piemontesi in Argentina: hanno pure ricreato una mole antonelliana!). Proseguiremo a Freyre (dove conosceremo Cristian Gaggi che ci dette i primi contatti per organizzare il viaggio), Paranà (l'unica grande città che toccheremo), Morteros (dove probabilmente incontreremo la prima coppia conosciuta a Santo Stefano Roero) e Rafaela.

Con noi anche due filmmaker, Daniele e Francesca, che riprenderanno il nostro viaggio in una sorta di road-movie. La speranza è quella di poter proiettare questa incredibile esperienza in tutti i paesi gemellati mentre l'intenzione è quella di raccontare l'incontro tra radici che si incrociano in parti di mondo lontane. Un obiettivo è sicuramente quello di indagare l’eredità culturale che un esodo così massiccio, vasto quanto la pampa, ha lasciato sulle generazioni odierne e sui loro usi e costumi: d’altronde con il dialetto, nella provincia di Santa Fe, non solo ci si capisce ma si possono avere lunghe conversazioni, tanto che se non fosse per quell’oceano di distanza, sarebbe come prendere parte alla festa patronale.

E poi c’è la musica. Che insieme alle radici è il fil rouge di questo racconto. La musica è contaminazione fra radici. Con uno sguardo musical-antropologico La Cricca dij Mes-cià osserverà e racconterà l’evoluzione di una cultura, di un modo di stare al mondo che non dimentica le proprie origini e, allo stesso tempo, include ciò che di nuovo gli si pone davanti.

Canzone ed emigrazione si fondono in un racconto corale, fatto di voci e canti, ricordi personali e collettivi, mate e bagna caoda.

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