Liliana Segre ad Alba: peccato non averle posto LA domanda giusta

di Maurizio Bongioanni.

La senatrice Liliana Segre è stata ospite ad Alba per ricevere il tartufo bianco d'Alba dell'anno. Un onore per una città che ha ricevuto la medaglia d'oro al valore militare per la Resistenza. Mentre Alba e le Langhe contribuivano alla lotta di Liberazione, Segre era una bambina deportata insieme alla sua famiglia nei campi di concentramento. Di 751 bambini ebrei deportati, solo 25 sono sopravvissuti. Lei è una di questi...

Sul palco ad accompagnarla, moderarla, introdurla c'erano il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il sindaco di Alba Carlo Bo, la presidente dell'ente fiera Liliana Allena e il vicedirettore de La Stampa Marco Zatterin. Curioso sarebbe stato sapere cosa ne pensavano questi personaggi dell'odio e della comunicazione violenta che sta caratterizzando questi anni di politica. Segre poi si è fatta rappresentante di questo tema proprio istituendo una commissione contro l'odio, che le ha attirato minacce di morte e per questo ora la senatrice si muove con la protezione della scorta. Eppure nessuno le ha fatto LA domanda. E la senatrice, mentre il moderatore aveva già avviato la parte di saluti finali, ha alzato la mano e se l'è chiesto da sola.

"Pensavo che lei mi chiedesse una cosa ma non l'ha fatto", ha detto Liliana Segre, serena e senza astio. "Per questo la domanda la faccio io a lei. Cosa ne pensa della commissione contro tutti gli odi che ho istituito? Vede, io credo che sia necessario, di questi tempi, rispondere all'odio senza odio ma che il problema vada affrontato anche dalle istituzioni. Cosa ne dice?". Un Zatterin preso in contropiede non fa altro che rispondere un mesto "sono d'accordo con lei" e ricominciare a salutare tutti i presenti.

Un peccato, se pensiamo che Liliana Segre, 89 anni, ha ancora molto da dire e ha ancora il coraggio di prendere la parola per dire ciò che gli altri non dicono. L'odio va combattuto: lo sanno bene Cirio e Bo, entrambi di Forza Italia, che durante la campagna elettorale hanno sostenuto la Lega, principale responsabile politico dell'ondata di populismo e linguaggio d'odio, xenofobo e razzista che si sta respirando e di cui Liliana Segre è vittima.

Cirio nella sua introduzione ha detto che è necessario "essere antifascisti". Ma non è triste doverselo dire e non darlo anzi per scontato a 70 anni dalla vittoria sul fascismo (ma non sui fascisti, evidentemente)? Una parola che Cirio usa come il sale, per condire un discorso che altrimenti non sa di niente.  Più che dirlo a noi del pubblico e alla Segre, sarebbero da strigliare tutti i suoi compagni di partito che strizzano occhi e mani ai cugini della Lega (uso come esempio la Lega ma anche il Movimento5Stelle ha la sua responsabilità in termini di populismo e linguaggio d'odio e anche Forza Italia, anche Fratelli d'Italia e via a seguire. Già, c'è pure il Pd, sebbene in misura meno marcata...)

Liliana Segre fa parte di quella classe politica che quando non ci sarà più ne sentiremo la mancanza. Lei intanto, scherzando con il suo pessimismo, dice "Come posso essere ottimista sul futuro della Shoah? In 50 anni diventerà una riga nei libri di storia, dopo neanche più quella". Cita Primo Levi quando dice che negli anni seguenti alla liberazione dei prigionieri, essi non riuscivano a raccontare la realtà che avevano vissuto nei campi, perché era semplicemente "indicibile".

Allo stesso modo oggi, per evitare che l'indicibile si trasformi nei prossimi campi di concentramento frutto di odio e xenofobia, è necessario porci (e rispondere) alle domande giuste. Forza...

 

 

 

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