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martedì, 22 gennaio 2008 09:46
C’è chi la chiama “Decrescita”, chi preferisce “Sobrietà” oppure “Sostenibilità” o, ancora, “De-Sviluppo” o “Decrescita Felice” …
Modi diversi di definire una esigenza precisa e non rimandabile: delineare un nuovo modello sociale, dove ognuno di noi è parte integrante di un processo ed è (deve essere …) protagonista del cambiamento già nella fase individuale.

Insomma, come direbbe il filosofo Wittgenstein: “sarà rivoluzionario colui che potrà rivoluzionare sé stesso” !
Forse vorremmo cambiare il mondo. Intanto, iniziamo a cambiare il nostro stile di vita personale e famigliare …
Un mondo (nel senso di Terra, di pianeta …) che non sopporta più la nostra sfrenata corsa verso consumi sempre superiori e guasti ambientali forse irreversibili.

Quindi, iniziamo da noi; da ciò che possiamo fare per allontanarci dalla “crescita” e dallo “sviluppo”. Senza, per questo, dover patire rinunce o ritornare alle caverne …

AltritAsti ha nel suo Dna i fermenti positivi di una ricerca di questo tipo.  
Crede nei GAS (Gruppi di Acquisto Solidali), crede che il Tempo Libero sia la moneta dei ricchi, crede nei software free, crede nell’informazione priva di copyright, crede che se lo “stipendio a fine mese non basta più” … forse è il caso di intervenire sul nostro modello di vita anziché cercare un secondo lavoro.

E vuole lanciare qualche suggestione a tutti i suoi lettori. Due semplici proposte, tanto per cominciare:

Costituire una raccolta di “buone pratiche quotidiane” frutto non di dogmi ma di esperienze personali, di sbagli e prove, di semplicità: insomma, di consigli/suggerimenti di ritrovata manualità ed auto-produzione (come fare il sapone o il pane in casa, come riutilizzare materiali o attrezzature anziché affidarli al cassonetto dell’immondizia, come risparmiare sul consumo di acqua ed energia ecc. ecc.). Un “Angolo Acuto” fatto con le nostre mani, di teorie e pratiche facilmente applicabili. E in continuo arricchimento ed affinamento …;

Proporre un repertorio di merci e/o servizi da offrire come DONO E SCAMBIO NON MERCANTILE. Ovvero, andiamo assieme alla ricerca della “reciprocità”: un oggetto che io non utilizzo potrebbe essere molto utile per qualcun altro che – sicuramente – si trova a sua volta già nella medesima condizione … Se il mio orto (è un semplice esempio), quest’anno, mi offre un surplus di verdure, è facile che un “cittadino” sia ben lieto di poter gustare tutte le mie gustose eccedenze … Senza bisogno di usare la moneta!

Insomma: perché non provare ad uscire dalla logica del denaro ed iniziare a costruirci un mercato alternativo, ravvicinato, tra simili, che renda sempre meno necessario frequentare supermercati e banche e quella lunga serie di intermediari posti sistematicamente tra Produttori e Consumatori ?

Dipende da noi, in fondo.

Soltanto da noi …
Vogliamo provare a creare una autentica bacheca virtuale,  che toccherà a tutti noi alimentare ogni giorno … ?
In questo momento abbiamo i cartelli di lavori in corso ed i ponteggi ancora in piedi, ma nei prossimi giorni anche questa sezione sarà inaugurata.....