Domenica 7 dicembre, Palarocche, S. Stefano Roero: “Teniamo alta l’attenzione su Gaza”.
Evento a sostegno di Medici Senza Frontiere.
Da ottobre si parla di “tregua” nella striscia di Gaza. È una parola che, tuttavia, non corrisponde alla realtà dei fatti. Chi opera quotidianamente sul terreno – come raccontano le testimonianze dal personale umanitario presente nella Striscia – descrive una situazione tutt’altro che pacificata: bombardamenti che proseguono lungo la cosiddetta “linea gialla”, vittime tra i civili, mancanza di cibo, acqua potabile e cure mediche adeguate, con un inverno ormai alle porte che colpisce persone già stremate e prive di riparo. La popolazione gazawi vive un’emergenza continua, aggravata anche dalle recenti inondazioni che hanno distrutto tende, rifugi di fortuna e interi accampamenti improvvisati.
Centinaia di migliaia di famiglie – quasi un milione e mezzo di persone – necessitano di assistenza immediata, mentre ai valichi restano bloccati migliaia di camion con materiali essenziali per la sopravvivenza: cibo, tende, kit per l’allestimento dei rifugi, coperte, materassi, medicine e beni di prima necessità.
Nonostante gli annunci politici, l’accesso degli aiuti umanitari è ancora insufficiente: gli operatori sanitari sul campo riferiscono di dover tagliare a pezzi le poche garze rimaste per poter proseguire le medicazioni, in un contesto in cui la fame, l’assenza di servizi essenziali e le ferite da guerra si sommano allo stress psicologico e alla paura quotidiana. Non c’è, dunque, nessuna “normalità” a Gaza:
non basta un cessate il fuoco nominale se non è accompagnato da condizioni reali di sicurezza, di dignità, di accesso agli aiuti e di rispetto dei diritti fondamentali della popolazione civile.
Proprio in un momento in cui le grandi testate internazionali sembrano distogliere lo sguardo e la questione palestinese scivola lontano dalle prime pagine, diverse associazioni del territorio di Roero e Alba – tra cui le Proloco di Santo Stefano Roero e di Canale – hanno scelto di unire le forze e promuovere una giornata di informazione, solidarietà e raccolta fondi, per ribadire che la sofferenza del popolo palestinese non può essere ignorata.
Quando l’attenzione mediatica cala, aumenta la responsabilità della società civile: è allora che servono iniziative capaci di parlare con chiarezza, di raccontare ciò che accade e di sostenere concretamente chi presta soccorso nei contesti più difficili.
L’appuntamento è per domenica 7 dicembre al Palarocche di Santo Stefano Roero, con una giornata che intreccia cultura, informazione, cucina e musica: un’occasione per riflettere, incontrarsi e contribuire a sostenere l’intervento umanitario in Palestina.
Il ricavato dell’intero evento sarà devoluto a Medici Senza Frontiere (MSF), organizzazione medico-umanitaria internazionale indipendente che opera in oltre 70 Paesi per portare assistenza alle popolazioni colpite da conflitti armati, epidemie, catastrofi naturali ed escluse dall’assistenza sanitaria. Medici Senza Frontiere, vincitrice del Premio Nobel per la Pace nel 1999, si finanzia quasi interamente grazie a donazioni private, scelta che le consente di mantenere indipendenza, neutralità e libertà di intervento.
La giornata è promossa da un insieme di realtà del territorio roerino e albese, unite dalla volontà di non lasciare cadere nel silenzio ciò che accade a Gaza e di contribuire, anche da una piccola comunità, a sostenere la popolazione palestinese attraverso un gesto concreto.
PRANZO PALESTINESE (ORE 13.00)
A cura dello chef gazawi Fadi Younes, in collaborazione con gli scout di Canale.
Il primo momento della giornata sarà dedicato al pranzo palestinese, preparato a partire dalle ore 13.00 da Fadi Younes, cuoco originario di Gaza e rifugiato a Torino da pochi mesi. Fadi è arrivato in Italia nel giugno 2025 con la famiglia, per permettere al figlio di ricevere cure mediche indispensabili. In questo periodo ha costruito attorno a sé una rete di relazioni e amicizie che gli hanno permesso di sentirsi parte di una nuova comunità. La sua cucina – ricca di tradizione, memoria e identità – rappresenta un ponte diretto con la cultura gazawi.
A collaborare con Fadi per la preparazione del pranzo saranno i ragazzi del Clan del gruppo Scout Canale I°.
Per il pranzo l’offerta minima è 20€, è necessario prenotare entro giovedì 3 dicembre via WhatsApp al 371-77.81.947 oppure scrivendo a
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TALK (ORE 15.00)
GLI “InDIFFERENTI” DIALOGANO CON DUE MEMBRI DELLA GLOBAL SUMUD FLOTILLA:
- Maria Elena Delia (coordinatrice nazionale della Flotilla)
- Abderrahmane Amajou (presidente di Action Aid Italia)
Alle ore 15 inizierà un talk pubblico, momento centrale della giornata, guidato dall’associazione giovanile InDifferenti, giovane realtà culturale albese composta da studenti poco più che ventenni, con il dichiarato scopo di “creare cultura e momenti di aggregazione, per i giovani e per l’intera comunità”. Il nome del gruppo prende spunto da una celebre frase di Antonio Gramsci: “L’indifferenza è il peso morto della Storia”.
Gli InDifferenti dialogheranno con due membri della Global Sumud Flotilla, la missione civile internazionale partita nell’estate 2025 da diversi porti del Mediterraneo con l’obiettivo di portare aiuti umanitari a Gaza attraverso un corridoio marittimo. La Flotilla, composta da barche a vela e piccole imbarcazioni volutamente non militarizzate, è stata intercettata dalla Marina israeliana e molti partecipanti sono stati successivamente detenuti in Israele.
Il talk sarà l’occasione per riflettere su ciò che la Flotilla ha rappresentato: il significato della missione, il suo impatto simbolico e politico, e le voci di chi vi ha partecipato. Ma soprattutto permetterà di approfondire qual è oggi la situazione a Gaza, quali scenari si aprono per il futuro e quale ruolo può assumere la società civile nel sostenere la popolazione palestinese e nel mantenere alta l’attenzione internazionale.
Maria Elena Delia
Insegnante torinese di fisica e matematica, attivista per la Palestina da sempre, Maria Elena Delia è la coordinatrice nazionale della Global Sumud Flotilla. Ha seguito fin dall’inizio l’organizzazione delle imbarcazioni partite da Barcellona, Genova e Sicilia, occupandosi del coordinamento delle decine di barche coinvolte e delle centinaia di volontari provenienti da tutto il mondo. Maria Elena ha raccontato più volte quanto forte sia stata l’energia delle persone che hanno sostenuto la Flotilla e quanto fosse sentito il dovere di portare, se non gli aiuti materiali – fermati prima dell’arrivo – almeno la luce dei riflettori sulla tragedia umanitaria in corso.
Abderrahmane (Ab) Amajou
Accanto a lei interverrà Abderrahmane Amajou, 39 anni, originario di Bra e Presidente di Action Aid Italia. Amajou era imbarcato sulla nave “Paola I” e ha seguito la missione fino all’intercettazione da parte della Marina israeliana.
Arrestato e trasferito al porto di Ashdod, è stato poi detenuto nel carcere di Ketziot, dove – come ha raccontato al rientro in Italia – gli attivisti hanno subìto privazioni del sonno, aggressioni, minacce, requisizione di medicinali e condizioni di sovraffollamento estreme. La sua testimonianza diretta, condivisa solo dopo essere stato liberato e rientrato a Malpensa, è un documento prezioso per comprendere non solo ciò che è accaduto alla Flotilla, ma anche le dinamiche con cui vengono gestiti i prigionieri in Israele.
DJ-SET (DALLE ORE 17)
LEE FRY MUSIC
A chiudere la giornata, dalle ore 17, sarà un DJ-set curato da Lee Fry Music, nome artistico del produttore piemontese Roberto “Orde” Casetta. Appassionatosi alla musica reggae da bambino grazie a una cassetta di Bob Marley, Lee Fry è una figura storica della scena musicale di Langhe e Roero: organizzatore di concerti dagli anni 2000 con la crew Rootz Flava, fondatore della band Malaweeda, produttore di musica elettronica, folk e indie con i gruppi VIP e Los Refusè, ideatore e direttore artistico del festival ETnICAMENTE.
Il suo progetto Lee Fry Music nasce nel 2015 e riunisce tutte le sue esperienze musicali in una forma “senza frontiere”, che intreccia ritmi in levare, black music e sonorità contaminate. Ha collaborato con compagnie teatrali, prodotto colonne sonore e pubblicato diversi lavori, tra cui gli EP Mooga Sessions (2018), Andale (2019) e l’album Kalipè (2020). La sua presenza offrirà una chiusura energica, collettiva e partecipata, trasformando la solidarietà in un momento condiviso anche attraverso la musica.
UN APPELLO ALLA COMUNITÀ DI LANGHE, ROERO E MONFERRATO
La situazione a Gaza resta drammatica: bombardamenti, fame, mancanza di cure, tende allagate, materiali umanitari bloccati ai valichi. Le organizzazioni medico-umanitarie continuano a operare in condizioni difficilissime, e la loro richiesta è chiara: non distogliere lo sguardo. Invitiamo i cittadini di Langhe, Roero e Monferrato a partecipare a questa iniziativa per mantenere alta l’attenzione su Gaza e per dare un aiuto concreto alla popolazione.