CISTERNA D'ASTI: Vecchie e nuove R-esistenze

Calendario
Altritasti
Data
Mer 4 Mar 2026 18:00 - 20:00

Descrizione

Incontri di marzo “Vecchie e nuove R-esistenze - art. 3_uguali e diversi: InterAzioni & C. – G” organizzati da Polo Cittattiva Astigiano Albese – I.C. S. Damiano, Museo Arti e Mestieri di un Tempo e Comune di Cisterna, Generali Italia spa - Agente Mario Cielo, Canale (Cn), Israt, Comitato Amici Centro Peres per la Pace per i bambini palestinesi, Sinistra per Israele due popoli due stati, Comunità ebraica di Torino, Gruppo di Studi Ebraici di Torino (GSE), Centro studi “Don Angeli”, Associazione “Beato Padre Giuseppe Girotti”, Ufficio diocesano per l’Ecumenismo di Alba, Associazione “Franco Casetta”, Libreria "Il Pellicano" e Aimc di Asti.

Gli incontri sono gratuiti, aperti a tutti e validi per l’aggiornamento degli insegnanti di ogni ordine e grado anche tramite la Piattaforma Sofia.


MERCOLEDÌ 4 MARZO, ALLE 18 IN VIDEOCONFERENZA (MEET).
IN OCCASIONE DELL’ 81° ANNIVERSARIO DELLA BATTAGLIA DI CISTERNA E S. STEFANO ROERO, MONICA PEROSINO PRESENTA “LA NEVE DI MARIUPOL” (PAESI EDIZIONI).

In questo brillante romanzo-verità, l’autrice scrive un’esperienza vissuta in prima persona e, attraverso un racconto polifonico, documenta l’invasione russa in Ucraina trasformando piccole persone in grandi personaggi e restituisce l’esperienza di una guerra dove non ci sono gesta eroiche, ma letti sfondati, babuskhe spaurite, sigarette all’anguria, bunker improbabili e storie grottesche. L’invasione russa in Ucraina attraverso la discesa nell’inferno di una donna che questa guerra la carica sulle sue spalle, la vive spalmata sulla sua pelle, la assorbe, la respira, la mangia, la fuma. È fatta di sudore, fatica, paura, fango, fuga, ha l’odore della benzina nelle taniche, dei panni sporchi e delle trincee scavate nella fertile terra nera imbevuta di sangue. Intorno si muove un mondo in prevalenza femminile. Donne che, sotto le bombe, sono le protagoniste delle pagine del romanzo. Ci sono le vittime degli stupri dei soldati russi, raccontate con infinito dolore e delicatezza, così come le determinate attiviste che imparano a fare le bottiglie molotov mentre riscoprono con fierezza l’identità della loro nazione. E mentre gli uomini sono al fronte, a scrivere alle loro amate lettere che potevano essere state composte in una trincea del 1914 o del 1941, sono ancora le donne a prendere in mano le redini del Paese, come è sempre stato nelle guerre dalla notte dei tempi.

MONICA PEROSINO: è giornalista del quotidiano La Stampa dal "001. Dal 2013 è corrispondente dall' Europa centrale e orientale., dai Paesi Baltici e dai Paesi Scandinavi, viaggiando principalmente nell' Europa centrale, nei Paesi di Visegrad e nei Paesi nordici. Si occupa principalmente di politica, economia e questioni sociali, con particolare attenzione ai diritti civili e ai legami e alle prospettive dell'Unione Europea.

 
MARTEDÌ 10 MARZO, ALLE 21 IN VIDEOCONFERENZA (TEAMS).
“SAVING CHILDREN, LA MEDICINA AL SERVIZIO DELLA PACE: PASSATO, PRESENTE, FUTURO”.
INTERVENGONO: LUDOVICA DE BENEDETTI (SINISTRA PER ISRAELE DUE POPOLI DUE STATI), MARIA LUDOVICA CHIAMBRETTO (COMITATO AMICI DEL CENTRO PERES), MERCEDES BRESSO (GIÀ PRESIDENTE REGIONE PIEMONTE), MANUELA DVIRI (SCRITTRICE E ATTIVISTA), ZVIA PERES WALDEN (PERES CENTER FOR PEACE AND INNOVATION), RACHEL HADARI (RESPONSABILE DEL PROGETTO MEDICINA). MODERA ADA TREVES (GIORNALISTA).

Il Centro Peres cura bambini palestinesi e siriani negli ospedali di tutto Israele, fornendo loro trattamenti medici complessi e spesso salvavita. Ogni mese, il Centro Peres gestisce decine di richieste e, dal lancio del programma nel 2003, sono stati curati 12.500 bambini. Oltre all'importante aspetto umanitario di salvare la vita dei bambini bisognosi, questo programma crea un punto di incontro unico tra famiglie, équipe mediche e ospedali, costruendo ponti di speranza e pace.

"Quando mi chiedono come voglio essere ricordato, rispondo: 'Come qualcuno che ha salvato la vita di un bambino'. Non riesco a pensare a niente di più nobile."
Shimon Peres
 

GIOVEDÌ 12 MARZO, ALLE 18 IN VIDEOCONFERENZA (MEET).
“NOTIZIE DAL FUTURO. I ROMANZI DISTOPICI”, VIDEOSOFIA CON ALBERTO BANAUDI.

ALBERTO BANAUDI: laureato in Lettere Classiche presso l’Università di Torino e quella in Filosofia presso l’Università di Genova. È professore di storia e filosofia al liceo scientifico “Nicola Pellati” di Nizza Monferrato e di letterature classiche all’Utea. Oltre ad insegnare, si dedica alla ricerca filosofica.

 
VENERDÌ 20 MARZO, ALLE 21 IN PRESENZA AL CASTELLO DI CISTERNA D’ASTI.
L'AUTORE GIANNI OLIVA PRESENTA “LA PRIMA GUERRA CIVILE. RIVOLTE E REPRESSIONE NEL MEZZOGIORNO DOPO L'UNITÀ D'ITALIA” (MONDADORI).
DIALOGA CON BRUNO QUARANTA.

Dopo l’Unità d’Italia, il Mezzogiorno precipita in una sanguinosa guerra civile. Da un lato, i ribelli si oppongono alle nuove istituzioni con violenza: teste mozzate esposte come trofei, stupri, soldati evirati. Dall’altro, lo Stato risponde con rastrellamenti, incendi di villaggi e fucilazioni sommarie. Ma etichettare tutti i ribelli come «briganti» e definire questa contrapposizione una «lotta al brigantaggio» è un errore, che produce una grave lacuna nella storiografia ufficiale. Per comprendere questo delicato momento della storia del nostro paese bisogna andare oltre le interpretazioni tradizionali e coglierne il carattere multiforme. Alla base c’è la questione della terra, che muove plebi impoverite, le quali vedono nel nuovo Stato non un’opportunità ma un ulteriore peso – a partire dalla coscrizione obbligatoria – e mettono in piedi rivolte che non hanno programma né direzione. Su questa instabilità sociale si innestano bande criminali, che talvolta si ammantano di valenze politiche ma che in realtà agiscono per il proprio tornaconto. Infine, agenti borbonici, papalini e reazionari locali non esitano a fomentare il caos per destabilizzare il neonato Stato italiano. La classe dirigente liberale, formatasi al Nord, ignora i problemi sociali del Mezzogiorno e, nell’ansia di legittimarsi agli occhi dell’Europa, risponde alle rivolte con la potenza del Regio esercito. Ne consegue un conflitto sproporzionato, in cui vengono mobilitati due terzi delle forze armate e si contano più vittime che nelle tre guerre di indipendenza messe insieme. In questa ricostruzione storica, rigorosa e appassionante, Oliva ripercorre quella che fu la prima, drammatica guerra civile italiana. E lo fa senza indulgere nella retorica neoborbonica né dar credito ai silenzi autoassolutori della storiografia ufficiale. Il risultato è un ritratto essenziale della nascita del nostro paese, fondamentale per comprendere le radici delle divisioni che lo attraversano ancora oggi.

GIANNI OLIVA: storico e giornalista, è nato a Torino ed è docente di Storia delle istituzioni militari. È autore di numerosi saggi di carattere scientifico-divulgativo e di Il pendio dei noci, il suo primo romanzo, premiato alla 73° edizione del Premio Bancarella. Tutte le sue opere sono pubblicate da Mondadori. È presidente del conservatorio Giuseppe Verdi di Torino.

BRUNO QUARANTA: Giornalista a Il Giornale e poi a La Stampa dove per trent’anni è stato critico letterario di Tuttolibri sul quale ancora scrive. Attualmente collabora con La Repubblica. È autore, tra l'altro, di Le nevi di Gobetti (Passigli) e Una città per Proust (Hacca). È tra i curatori dell’opera omnia di Giovanni Arpino pubblicata da Rusconi. Liberi di credere. Interviste a protagonisti sulle strade di Dio da Enzo Bianchi a Carlo Maria Martini (Interlinea) è il suo ultimo saggio.

 
MARTEDÌ 24 MARZO, ALLE 18 IN VIDEOCONFERENZA (MEET).
“IL VANGELO NEI LAGER. DON ANGELI E PADRE GIROTTI: L'ECUMENISMO NASCE NEI CAMPI DI CONCENTRAMENTO”.
NE DISCUTONO ENRICA TALÀ, DON ADRIANO ROSSO, RENATO VAI. MODERA LUCIANO MARENGO.

ENRICA TALÀ: direttrice del Centro studi don Roberto Angeli di Livorno, consigliere nazionale dell’Associazione Italiana Maestri Cattolici e formatrice.

DON ADRIANO ROSSO: direttore del l’Ufficio per l’Ecumenismo e il dialogo interreligioso. Direttore dell’Istituto diocesano di Musica Sacra.

RENATO VAI: ricercatore e custode della memoria dei Giusti tra gli Albesi.

LUCIANO MARENGO: già dirigente scolastico, è direttore dell’Ufficio per la Pastorale scolastica e consigliere dell’Associazione S. Giovanni di Alba.

 
MERCOLEDÌ 25 MARZO, ALLE 18 IN PRESENZA AL CASTELLO DI CISTERNA D’ASTI.
LUCIANO BERTELLO PRESENTA “LA CUCINA DEL PUTAGÉ. SAPERI DEL FARE E PATRIMONI DELL’UMANITÀ FRA LANGHE-ROERO, MONFERRATO E TORTONESE” (SORÌ EDIZIONI).
L'AUTORE DIALOGA CON SERGIO ARDISSONE.

“Il putagé è il luogo della codificazione della cultura contadina nel passaggio dall’oralità alla storia. Le massaie-chisinere-cuoche di Langa, Roero, Monferrato e Tortonese sono sempre raccontate dietro al putagé, una cucina eroica perché faticosissima ma anche praticità. La chiamavano ‘cucina economica’ per i suoi tanti usi: riscaldamento della casa, dell’acqua, le bocchette per asciugare i panni, la cenere usata come concime. Non si buttava via niente. Quella è una Madeleine: il ricordo, i sentimenti, l’atmosfera. Il libro non è un esercizio di nostalgia ma la dimostrazione che alcuni putagé sono ancora accesi perché i sapori di cibi cotti lentamente, esistono ancora: ragù, polenta, minestrone, coniglio, bagna cauda… sono piatti tipici proprio da putagé. Il libro racconta alcune realtà del basso Piemonte: dalle Langhe al Tortonese, tutta l’area preappenninica, tutte con valori comuni molto forti. Si tratta di locali posti in zone rurali dove la naturalezza dei luoghi è la stessa dei paesi di una volta. Sono mani femminili quelle che conducono questo tipo di cucina, la conduzione è familiare e il legame forte con la terra.” Luciano Bertello.

LUCIANO BERTELLO: già insegnante, ha condotto ricerche su archivi e patrimonio orale della civiltà contadina di Roero, Langhe e Monferrato. Dal 1996 al 2015 ha guidato l'Enoteca Regionale del Roero, promuovendo lo sviluppo culturale ed economico della zona con iniziative internazionali. Ha contribuito al riconoscimento UNESCO dei paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato e, tramite la casa editrice Sorì Edizioni, ha sostenuto progetti culturali territoriali. Attivo nella vita economica e culturale locale, collabora con quotidiani e settimanali con rubriche e approfondimenti tematici. Autore di numerosissime pubblicazioni, le più recenti sono: I saperi del fare. Uomini e luoghi nei paesaggi viticoli di Langhe-Roero e Monferrato (collana), Piccola storia dei tajarin. Viaggio affettuoso di un piatto povero diventato ricco (2022), Osterie della tradizione. Tra Langa, Roero, Monferrato e Tortonese (2022).

SERGIO ARDISSONE: fotografo astigiano e giornalista collaboratore del quotidiano “La Stampa”, autore di libri e reportages, ha percorso le strade del mondo, alla ricerca di popoli, tradizioni, culture, emozioni.

Altritasti Periodico on line dell'Associazione di Promozione Sociale Altritasti - via Carducci 22 - 14100 Asti - C.F. 92060280051
Registrazione: Tribunale di Asti n. 7/2011 del 28.10.2011 - Direttore Responsabile: Alessandro Mortarino