
A cura di Castagnole Attiva.
A seguito dell’articolo apparso on-line il 19 novembre su La Stampa “Nell’Astigiano iniziano i lavori per l’azienda che produrrà cibo per animali” che recita: “A Castagnole Lanze (Asti) sono iniziati i lavori per lo stabilimento agroalimentare della Cerere spa della Schiappapietra Holding. La Smart Green Factory che produrrà cibo per animali e persone sorgerà nell'area ex Miroglio dismessa nella zona industriale del paese”, l’associazione “Castagnole Attiva odv” chiede con urgenza al Comune di Castagnole delle Lanze chiarezza e trasparenza su quanto sta accadendo nell’area ex Miroglio, in Valle Tanaro...
Ricordiamo che il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte, con ordinanza del 23 ottobre 2025, ha deciso per la sospensione cautelare del Permesso di Costruire n. 4736/2025, rilasciato il 28 gennaio 2025. L’ordinanza del TAR, emessa a fronte del ricorso presentato da diciassette cittadini, ha bloccato l’efficacia del permesso fino alla decisione nel merito, fissata per l’8 ottobre 2026. In particolare, il TAR ha riconosciuto il rischio concreto di un danno grave e irreparabile al patrimonio paesaggistico UNESCO, proprio perché l’opera potrebbe realizzarsi in qualunque momento sulla base del solo permesso edilizio — cosa che, stando alle notizie apparse, sembrerebbe già in atto.
Tutto ciò ci sembra in contrasto rispetto all’atto di sospensione da parte del TAR. Abbiamo chiesto un parere tecnico-giuridico al nostro legale, che ha evidenziato delle notevoli perplessità su quanto affermato nell’articolo.
Per questo motivo, l’associazione “Castagnole Attiva odv” chiede pubblicamente all’amministrazione comunale, a cui spetta il compito di tutela e sorveglianza del territorio, e all’Ufficio Tecnico del Comune di fornire le seguenti informazioni:
1. chiarire l’esatta natura e portata dei lavori in corso in Valle Tanaro, ovvero se se tali lavori rientrino o meno nell’ambito del permesso sospeso dal TAR oppure in altra autorizzazione;
2. anche a tutela dell’Amministrazione un sopralluogo sul sito in questione, e ove siano accertati lavori privi di titoli o conseguenti al permesso di costruire sospeso dal TAR, di valutare l’emissione di provvedimenti di sospensione e/o sanzionatori .
4. se siano o meno formalmente compatibili con l’ordinanza del TAR di meno di un mese fa la presentazione e il rilascio di nuove autorizzazioni edilizie per la medesima area, vista la sospensione del permesso di costruire n. 4736/2025;
5. rendere immediatamente accessibile tutta la documentazione tecnica e amministrativa relativa alle eventuali nuove pratiche.
Ribadiamo che non chiediamo di fermare qualcosa a priori e che vediamo con favore i progetti volti al rispetto dell’ambiente e alla riqualificazione della Valle Tanaro. Chiediamo però che si rispetti il diritto dei cittadini a essere informati — poichè si tratta di un’area vincolata UNESCO e di un progetto su cui la comunità ha espresso con forza le proprie perplessità.
Il fatto che il TAR abbia ritenuto fondato il nostro ricorso non è un dettaglio tecnico. È un segnale forte che invita a fermarsi, riflettere e ripensare insieme al futuro della Valle Tanaro.

