Equa, l’app per il consumo critico

di Stefano Panzeri.

In un mercato globalizzato, in cui le filiere produttive sono sempre più opache e distanti, il rispetto dei diritti delle persone, dell’ambiente e degli animali da parte delle imprese spesso non è garantito. Vengono continuamente scoperti comportamenti ai limiti della legalità, così come vere e proprie strategie di social e greenwashing, messi in atto dalle compagnie al solo scopo di preservare la propria reputazione di fronte a una crescente attenzione pubblica alla sostenibilità...

Le etichette ambientali, dai simboli bio alla scala energetica sugli elettrodomestici fino alle svariate certificazioni in circolazione, offrono informazioni preziose, ma spesso parziali e raramente indipendenti. Mancano quasi sempre riferimenti chiari al rispetto dei diritti dei lavoratori, alla trasparenza fiscale, alla sostenibilità della filiera o all’eventuale coinvolgimento in settori controversi. I metodi più completi, come l’analisi del ciclo di vita (Life Cycle Assessment), restano poco diffusi, complessi da realizzare e quasi assenti sulle confezioni. Illudersi che questi attori economici adottino spontaneamente comportamenti più etici, dunque, è irrealistico.

La pressione esercitata dai cittadini consumatori attraverso scelte di acquisto consapevoli può diventare un elemento decisivo per spingere le imprese verso un cambiamento reale. Ed è in questo contesto che si inserisce Equa, la prima app in Italia sul consumo responsabile, pubblicata a luglio 2024 proprio per offrire uno strumento di analisi indipendente e facilmente accessibile che permetta di valutare prodotti e servizi in base ai propri valori, andando oltre la logica del prezzo più basso.

Equa è un’app gratuita (con contenuti extra a pagamento) che valuta le aziende secondo tre macro-criteri – rispetto dei diritti umani, dell’ambiente e del benessere animale – articolati in circa 120 indicatori. Il risultato è un punteggio da 0 a 100, accompagnato da una scheda sintetica, riferimenti alle fonti e informazioni utili per decifrare proprietà e marchi commerciali. Equa è stata ideata e sviluppata dall’associazione non profit Osservatorio sui Diritti Umani ETS.

Disponibile per Android e iOS (basta cercare “Equa” su Google Play o App Store), l’applicazione si presenta di fatto come un motore di ricerca critico: si inserisce il nome di un’azienda e si ottiene una valutazione complessiva, suddivisa per area tematica, con i principali elementi emersi nell’analisi. Oltre al punteggio complessivo, l’app fornisce l’elenco dei brand collegati alla società, la sua struttura proprietaria e un articolo che ne sintetizza il comportamento in ambito sociale e ambientale.

L’utente può consultare gratuitamente tutte le schede inserendo il nome dell’impresa, mentre alcune funzionalità aggiuntive – come la ricerca per categoria di prodotto o l’accesso alle alternative più sostenibili – sono disponibili in abbonamento. Anche per i contenuti premium, comunque, la logica seguita è quella dell’inclusività: si può scegliere tra diversi tagli (da 20 fino a 70 euro all’anno), ma qualunque sia la cifra scelta si avrà accesso a tutti i contenuti a pagamento, così da permettere agli utenti di sostenere il progetto in base alle proprie possibilità.

Oltre all’informazione, Equa propone strumenti per l’azione. In pochi click, infatti, è possibile inviare all’azienda analizzata un messaggio precompilato, via social o email, con richieste di miglioramento o, nel caso di comportamenti virtuosi, con un riconoscimento pubblico. Una forma di pressione diffusa, utile per stimolare cambiamenti e costruire alleanze tra consumatori critici e imprese responsabili.

Le analisi toccano, per ciascuna delle aziende considerate, tre macro aree – rispetto dei diritti umani, dell’ambiente, degli animali – a propria volta suddivise in sedici griglie e circa 120 punti.

I ricercatori utilizzano fonti indipendenti e affidabili per valutare vari aspetti del comportamento aziendale, come la presenza in paradisi fiscali, i collegamenti con regimi oppressivi, il rispetto dei lavoratori e molto altro (cliccando qui si scoprono altri dettagli). Naturalmente sono analizzati in profondità anche i documenti diffusi dalle aziende, come report di sostenibilità o richieste fatte nella catena del valore ai fornitori in merito a queste tematiche. Anche in questo caso, però, non è sufficiente un’autodichiarazione per raggiungere il punteggio massimo: nei casi in cui i ricercatori dovessero trovare delle critiche provenienti da fonti affidabili proprio sugli impegni presi pubblicamente delle imprese, queste potranno perdere anche tutti i punti raggiunti in quella determinata sezione. Se un’impresa, per esempio, promuove un’immagine ecologica di sé, ma è stata oggetto di critiche documentate da fonti attendibili – come rapporti di Greenpeace o campagne della società civile – il punteggio finale ne risulterà fortemente penalizzato.

Nella sezione premium di Equa è possibile leggere il dettaglio di ogni singola valutazione, comprese le fonti utilizzate con relativo link, la data di consultazione e il dettaglio dei punteggi suddivisi per ciascuna delle tre aree di analisi (diritti umani, ambiente, animali).

L’app Equa nasce da una rete di collaborazioni con esperienze consolidate nel campo del consumo critico. Il riferimento più diretto è il Centro Nuovo Modello di Sviluppo, che per anni ha pubblicato la storica Guida al Consumo Critico a cui Equa si ispira apertamente. A permettere a questo progetto di decollare, poi, c’è stato l’importante aiuto di Ethical Consumer, la più importante realtà al mondo sul tema del consumo responsabile attiva a Manchester dal 1989. Equa oggi fa parte della rete globale Ethical Consumer Partners, che ha contribuito alla formazione dei ricercatori e alla definizione dei criteri di valutazione delle aziende.

Il comitato scientifico di Equa comprende poi esperti in vari settori: Francesco Gesualdi (fondatore del Centro Nuovo Modello di Sviluppo), Deborah Lucchetti (coordinatrice italiana della Campagna Abiti Puliti), Ugo Biggeri (già presidente di Banca Etica e coordinatore europeo di Global Alliance for Banking on Values), Gabriella D’Amico (Assobotteghe) e Jason Nardi (Rete Italiana Economia Solidale).

Essendo uno strumento lanciato da poco (è stata pubblicata a fine luglio 2024), l’app soffre per ora di una copertura limitata. A oggi, infatti, sono presenti valutazioni su una selezione di settori: alimentare (pasta, bibite), elettronica (smartphone, tablet, computer) e bevande (bibite gassate).

L’obiettivo dichiarato, però, è allargare progressivamente la banca dati, fino a coprire i principali beni e servizi acquistati quotidianamente in Italia. Il progetto è stato avviato anche grazie al sostegno economico di Etica Sgr, società del Gruppo Banca Etica. Ma il modello di sostenibilità si basa oggi soprattutto su abbonamenti, donazioni individuali e partnership con realtà del consumo solidale, come Gruppi di acquisto, Distretti dell’economia solidale e botteghe del commercio equo. Per informazioni e proposte di collaborazione o supporto è possibile scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Tratto da: https://comune-info.net/equa-lapp-per-il-consumo-critico

 

 

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