Un bonus comunale per dimezzare i costi di riparazione

Arriva anche in Italia un concreto stimolo istituzionale per sostenere il passaggio da un'economia basata su oggetti "usa e getta" a una nuova (nuova?...) epopea basata sul loro recupero funzionale: un sistema di incentivi a livello locale per la riparazione di beni di uso quotidiano...

L'esempio arriva dalla Toscana e, naturalmente, dalla città lucchese di Capannori (circa 47 mila abitanti) da sempre all'avanguardia nelle politiche connesse alla gestione dei rifiuti e dell'economia circolare.
L'amministrazione comunale ha infatti deciso di mettere a disposizione della cittadinanza un “bonus riparazioni”, cioè un contributo comunale che potrà coprire fino al 50% del costo di riparazione di piccoli e grandi elettrodomestici, smartphone, computer, biciclette e abbigliamento. Le cittadine e i cittadini potranno rivolgersi a una rete di riparatori accreditati che applicheranno direttamente lo sconto, ricevendo poi il rimborso dal Comune.

L’iniziativa vede una stretta sinergia progettuale tra il Comune, la Rete nazionale Zero Waste Italy e il Centro Ricerca Rifiuti Zero, e si colloca nel solco - anticipandone i tempi di recepimento - della direttiva europea 2024/1799 sul “diritto alla riparazione”, o “right to repair”, che gli Stati membri dell’UE dovranno implementare entro luglio 2026.
In Europa molte città - ad esempio Vienna, Graz, Berlino - hanno già avviato una sperimentazione simile, in grado di stimolare parecchi benefici in termini di riduzione dei rifiuti, risparmio per le famiglie, nuovi posti di lavoro nel settore artigianale locale.

In Francia, da oltre due anni, si sta sperimentando con successo un "bonus réparation” per la filiera tessile direttamente finanziato - attraverso un contributo obbligatorio - dalle aziende che immettono sul mercato abiti, biancheria per la casa e calzature. Il bonus consente sconti sulla riparazione/rammendo (dalle cerniere alle fodere, fino al risuolamento delle scarpe in cuoio) coprendo un massimo del 60% del costo totale dell’intervento.

Insomma, anche in Italia inizia a farsi largo una "cultura del rifiuto" che si... rifiuta di gettare oggetti facilmente riparabili.

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