IREN abbandona i call center astigiani: a rischio altri 62 posti di lavoro

Non c'è pace per i lavoratori dei call center di Asti: dopo gli esuberi già annunciati da Konecta (ex Comdata), anche Mediacom e Tecnocall hanno avviato procedure di licenziamento, causate dal mancato riconoscimento - da parte del committente IREN - dei volumi previsti nel sottoscritto bando di gara. Con conseguenze che ricadono interamente sul personale, assunto pochi mesi fa anche tramite clausola sociale...

La situazione occupazionale desta forti preoccupazioni e l'immediata reazione critica da parte delle forze sindacali e politiche, che chiedono responsabilità e rispetto dei patti, in particolare al gruppo IREN che, giova ricordarlo, detiene attualmente il 45% delle azioni e la gestione operativa di due aziende pubblico-private strategiche per il nostro territorio, cioè Gaia e Asp.
Inoltre, da mesi si è aperto un dibattito serrato sul futuro di Asp, poiché l'obbligo ormai impellente della creazione di un Gestore Unico per l'intero bacino idrico dell'astigiano-monferrato in forma rigorosamente pubblica, ipotizza un'azione che consenta l'uscita del socio Iren almeno per il servizio integrato acquedottistico.

Tecnocall e Mediacom, nel 2024, avevano costituito un raggruppamento temporaneo d’impresa per partecipare all’appalto Iren, commessa incentrata sul “servizio clienti”, successivamente vinto consentendo loro di prendere il posto di Konecta.
In virtù della clausola sociale, dal 1° luglio 2024 i lavoratori Konecta (inizialmente 130, poi scesi a 124) che si occupavano dell’appalto Iren erano passati alle dipendenze delle due aziende vincitrici, ossia Tecnocall e Mediacom, che avevano aperto (sempre in base ai vincoli della clausola sociale) una sede ad Asti.

Per i Sindacati la situazione è ora drammatica e occorre intervenire. “La ragione è legata al calo di volumi della commessa evidenziato dalle due aziende”, spiegano Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil: “Col passare dei mesi la situazione è diventata sempre più grave. All’inizio si parlava di ricorrere agli ammortizzatori sociali, adesso è arrivata la notizia degli esuberi, dovuti in parte anche all’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Una situazione che ci ha lasciato senza parole”.

Il segretario generale della Cgil Asti, Luca Quagliotti, ha puntualizzato i gravi rischi legati all’irruzione dell’intelligenza artificiale: “La questione dei call center è drammatica, perché le funzioni umane del consumer care possono essere sostituite dall'intelligenza artificiale. Sono anni che denunciamo che ci sarebbero stati problemi con i call center: se non interveniamo, il settore rischia di entrare in una grandissima crisi”.

Ambiente Asti ha depositato un'interrogazione in consiglio comunale invitando l'amministrazione a farsi parte attiva presso IREN per chiedere il rispetto dei volumi di lavoro previsti contrattualmente e la tutela dei livelli occupazionali.

A noi pare plausibile ritenere che le scelte - gravi - di IREN possano rientrare in una sorta di pressione psicologica attivata dalla multiutility (ex municipalizzata, ora quotata in Borsa) proprio per la conduzione delle trattative in corso sul futuro di Asp.
In ogni caso, la vicenda tocca la vita di tante - troppe - famiglie di lavoratori astigiani. Dal futuro quanto mai incerto...

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