
A cura dei consiglieri del Partito Democratico del Comune di Asti Michele Miravalle, Luciano Sutera, Maria Ferlisi, Roberto Vercelli.
Dopo gli episodi di cronaca che hanno coinvolto giovani e giovanissimi in città serve un “cambio di passo”.
Nelle ultime settimane alcuni episodi di cronaca cittadina hanno coinvolto giovani e giovanissimi: prima l’imbrattamento del Movicentro, poi il caso dello studente trovato a scuola con un coltello a serramanico, infine le numerose segnalazioni di atti di vandalismo in piazza Astesano (su cui il Partito democratico ha depositato un’interpellanza)...
Episodi diversi tra loro, ma che pongono con chiarezza una questione di sicurezza che non può essere né ignorata né strumentalizzata.
A livello nazionale, i dati aiutano a inquadrare il fenomeno senza semplificazioni. Nel 2024 in Italia i minori denunciati e/o arrestati sono stati oltre 38.000, con un aumento di circa il 16% rispetto al 2023 e di circa il 30% rispetto al periodo pre-pandemico. Questi numeri non vanno letti in chiave allarmistica: l’aumento delle segnalazioni non coincide automaticamente con un’esplosione di violenza giovanile, ma riflette fragilità sociali, dinamiche di gruppo, carenza di presìdi educativi e cambiamenti nei controlli sul territorio.
Davvero il Comune non può fare nulla? Le politiche della sicurezza sono di competenza delle forze dell’ordine, ma le politiche locali hanno un ruolo decisivo, soprattutto sul terreno della prevenzione, della presenza educativa e delle opportunità offerte ai giovani.
Non serve mettere la testa sotto la sabbia, ma provare a fare di Asti un “laboratorio” per politiche di sicurezza efficaci. Ecco quattro proposte concrete per Asti da cui cominciare:
1) Un nuovo spazio di aggregazione giovanile
La chiusura del Centro Giovani ha lasciato un vuoto evidente, mai realmente colmato. Serve progettare un luogo aperto, plurale e accessibile, dove ragazze e ragazzi possano fare musica, socialità e attività co-gestite insieme a loro, con il supporto di educatori e associazioni. La prevenzione passa anche da spazi riconosciuti e vissuti positivamente.
2) Un programma di “volontariato civico” per i giovani astigiani
Avviare programmi strutturati che coinvolgano i giovani in esperienze di servizio con associazioni, realtà culturali, sociali e ambientali del territorio. In cambio, il Comune può offrire sconti e agevolazioni su cinema, teatro, impianti sportivi e attività comunali.
Partecipazione e responsabilità rafforzano il senso di appartenenza e la cura della città.
3) Attuare davvero la “sicurezza integrata”
Dare seguito all’emendamento proposto dall’opposizione sulla sicurezza integrata e per cui sono stati stanziati specifici fondi del bilancio comunale, facendo collaborare Polizia Municipale, servizi sociali ed educativi, operatori sanitari e di prossimità nei quartieri della città. La sicurezza non è solo controllo, ma presenza coordinata e presa in carico precoce delle situazioni di fragilità.
4) Rafforzare la tutela della salute mentale degli adolescenti
Il disagio psicologico tra i più giovani è oggi uno dei nodi centrali, spesso senza risposte adeguate. È necessario promuovere e rafforzare, in collaborazione con l’ASL, i servizi dedicati alla salute mentale degli adolescenti - ad oggi molto in affanno - garantendo una presenza stabile nelle scuole cittadine e percorsi di ascolto e prevenzione.
Non servono allarmismi, ma nemmeno immobilismo. Asti ha bisogno di una strategia che unisca fermezza e prevenzione, regole e opportunità.
Il Comune può fare molto.

