
di Domenico Sanino, Presidente di Pro Natura Cuneo.
Dietro il muro della caserma Montezemolo, in piazza d’Armi a Cuneo, si intravvedeva fino a pochi giorni fa il verde di un grande parco, che pochi fortunati erano riusciti a visitare. Al suo interno, come riferito da chi l’aveva gestito, c’erano piante di pregio, tra cui anche delle sequoie. Il parco fu realizzato una sessantina di anni fa grazie alla volontà di un militare, custode dell’area deposito carburante della caserma, con tanta pazienza e buona volontà per nascondere le brutture dei magazzini e dei depositi...
La caserma, poi, è passata di proprietà del Comune di Cuneo, che quest’autunno ha iniziato i lavori, abbattendo decine di piante, per la realizzazione di una “piastra” di 10.000 mq per manifestazioni!
Anni fa, quando la caserma era passata al Comune e si erano prospettati gli interventi di abbattimento delle piante, sollecitati da tanti cuneesi che temevano, giustamente, di perdere questa grande area verde attigua al parco Parri, avevamo offerto all’Amministrazione un censimento, gratuito, delle specie presenti ed uno studio sullo stato di salute delle medesime, in modo che si potessero prendere decisioni appropriate e motivate.
Dal Comune nessun riscontro alla nostra offerta se non la risposta dell’assessore competente su un giornale locale, dopo che era stata pubblicata la nostra offerta di studio: in sostanza, in una lunghissima sequela di norme, l’assessore di allora, l’avvocato Mauro Mantelli, sosteneva che “l’offerta collaborativa costituisce una prestazione di servizio. L’Amministrazione pubblica, dopo aver valutato la possibilità di ottenere il medesimo risultato utilizzando proprio personale, se intende ottenere una prestazione di servizio deve rispettare il codice dei contratti (decreto legislativo del 14 aprile 2016, numero 50)”.
La nostra non era una “prestazione di servizio”, ma un’offerta di collaborazione.
Per alcuni anni un gruppo di volontari di Pro Natura ha pulito alcune aiuole della città, senza che fosse stata avanzata nessuna simile obiezione. Non era ancora stato approvato dal Comune il regolamento per i beni comuni che norma la collaborazione tra privati cittadini e Comune proprio per mantenere i beni comuni.
Nel 2000, poi, per i 250 anni dal viale degli Angeli, Pro Natura Cuneo ha offerto al Comune uno studio sullo stato di salute delle piante del viale, lavoro effettuato dall’IPLA e molto gradito dagli amministratori del tempo perché ha consentito interventi mirati volti alla conservazione del patrimonio verde. In questo caso, nessuno ha avuto da obiettare di sottrazione di guadagno da parte di tecnici.
Continuava l’assessore: “Il risultato di questa prestazione, se vuole avere qualche validità, dovrebbe diventare un documento ufficiale con il quale il Comune vincola i futuri progettisti ai risultati dello studio” . Eh, già, proprio così! Ma per quale motivo, se il documento fosse una fotografia accurata ed aderente alla realtà del patrimonio verde della Montezemolo, non sarebbe potuto essere ufficializzato dall’Amministrazione e assunto come guida per la progettazione di un intervento che ne preservasse l’integrità?
Purtroppo non c’è stata la volontà di affrontare il problema con un’ottica diversa. Oggi riceviamo tante telefonate di cittadini arrabbiati e che ci accusano di non aver fatto abbastanza per salvare gli alberi. Abbiamo tentato in tutti i modi, ma, purtroppo, senza risultati...

