Laboratorio Studentesco Autogestito ad Alba: dialogo difficile

A cura del collettivo studentesco Cohiba Esplendidos.

Il 24 marzo abbiamo incontrato il sindaco per discutere del progetto del L.A.S. “Checco”. L'incontro è stato alquanto inconcludente: siamo stati minacciati di ripercussioni nel caso in cui intendessimo proseguire dal basso,attraverso vie popolari. Il Sindaco si è tuttavia reso disponibile al dialogo qualora, dopo i lavori di ristrutturazione del parco - che a detta sua inizieranno tra 2 settimane - fossimo disposti a creare un’associazione e a partecipare al bando di gara per la gestione dello spazio.
Come collettivo, ovvero un gruppo informale e spontaneo di persone con interessi politici, sociali e culturali, abbiamo chiesto a al Comune se potessero esserci altre vie meno inibitorie per riuscire a portare un laboratorio culturale e gratuito in un'area frequentata da ragazzi di ogni età, in una città dove gli spazi e le attività gratuite per i giovani sono alquanto inesistenti, e su questo punto non c'è stata possibilità di dialogo...

La formula proposta dal Comune risulta insostenibile per un gruppo informale di studenti che difficilmente rimangono sul territorio finita la scuola superiore e in gran parte composta da minorenni.
Inoltre, seguire la strada dell'associazionismo non è cosa per nulla semplice, né da creare né tanto meno da mantenere, in quanto per partecipare a bandi di gara sono necessari requisiti economico-finanziari e tecnico-professionali che degli studenti minorenni delle superiori non hanno, e per questo partecipare a un bando sarebbe del tutto proibitivo.

In aggiunta a ciò, in quanto collettivo antifascista, ci teniamo a fare notare una ipocrita contraddizione: il Comune ha concesso una sala a un gruppo di fascisti, condannati dallo stesso Comune per un'azione vile davanti alle scuole di Alba risalente a circa due mesi fa, mentre l’unico dialogo che siamo riusciti ad ottenere noi, che come obiettivo abbiamo il semplice arricchimento critico e artistico degli studenti che frequentano davvero la città di Alba, è stato uno scontro di idee senza alcuna via d’uscita se non quella dell’associazionismo, reputata fin troppo complessa anche da un mediatore presente assieme a noi.

Oltretutto, ci teniamo a portare alla luce il fatto che lo spazio fosse stato abbandonato dal Comune da circa quindici anni e che abbiamo ritrovato in situazioni fatiscenti: a prendersene cura e sistemarlo non è stato il Comune ma noi, studenti e giovani che hanno visto in quel posto la speranza di uno spazio autentico e vivo.

A questi lavori ha partecipato anche un nostro caro amico e compagno, Francesco Foglino, membro attivo nella realtà albese, al quale abbiamo dedicato questo progetto, consapevoli che persone a cui non appartiene il lutto avrebbero potuto vedere in questo atto una strumentalizzazione del progetto, per poter “usufruire illegalmente” dello spazio.
Il nome è stato scelto non per fare pietà a qualche membro del Comune, ma per poter permettere al nostro amico di portare avanti un progetto per cui lui ha dedicato giornate intere e interesse vero, attraverso la sua memoria, tenendo bene in conto che un'opposizione che agisce in mala fede avrebbe potuto ritorcere a proprio favore la nostra azione.

Durante il consiglio comunale del 26 marzo è stata discussa, verso la fine, la questione del L.A.S. Checco ed è proprio il consigliere Bolla a strumentalizzare la questione da lui sollevata, concentrando l'attenzione del discorso sul nome di una persona che non ha fatto parte della sua vita, parlando della sua memoria come materiale politico o qualcosa su cui si può discutere.
Invitiamo la giunta comunale, e in particolare l'opposizione, a riflettere sull'accaduto, perché non ci fermeremo davanti a queste velate minacce e continueremo la nostra lotta nelle strade di Alba e nei suoi luoghi di aggregazione, portando avanti la nostra progettualità che partirà dall’11 aprile con una realtà colorata e diversa dalla monotonia grigia della loro austerità.

Al loro no rispondiamo con creatività e collettività, alla loro tanto decantata legalità rispondiamo con la rivendicazione di tutte le strade di Alba.

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La nostra lotta non si arresta, saremo marea.

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