
di Domenico Sanino, Pro Natura Cuneo.
Da molto tempo è in corso un dibattito sul rifacimento di piazza Europa con le posizioni contrapposte del Comune che intende abbattere i cedri presenti sulla piazza e di molti cittadini (sono state raccolte circa 9.000 firme) e delle Associazioni ambientaliste che vogliono mantenerli. Pro Natura Cuneo, Pro Natura Piemonte, l’Associazione di Piazza in Piazza e alcuni cittadini, dopo inutili e vani tentativi di ottenere dalla Giunta comunale un ripensamento, sono ricorsi ai vari gradi della magistratura fino al Consiglio di Stato che, per la seconda volta, con ordinanza del 5 marzo scorso, ha bloccato l’abbattimento dei cedri, che il Comune si stava apprestando a fare, condannandolo anche al
pagamento di 3.000 euro per le spese legali...
La sentenza definitiva è prevista per il 25 giugno prossimo.
Perché i cedri, secondo cittadini e ambientalisti, non devono essere abbattuti?
Intanto, non è ammissibile deciderne l’abbattimento senza la presenza di motivate ragioni di precaria stabilità e conseguenti rischi per la sicurezza delle persone, perizia che il Comune non ha mai fatto. Una relazione tecnica dello stato agronomico e statico dei cedri è stata fatta fare dalle Associazioni ambientaliste e dalle minoranze in Consiglio Comunale ed ha segnalato l’ottimo stato di salute dei cedri.
Poi c’è tutta una serie di servizi ecosistemici che gli alberi attualmente presenti forniscono all’intera città: rimozione dell’inquinamento urbano (principalmente ozono e polveri sottili PM10 e PM 2,5), maggiormente efficace in quanto i cedri sono specie sempreverdi; riduzione dei picchi di temperatura estiva e benefici sul microclima; cattura e sequestro di carbonio; produzione di ossigeno; assorbimento delle acque piovane (riduzione ruscellamento e danni da piogge intense); rifugio per animali, in particolare avifauna; benefici in termini di gradevolezza e vivibilità.
È dimostrato che più un albero invecchia, più alto è il suo valore ambientale e quindi economico, sempre in termini di servizi ecosistemici resi, e quindi la eventuale compensazione con nuovi alberi giovani richiederebbe un numero molto elevato di esemplari. Per sostituire, ad esempio, una sola quercia di 80 anni, alta 30 metri, bisognerebbe mettere a dimora 3068 nuovi alberelli con diametro di 6 cm, oppure 35 alberi alti 15 metri, con diametro di 30 cm, ipotesi non realizzabile in pratica: 350 alberi al posto di 10!
Peraltro, alberi con più di 70 anni di vita sono tutelati da vincolo, a meno che tale prescrizione non venga rimossa per cause giustificabili e giustificate. Nel caso specifico i cedri potrebbero aver raggiunto tale età, perché quando furono messi a dimora nel 1970 avevano un’altezza di 7-8 metri con tronchi del diametro di 11-12 centimetri. Il Cedrus atlantica “glauca” (o cedro blu) presente in piazza Europa è varietà migliorata rispetto al Cedrus atlantica; ha una elevata resistenza climatica e ambientale ed è considerato, per la colorazione grigio-azzurrata degli aghi, una varietà ad alto valore ornamentale e di pregio.
Che cosa dicono le ordinanze del Consiglio di Stato?
Nella prima ordinanza del 2 ottobre 2025, il giudice, Luigi Carbone, scriveva che la scelta del Comune di Cuneo di abbattere i cedri “non appare sorretta da idonea motivazione, non avendo il Comune adeguatamente valutato, nel contemperamento degli opposti interessi, la circostanza che i cedri (esemplari di Cedrus atlantica glauca) hanno circa 70 anni di vita e rappresentano una specie arborea che per le sue caratteristiche e per la collocazione all’interno di una piazza centrarle e rilevante del Comune di Cuneo (come piazza Europa), sono considerati di particolare valore, non solo economico e ambientale, ma anche culturale. Non appare, a tal fine, sufficiente affermare che il nuovo progetto tiene conto delle esigenze ambientali in base alla mera sostituzione delle piante esistenti con nuove piante, poiché queste appaiono incomparabili con quelle esistenti per tipologia, qualità e valore storico.
La scelta appare, altresì, manifestamente irrazionale, trattandosi dell’abbattimento di alberi pluridecennali, che, allo stato e salvo ogni diverso accertamento, non risultano precari o poco stabili o pericolosi per la sicurezza urbana, ma risultano al contrario “sani e vigorosi”: la soppressione, senza una effettiva ragione, di creature viventi e testimoni di precedenti epoche storiche appare non coerente con l’art. 9 della Costituzione, oltre che per il profilo storico-culturale prima menzionato, anche con riferimento alla tutela dell’“ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni”, oggetto di recente integrazione del dettato costituzionale (terzo comma)”.
Nella seconda ordinanza del 5 marzo 2026 i giudici hanno ribadito “l’esigenza di preservare gli alberi nelle more della decisione di merito (…) e che la controversia sia del tutto idonea a fondare la concessione della richiesta sospensione cautelare dell’esecutività della sentenza appellata, anche ai sensi dell’art. 9 della Costituzione”.
Il Comune di Cuneo, costituitosi in giudizio contro gli appellanti aveva ribadito “l’assenza di qualsiasi interesse dei ricorrenti all’impugnazione del progetto esecutivo dell’intervento, che sarebbe stato meramente confermativo del piano di fattibilità tecnica ed economica, divenuto ormai inoppugnabile, l’imprescindibilità, nell’ottica del “generale riordino e della fruibilità della piazza” della misura dell’abbattimento dei cedri, occupanti “l’intera superficie utile e riqualificabile della piazza”, nonché l’assenza del requisito del periculum in mora, che sarebbe stato solo genericamente dedotto dagli appellanti e non sarebbe potuto derivare “dalla sola circostanza che l’abbattimento degli alberi costituisca un fatto materialmente irreversibile”, dovendo essere individuato, eventualmente, in un “danno sanitario” connesso all’intervento nel caso, assolutamente non dimostrato”.
Sono ordinanze storiche, che faranno scuola, anche perché richiamano e fanno rispettare l’art. 9 della Costituzione, troppo spesso dimenticato, mettendo in evidenza il diritto di tutti gli esseri viventi di poter vivere. È una grande soddisfazione per chi in questi anni ha combattuto questa battaglia, dedicando tempo e denari, non tanto per sé, ma per le generazioni future. A tutti questi cittadini e a chi, anche tra le forze politiche, li ha sostenuti, va il nostro grazie.
Intanto, in attesa della sentenza definitiva, la sindaca ha dichiarato la non intenzione della giunta comunale di continuare nella “riqualificazione” della piazza, che resterà così! Abbiamo più volte dimostrato che la sistemazione si può fare con i cedri a costi di gran lunga inferiori. Basta volerlo. Per il momento i cedri sono salvi, e questo è l’aspetto importante. Poi si vedrà.

