Lettera aperta sullo stato di salute del Tanaro

Siamo il Laboratorio Sociale Chabas, una realtà albese, nata da poco più di un anno, che si batte contro le differenze di genere, per il diritto alla casa e contro l’inquinamento. La presente è per portare l’attenzione sul nostro fiume: il Tanaro.

Il Tanaro è il sesto fiume d’Italia per lunghezza ed in Piemonte è secondo solo al Po. Nasce sulle alpi liguri al confine sud-occidentale con la Liguria e scorre per 276 km  prima di sfociare nel Po dalle parti di Bassignana (AL).

Il nostro fiume è malato.

Da un’intervista al celebre naturalista ed agronomo Edmondo Bonelli: (…) “Dal momento che l’ecosistema è stato banalizzato, venendo meno il concetto di biodiversità, l’ambiente è diventato sempre più debole ed esposto a rischi esterni, come la diffusione di insetti e piante esotiche. La più invasiva delle quali è l’Ailanto, che è presente in moltissimi punti del fiume e crea un danno enorme alla vegetazione locale.”(…) .

I reati ambientali, peraltro, si moltiplicano:

Secondo i principali dati di processo dell’impianto del Depuratore di Govone, la domanda chimica di ossigeno (COD), che per legge non deve superare i 160 mg/l, a monte del depuratore è ben 387 mg/l.

I solidi sospesi totali, e cioè quella parte di materiale presente in sospensione in un campione d’acqua che può essere separato per filtrazione, eccedono di 6 volte il limite di legge (207 mg/l a fronte di 35 mg/l).

 Altri dati scaturiscono dalle analisi EBI (ovvero Extendid Biotic Index) condotte dalla cooperativa Erica con rilievi effettuati il 28 marzo scorso. Sui rilievi effettuati  a S. Biagio, quindi a monte di Alba, il risultato è stato di 9/14 (dove 14 è l’optimun), ergo un 6,5 se tradotto in voti scolastici. A valle di alba invece, a Canove di Govone, il risultato è solo 7/14.  Un 5, un’ insufficienza.

I risultati ottenuti mettono in evidenza un calo della biodiversità sul tratto fluviale,da monte a valle. Le specie animali ritrovate scendono da 19 a 12.

Infine i dati ARPA, dai quali risulta che lo stato chimico del fiume passa da buono a Narzole (punto di prelievo 06SS4F80ZPI) a non buono a S.Martino Alfieri (punto di prelievo 05SS4N804PI).

Discorso simile per gli inquinanti specifici (la cui scala di misurazione è suddivisa in tre punti: Elevato, Buono, Sufficiente); il Tanaro passa da Elevato a Narzole a Buono a S. Martino.

Nei mesi di giugno e luglio del 2019, dall’azienda Italgelatine spa,  saliva una puzza tremenda che  ammorbava l’aria per km e permaneva per intere settimane: nube tossica, asfissiante e maleodorante che stagnava sopra le vite di inermi cittadini, donne e bambini.

Al fine di comprendere l’origine del problema, abbiamo chiesto ad Italgelatine spa la visione dell’ AUA (Autorizzazione Unica Ambientale), ma l’azienda stessa ha rifiutato.

Nell’agosto a Niella Tanaro la Ditta B&A gestisce scorie e ceneri provenienti dall’industria pesante senza inertizzarle e trattarle come dovrebbe, provocando la contaminazione di un intero sito.

Senza contare le tonnellate di plastica nei rii, gli scarichi abusivi nel Tanaro, i trattamenti intensivi a vigne e nocciole ed i prelievi idrici che danneggiano il letto fluviale.

Il 9 novembre scorso abbiamo indetto una “marcia per il fiume” che ha visto la partecipazione di diverse realtà e di più di un centinaio di persone.

Onde evitare che in nome del profitto di pochi si possa avvelenare un fiume, una valle, le vite di migliaia di persone, il Laboratorio Sociale Chabas ed il Collettivo Mononoke richiedono maggiori controlli sulle aziende che scaricano scarti di lavorazione in Tanaro, ma anche su quelle prospicienti al fiume stesso.

Nel concreto richiediamo alle autorità competenti ed ai diretti responsabili:

  • Elenco e monitoraggio degli scarichi pubblici e privati riversati in Tanaro
  • Costante divulgazione dei dati relativi al monitoraggio di rii, torrenti e fiumi
  • Pubblicazione delle Autorizzazioni Uniche Ambientali (AUA) di tutte le aziende potenzialmente inquinanti

Rinnoviamo il diritto e l’impegno a difendere il nostro fiume, in quanto portatore e simbolo di vita e patrimonio naturale di tutta la collettività.

Laboratorio sociale “Chabas” e Collettivo “Mononoke”

 

 

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