di Maurizio Bongioanni.

Abbiamo già detto perché il fatto che il coronavirus abbia più che dimezzato le emissioni di CO2 nell'aria non sia una buona notizia (QUI). L'autore dell'articolo ci ha spiegato che non dev'essere quello il paradigma di lettura di questa emergenza, perché finirebbe per dare ragione ai neoliberisti puri secondo i quali l'unico modo per salvarci dal cambiamento climatico sia quello di bloccare l'intera economia. E quindi non si può fare.

Però, se vogliamo lanciare una provocazione, questo virus può anche essere una "benedizione": da come usciremo da questa emergenza, infatti, dipenderà la nostra reazione all'altra - e forse più grande - minaccia, quella "climatica"...

di Alessandro Mortarino.

Da diverse settimane chiunque affronti il tema del Coronavirus - non importa sia un medico, un politico, un giornalista o un vicino di casa - è solito dire che «stiamo combattendo una guerra. Contro un nemico invisibile». All'inizio l'affermazione mi aveva provocato un certo malessere, divenuto poi fastidio e ora irritazione pura. Perchè credo che se non usciamo dagli schemi, anche sintattici, il dopo emergenza sarà terribile...

di Paolo X Viarengo.

Una mamma porge il suo seno al figlio e gli dà il latte. Lui succhia e poi alza il faccino sorridente verso di lei. Lei sta bene, è calma e rilassata. E’ ovvio. Naturale. Una mamma prima di allattare il suo bambino s’informa sul prezzo del latte. Misura più o meno quanto latte succhia suo figlio al giorno. Fa due conti, va dal marito e gli chiede un paio di euro. Poi, e solo poi, allatta il figlio. E’ il mondo in cui  viviamo noi, dominato dall’economia mercantile. Questa può sembrare una forzatura: facciamo un altro esempio. Vado al bar. Pago un euro. Prendo il caffè ed esco. Questa è la società in cui viviamo noi: l’economia mercantile. Vado al bar. Prendo il caffè ed esco. Torno alla sera per aiutare il barista a fare le pulizie. Questa è l’economia del dono...

di Maurizio Bongioanni.

Su WhatsApp sta girando questa simpatica riflessione, ai tempi del coronavirus. Premesso: si tratta di satira. Lo dico perché sarebbe di cattivo gusto ridere di chi è morto per colpa del virus. Però come è già stato detto e ripetuto, questa esperienza è sì tragica sotto molti aspetti ma perlomeno può servire da spunto per il genere umano. Ricordiamoci che questa è la terza ondata di coronavirus (la prima ha generato l'epidemia di Sars nel 2003, la seconda la Mers nel 2012). Perché non ce ne sia una quarta, davvero fatale, urge mettere in pratica tutta la nostra "intelligenza" e riporla al servizio dell'umanità...

di Alessandro Mortarino.

Come ben sanno i nostri abituali lettori, Altritasti ha scelto come sua linea editoriale di non occuparsi di cronaca pura (compito che lasciamo a tutti gli altri media, locali e nazionali) ma di mettere in luce le parti in ombra oppure affrontare temi che gli altri ignorano o trascurano. Per quanto riguarda il coronavirus, da settimane siamo tutti affamati divoratori di notizie, che abbondano ovunque; per questo Altritasti si è sottratto alla conta quotidiana degli infetti, dei decessi, delle difficoltà ospedaliere e ha preferito guardare dietro alle pieghe delle evidenze legando il tema ad accoglienza e migrazioni, ai veri ruoli dei pipistrelli (ritenuti tra i "vettori" del virus) in natura, alla salute dell'ambiente, al controllo "militare", alla finanza speculativa: tutti temi poco o nulla sviscerati in relazione al problema sanitario contingente. Ma ora mezzo Piemonte è entrato in "zona rossa" (anche se la politica preferisce dirci che non è "rossa" ma semplicemente "attenzionata") e quindi qualche nostra riflessione è obbligatoria...

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