A cura del Direttivo dell’Osservatorio per la tutela del paesaggio di Langhe e Roero.

Siamo indignati dalla politica locale che esulta per il prossimo avvio di un’opera che non avremo prima di 5 anni, mentre non si cura minimamente né di come verrà fatta né dei disastri che produrrà al territorio Unesco di Langhe e Roero È ora di mobilitarci senza tentennamenti. Le istituzioni locali non ci ascoltano e non ci rappresentano, sono in larga parte interessate a difendere i propri interessi corporativi, anziché promuovere il raggiungimento del bene comune del nostro territorio...

Il 25 luglio 2020 tante associazioni attive sul territorio di Ceva, Cherasco e Alba, (quali LaCasarotta aps, Tanaro Libera Tutti, Laboratorio Sociale Chabas, Lauto Educare, Salviamo il paesaggio, Tanaria, gli Amici del Fiume, Cinema Vekkio circolo Arci, Libraria indipendente Milton, i Nuotatori del Tempo Avverso, Cherasco Cultura, il Museo naturalistico Segre) promuovono e organizzano insieme l'evento Fiumanità - congiunzioni fluviali.

“Come tutti ben sappiamo gli artisti non hanno un’utilità diretta alla creazione del benessere di una società. In tempi come questi il loro operare è stato sospeso, perché le priorità sanitarie erano incombenti. Oggi però si rende necessario creare occasioni dove poter sperimentare in presenza la riattivazione dei legami sociali, il ri-creare fiducia tramite le relazioni. In questo invece gli artisti nei contesti di strada rappresentano un’ottima opportunità affinché ognuno di noi possa in estrema sicurezza nuovamente abituarsi a quella normalità ricca di condivisione e reciprocità. Senza ciò infatti non è possibile parlare di vita sociale"...

Perché non pensare a una transizione al biologico anche in una grande azienda di successo? L'editoriale del direttore di Terra Nuova, Nicholas Bawtree.

Gentile Giovanni Ferrero,
innanzitutto una confessione: anch’io sono tra i tanti che hanno provato il brivido di affondare il cucchiaino nel suo celebre barattolo. Un atto tanto libidinoso quanto «proibito». E fermiamo per un attimo la retorica salutista – chi è senza peccato scagli la prima nocciola – anche perché il tema che le pongo è un altro, per quanto alla salute inevitabilmente ci si arrivi (ci si arriva sempre).
A fronte della imponente espansione delle monoculture intensive di noccioleti per l’industria dolciaria sul territorio italiano negli ultimi anni, siamo andati sul campo a raccogliere informazioni e testimonianze dirette dagli agricoltori e dai ricercatori. Il quadro che ne è emerso è davvero preoccupante ed evidenzia i grossi rischi a livello ambientale, sociale e sanitario determinati dalle coltivazioni ad alto input chimico. Ma risulta altrettanto evidente la straordinaria opportunità offerta dalla transizione a un’agricoltura sostenibile, un’opportunità anche imprenditoriale, come testimonia il successo delle aziende che producono nocciole bio...

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