Copenhagen, una capitale a misura di ciclista

di Davide Mazzocco.


La città ideale per chi pedala è ancora una volta Copenhagen. A confermare la capitale danese in vetta alla classifica delle città amiche della bicicletta e dei ciclisti è il Copenhagenize Index, un ranking che viene stilato con cadenza biennale tenendo conto di 14 parametri fra cui infrastrutture, sicurezza, bike sharing, intermodalità, politiche, pianificazione urbana e accettazione sociale ...



Alle spalle di Copenhagen ci sono le due città olandesi che erano già state precedute nel 2015, vale a dire Utrecht ed Amsterdam. Unica eccezione al monopolio europeo nella top ten è la new entry di Tokyo, evidentemente intenzionata a decongestionare il traffico in vista dell’appuntamento olimpico del 2020.

Alla base del primato globale c’è la rivoluzione degli spazi urbani iniziata alcuni decenni fa con la pedonalizzazione delle vie e delle piazze del centro storico e con la realizzazione di piste ciclabili. Successivamente la mobilità è stata ripensata in funzione di mezzi sostenibili e soluzioni intermodali. Come accade spesso nel Nord Europa il feedback del rimodellamento degli spazi urbani è stato un cambiamento diffuso delle abitudini dei cittadini.

Negli ultimi dieci anni la città ha investito 134 milioni di euro in infrastrutture e strutture per le biciclette. Su di una superficie di 86 kmq vi sono ben 350 km di piste ciclabili e sono sei i ponti ciclabili e pedonali già costruiti o in costruzione.

Dopo il recente completamento dell’Havneringen / Harbor Ring i cittadini possono percorrere per intero il porto della capitale danese. La novità più smart è il sistema Green Wave che regola il flusso dei ciclisti evitando gli stop ai semafori: pedalando ai 20 km/h si può attraversare la città senza soste grazie a un avviso luminoso a terra.

Sulle cinque piste ciclabili più frequentate (Nørrebrogade, Gyldenløvesgade, Amagerbrogade, Vermlandsgade e Amagerfælledvej) l’amministrazione comunale ha installato cinque pannelli che avvisano di eventuali ingorghi e forniscono soluzioni alternative. Costo dell’operazione? 700mila euro.

Qualche tempo fa Copenhagen (570mila abitanti secondo il censimento 2014) ha assistito a uno storico sorpasso: quello delle biciclette (270mila) sulle auto private (260mila). Il 62% degli abitanti di Copenhagen utilizza quotidianamente la bicicletta per raggiungere il luogo di lavoro e di studio, mentre gli spostamenti in automobile interessano solamente il 9% della popolazione.

Per chi non ha la bicicletta esistono numerosi servizi di noleggio con tariffe che vanno dalle 75 corone danesi al giorno (10 euro) alle 350 corone alla settimana (47 euro), mentre per chi vuole visitare il centro in bici esiste un servizio di bike sharing con gps incorporato al costo di 25 corone l’ora (3,35 euro).

L’integrazione con il trasporto pubblico è un altro degli elementi di successo: sulla rete ferroviaria urbana-suburbana S-Train il trasporto della bicicletta è gratuito.

Nonostante questi numeri a Copenhagen non ci si adagia sugli allori. I flussi della mobilità urbana e l’efficacia delle innovazioni infrastrutturali e tecnologiche vengono valutati con un’attenta analisi dei dati.  Sulla base dell’esperienza e della raccolta dei dati vengono pianificate le politiche della mobilità urbana.

Paradossalmente le criticità da affrontare in questi mesi riguardano la congestione delle piste ciclabili. Secondo le stime nel 2025 il 75% degli spostamenti dei cittadini avverrà a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici.

L’implementazione delle piste ciclabili non riguarda solamente la capitale, ma l’intera area metropolitana. Dal mese di maggio la Supercykelstier (Bicycle Super Highway) collega la capitale a 23 comuni attraverso 28 percorsi  ciclabili.

L’impatto che questa rete ciclabile dovrebbe avere sulla mobilità della regione è stimato in 3 milioni di spostamenti in bicicletta all’anno e in 720mila viaggi in auto in meno. Ne conseguiranno 34mila giorni di malattia in meno e un risparmio stimato in un miliardo di euro all’anno.

Su queste highway, oltre ai semafori Green Wave, sono presenti stazioni di servizio con officine e pompe per gonfiare gli pneumatici e tunnel illuminati a led. Nei mesi invernali delle squadre di pronto intervento si occupano di pulire le piste ciclabili in caso di nevicate o ghiaccio.

Davvero impossibile trovare una città più bike friendly di Copenhagen e ad Amsterdam (che fu prima nei Copenhagen Index del 2011 e del 2013) non resta che inseguire.

Tratto da: http://www.ehabitat.it/2017/07/11/copenhagen-capitale-misura-ciclista/

Commenti  

0 #1 Stefano B. 2017-07-26 09:47
Quanti secoli dovremo ancora attendere perchè Asti segua gli esempi europei ?????
Stefano B.
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